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La Russia ha inserito nel suo programma di armamento statale 2017- 2027 una nuova variante della classe strategica Borei Progetto 955A denominata Borei B. Secondo Tass “i lavori di ricerca e sviluppo per il primo incrociatore missilistico sottomarino inizieranno entro l’anno. La prima unità Borei B sarà consegnata alla flotta nel 2026”. In base alle scarse informazioni diramate, i Borei B avranno il medesimo scafo dei 955A (Borei-II), propulsione pump-jet ed una serie di migliorie tecnologiche. Si prevedono almeno quattro unità Borei B. Considerando le otto unità del Progetto 955/A (I/II), le quattro unità della variante B ed il pensionamento dei Delta III/IV (2025/2030), la  flotta strategica russa del 2030 sarà formata esclusivamente da sottomarini balistici classe Borei. La variante SSBN della classe Husky di quinta generazione potrebbe non entrare mai in produzione.

La flotta Borei

Lo scorso novembre si è svolta la cerimonia del varo del sottomarino strategico di quarta generazione Knyaz Vladimir, primo del Progetto 955/A. La prima unità della classe Borei II dovrebbe entrare in servizio con la Marina russa entro il prossimo marzo. La Marina russa riceverà otto sottomarini balistici classe Borei: tre 955 e cinque 955-A o Borei II. I 955 sono armati con sedici missili Bulava, i 955-A classe Borei-II con venti. Progettata su uno scafo idrodinamico pensato per ridurre le emissioni di rumore a banda larga, la classe Borei è la prima nella marina russa ad utilizzate una propulsione pump-jet. I sottomarini Borei sono lunghi 170 metri, con un diametro di 13,5 metri ed una velocità massima in immersione di 46 chilometri all’ora conferita dal reattore nucleare OK-650. La profondità operativa è attestata sui 380 metri (test massimo avvenuto a 450 metri). Il missile a tre stadi Bulava, nome in codice Nato SS-N-30 Mace, è la versione navale del più avanzato missile balistico russo, l’SS-27 Topol-M. Può essere lanciato anche in movimento. È lungo 12,1 metri, diametro di 2,1 metri e pesante 36,8 tonnellate: può colpire bersagli fino ad ottomila chilometri di distanza ed è progettato per equipaggiare esclusivamente i sottomarini nucleari classe Borei. Le modifiche sui Typhoon sono state ritenute troppo costose. Afflitto da numerosi problemi di sviluppo, il Bulava è stato dichiarato operativo dal Ministero della Difesa russo nel gennaio del 2013, ma i test sono ancora in corso. Ad oggi, la prima linea di fuoco spetterebbe ai Delta IV. La classe Borei è in grado di trasportare 148 missili R-30 Bulava per 1.480 testate ognuna delle quali di 100-150 kilotoni. La classe Borei II sarà in grado di lanciare 96-200 testate ipersoniche manovrabili indipendenti. Le piattaforme strategiche non sono unità d’attacco. Gli Ohio statunitensi ad esempio hanno 4 tubi lanciasiluri per l’autodifesa. A differenza di quanto si supponesse all’inizio, i Borei ne avrebbero addirittura otto da 533/650 mm, con una dotazione standard di quaranta siluri. E’ certamente una dotazione insolita per un boomer, ma è la medesima degli Akula. La classe Borei I/II sfrutta le sezioni frontali degli Akula incompleti: la larghezza dello scafo coincide esattamente. Sappiamo che gli Akula Progetto 971U K-337 Kuguar e K-333 Rys ed il Progetto 971 K-480 Ak Bars sono stati trasformati rispettivamente nelle unità strategiche Borei K-535 Yury Dolgorukiy, K-550 Alexander Nevsky e K-551 Vladimir Monomakh. Non è quindi sbagliato affermare che i Borei sono la versione strategica degli Akula.

L’ultimo sottomarino a propulsione nucleare classe Borei, lo Knyaz Pozharsky, è entrato in produzione il 23 dicembre scorso presso il cantiere Sevmash, a Severodvinsk. I primi tre Borei Progetto 955 sono il K-535 Yury Dolgoruky, il K-550 Aleksandr Nevskij ed il K-551Vladimir Monomakh. Il K-535 si è unito alla Flotta del Nord nel gennaio del 2013, seguito dal Nevskij alla fine di dicembre dello stesso anno. Il Nevskij è in servizio con la Flotta del Pacifico. Il K-551Vladimir Monomakh è entrato in servizio nel 2014 con la Flotta del Pacifico. Il K-535 Yuri Dolgoruky è assegnato alla forza di allerta permanente con missioni di pattugliamento nell’Artico. Il quarto Borei, lo Knyaz Vladimir, primo del Progetto 955/A, è entrato in costruzione nel luglio 2012 presso il cantiere Sevmash, nel nord della Russia. La costruzione del quinto sottomarino a propulsione nucleare Knyaz Oleg è iniziata nel luglio del 2014. I lavori sul sesto Borei, il Generalissimus Suvorov, sono iniziati nel dicembre del 2015. Poche settimane dopo anche il settimo Borei, battezzato Imperator Aleksandr III, è entrato in produzione nei cantiere di Severodvinsk. Il cantiere per l’ultimo sottomarino classe Borei e quinto della serie A, il Prince Pozharsky, è stato avviato il 23 dicembre scorso. Fino al 2026 la flotta strategica russa sarà formata, secondo i dati ufficiali del Ministero della Difesa russo da 13 sottomarini: sette Borei armati con missili Bulava e sei sottomarini Delta IV equipaggiati con i Layner. Il Cremlino ha in itinere diversi progetti speciali per le sue piattaforme sottomarine. Uno dei Borei sarà riconvertito per operazioni segrete.

Russia, il destino dei sottomarini strategici classe Husky

Ufficialmente i sottomarini di quinta generazione classe Husky dovrebbero entrare in servizio tra il 2035 ed il 2040. Sebbene le specifiche della classe Husky siano coperte da segreto militare, dovrebbero affiancare i sottomarini d’attacco classe Yasen (otto unità), anche se saranno costruiti in un numero maggiore rispetto al Progetto 885m. Per gli Husky si prevedono tre versioni basate sul medesimo scafo. La differenza principale sarà determinata dal sistema d’arma principale trasportato. Gli Husky-A sostituiranno la classe Akula, Sierra e Victor III. Gli Husky-B, variante SSGN, sostituiranno la classe Antey, progetto 949A. La variante SSGN potrebbe essere la prima al mondo equipaggiata, come dotazione standard, con missili da crociera ipersonici Zircon. Gli Husky-C, variante SSBN, dovrebbero essere sostanzialmente più grandi così da ospitare i missili balistici intercontinentali. Tuttavia, è altamente improbabile che gli SSBN classe Husky possano entrare in produzione.

Gli Husky SSN e SSGN

La classe Husky sarà molto più piccola con un dislocamento di seimila tonnellate nella configurazione A e (si spera) meno costosa della classe Yasen. Appare evidente che la classe Husky trasporterà meno missili rispetto ai Progetto 885M da 13.800 tonnellate. Gli Husky potrebbero implementare un certo grado di automazione con alcuni dei sistemi già testati nel progetto 705 classe Lira. Mosca potrebbe essere riuscita ad ottimizzare la tecnologia del reattore a metallo liquido: la classe Lira utilizzava il piombo-bismuto per raffreddare i reattori. Se così fosse, i progettisti sarebbero riusciti ad ovviare alle criticità tipiche che palesa un tale sistema. Nello specifico, un reattore a metallo liquido genera più energia ed è molto più compatto rispetto a quelli ad acqua pressurizzata. Tuttavia, il metallo liquido impone una temperatura ottimale costante e strutture esterne di supporto per la rimozione degli ossidi. Gli Husky potrebbero introdurre il massiccio impiego di materiali compositi, già testati nella classe Yasen, nel tentativo di ridurre drasticamente le loro firme acustiche. Anche in questo caso, abbiamo soltanto indiscrezioni. Mosca continua ad investire enormi risorse per la sperimentazione di nuovi materiali compositi multistrato, in grado di ridurre la firma acustica, isolare le vibrazioni o assorbirle. I russi sono convinti di riuscire ad utilizzare i nuovi materiali compositi per realizzare ogni parte degli Husky, scafi compresi. Il primo test in mare con il nuovo materiale composito si svolgerà entro il prossimo anno. Gli Husky-A dovrebbero affiancare i sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Super Akula, Yasen e quelli diesel elettrici Varshavyanka (sebbene non siano indicati per i pattugliamenti oceanici). Lo scorso lugio il Rubin Central Design Bureau, che ha anche progettato e sviluppato la classe Borei, ha completato il lavoro di progettazione preliminare sul nuovo sottomarino di quinta generazione denominato Progetto Kalina. Il nuovo sottomarino diesel-elettrico sarà presumibilmente basato sul Progetto 677 Lada. Gli Husky-B, variante SSGN dovrebbero affiancare gli Oscar-II portati allo standard 949AM. Così come avvenuto per altri asset di nuova generazione in via di sviluppo, il principale nemico degli Husky è l’economia russa ed i vincoli di bilancio (basti pensare ai costi raggiunti dai sottomarini classe Yasen).