“Il re è morto, viva il re“. Londra sembra trovarsi nel dubbio di dover pronunciare ancora una volta questa laconica espressione di continuità quando qualcuno ha notato come stranamente la bandiera di Buckingham Palace sembrasse a mezz’asta: segno di lutto inspiegabile. A scatenare un ulteriore e inatteso tam tam sui social, la notizia dall’aggiornamento della pagina di Wikipedia dedicata al reggente del Regno Unito, Re Carlo III, a cui è stato recentemente diagnosticato un tumore maligno. Immediato il rilancio di quella che è considerata a tutti i conti una falsa informazione su account social russi e ucraini – noti fabbricatori di profili troll e di bot – accompagnata anche da un falso annuncio riportante lo stemma reale. Ma cosa accadrebbe se Re Carlo fosse davvero morto?
Verrebbe avviata immediatamente un’operazione pianificata dai servizi segreti britannici in collaborazione con le maggiori autorità che compongono l’unità di crisi che si riunisce nel Cabinet Office Briefing Rooms, anche nota con l’acronimo di COBRA. Il nome in codice dell’operazione è Menai Bridge, e sarebbe appunto il piano da attuare se re Carlo dovesse morire nel presente o nel futuro. Come nel precedente piano sviluppato per il decesso della Regina Elisabetta II, l’Operazione Menai Bridge definisce ogni dettaglio della comunicazione, delle contromisure, degli spostamenti, dei funerali e dell’immediata successione al trono.
La famiglia Reale è già stata preparata dalle autorità a seguire ogni dettaglio dell’Operazione Menai Bridge, che prende il nome al ponte sospeso di Anglesey in Galles, e si basa principalmente sui funerali e sulla successione del monarca designato, ossia William d’Inghilterra, principe del Galles e figlio primogenito di re Carlo III del Regno Unito.
Attualmente i dettagli più precisi dell’Operazione Menai Bridge non sono noti, ma è pacifico che i primi a sapere del decesso di Re Carlo sarebbero i membri della famiglia, il Primo Ministro, i capi di stato dei Paesi che compongono il Commonwealth, retti da governi in cui il re d’Inghilterra rappresenta una carica di stato, gli alleati strategici e infine gli addetti accreditati della stampa. In seguito verrebbe affissa una nota ufficiale ai cancelli di Buckingham Palace.
L’operazione London Bridge, un esempio del passato
L’Operazione London Bridge, avviata al decesso della Regina Elisabetta II, è stata pianificata già negli anni Sessanta, pochi anni dopo l’incoronazione della regina, e alcuni dei suoi dettagli sono stati resi noti solo recentemente. I suoi dettagli sono stati modificati più volte nel corso della lunga reggenza di Elisabetta II e l’Operazione Menai Bridge deve essere in larga parte basata sulle procedure previste in precedenza, con ovvie modifiche per questione di sicurezza, essendo state rivelate le procedure passate. Secondo l’ufficiale della protezione reale, Simon Morgan, i preparativi dell’Operazione Menai Bridge sono iniziati poco dopo la morte della regina.