Dopo oltre dieci ore di dibattito infuocato e violenti scambi di accuse, la commissione speciale per l’impeachment ha approvato con 38 voti favorevoli e 27 contrarila relazione in favore della messa in stato di accusa del presidente. Sarà ora la Camera riunita in seduta plenaria a partire da venerdì, a stabilire se si passerà alla fase successiva. Perché il testo che apre al processo di impeachment per la presidentessa Dilma Rousseff arrivi in Senato, è necessario che i due terzi dei deputati votino a favore: 342 sui 513 deputati. Una battaglia che si annuncia molto accesa, e meno scontata rispetto a quella di ieri, data per persa già alla vigilia. La notizia della sconfitta del governo nella primissima fase, è arrivata infatti lunedì sera mentre l’ex presidente e predecessore di Dilma, Luiz Ignacio ‘Lula’ da Silva, già poneva le basi di un’ennesima difesa popolare della ‘presidenta’. Oltre 60mila persone si sono radunate in serata tra la gremita Fundição progresso e l’antistante piazza di Lapa, simbolo della città di Rio de Janeiro, per un evento in difesa della democrazia. Sin dall’accoglimento della richiesta di impeachment da parte del presidente della Camera Eduardo Cunha infatti, i sostenitori del governo e del Partito dei Lavoratori, hanno sempre definito l’impeachment come il tentativo di eliminazione del presidente eletto democraticamente, da parte delle opposizioni. Un ‘golpe’ parlamentare, possibile soprattutto dopo l’abbandono della maggioranza parlamentare da parte del Pmdb. Questo il passaggio fondamentale utile a dare nuova forza alle opposizioni che, sin dal 2013, subito dopo le elezioni perse, avevano sfruttato i numerosi e gravi scandali di corruzione per scagliarsi contro il Pt, coinvolto nelle inchieste, il governo e la presidentessa Dilma. Nel corso dei mesi, soprattutto con l’avanzare dell’inchiesta “Lava Jato” che ha portato alla luce uno antico e sfacciato schema di corruzione sistematico tra imprese private, pubbliche e partiti poltici, mai il nome della presidentessa è venuto fuori con responsabilità penali. “Senza crimine è golpe” è diventato così uno degli slogan in difesa di Dilma. L’accusa che ha motivato l’accettazione dell’avvio della procedura di impeachment è stata alla fine quella di aver alterato i bilanci dello Stato per addolcire una situazione di evidente e profonda crisi economica del Paese. Lo scenario politico-istituzionale in Brasile è da mesi dominato da una sorta di isteria che denuncia in pieno la mancanza di maturità istituzionale di una giovanissima democrazia, uscita appena 30 anni fa dalla dittatura militare. L’inchiesta “Lava Jato”, la mani pulite brasiliana, ha messo in luce la difficoltà del Paese alla prova della modernità e della crisi economica causata da una evidente mancanza di programmazione e da alcune scelte sbagliate in campo economico. In base alle indagini, portate avanti in maniera non sempre esemplare dalla magistratura federale, nessun partito è risultato immune alla corruzione. Gli accusatori di Dilma sono quelli più coinvolti nei vari scandali. Basti pensare che nella sola commissione speciale che lunedì ha autorizzato l’avvio del procedimento di Impeachment, dei 65 deputati, ben 35 sono al centro di investigazioni, indagini o processi. In totale i 35 sommano ben 153 pendenze giudiziarie: 39 per illeciti amministrativi, otto per corruzione, otto per riciclaggio di denaro e sei per associazione per delinquere. Sei deputati sono già stati condannati in via non definitiva e otto sono sotto accusa presso Supremo Tribunal Federal. Sette sono del Pmdb e del Pp, principali accusatori della ‘presidenta’ e del suo partito, il Pt, presente con invece 4 indagati. Il procedimento di impeachment è stato accettato dal president della Camera Eduardo Cunha del Pmdb, a processo presso il Supremo Tribunal Federal, accusato di aver ricevuto 5 milioni di dollari di mazzette nell’ambito dell’inchiesta per la corruzione alla Petrobras, oltre che di riciclaggio di denaro sporco, e già condannato per voto di scambio a Rio de Janeiro. Fondamentale per la messa in stato di accusa del presidente sarà poi il passaggio in Senato. Sul capo del presidente 
Renan Calheiros del Pmdb pendono nove accuse al Supremo Tribunal Federal, sempre nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato, per corruzione, riciclaggio di denaro, e associazione per delinquere. Di fronte a una situazione tanto complessa aggravata da una pesantissima crisi economica, i cittadini, storditi dagli eventi, sono da mesi coinvolti in una contrapposizione violenta sfociata in numerose manifestazioni ‘pro’ o ‘contro’. Un contrasto destinato ad aumentare con l’avanzare del processo di impeachment. Sulla ‘spianata’ dei ministeri a Brasilia, sono state sistemate delle grandi fotografie dei deputati, posizionate lungo la strada sui due lati opposti in base alla posizione politica espresso in merito all’impeachment. Là dove da venerdì si raduneranno anche i supporters di maggioranza e opposizone per seguire i lavori parlamentari, tenuti separati da due muri, istallati dalle autorità per tenerli divisi. Il timore è che con l’avanzare delle fasi del dibattito politico, partiti continuino a fomentare I propri supporters. E a Maggio, l’eventuale allontanamento della ‘presidenta’ in attesa del ricorso al Supemo Tribunale Federale, potrebbe esacerbare ulteriormente gli animi e mettere a rischio seriamente la tenuta democratica del Paese. 

Nel campo comunista di Goli Otok
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