Skip to content
Politica

Rivoluzione nel calcio africano: cambiare tutto, alla ricerca di maggiori guadagni

La Coppa d'Africa diventerà quadriennale, come le altre grandi competizioni. Il calcio africano in caccia di visibilità e... quattrini.
africa

Domenica è iniziata in Marocco la Coppa d’Africa, uno dei tornei di calcio per squadre nazionali più attesi ma anche più discussi al mondo. Il giorno prima, però, la CAF (Confédération Africaine de Football, ovvero l’ente che gestisce il calcio africano) ha annunciato a sorpresa una serie di cambiamenti che, nei prossimi anni, rivoluzioneranno lo sport sul continente.

Innanzitutto, la Coppa d’Africa diventerà un torneo quadriennale e non più biennale, interrompendo una tradizione che va avanti dal 1957. In questo modo, la Coppa si allineerà alle altre grandi competizioni internazionali, come il Mondiale e l’Europeo. Ma soprattutto si spera che questa riforma possa mitigare i conflitti tra le federazioni locali e i club stranieri, europei in particolare. La Coppa d’Africa è infatti un torneo costantemente al centro delle polemiche. Oltre a svolgersi ogni due anni, è collocata nel bel mezzo della stagione, solitamente a inizio anno (l’inizio a fine dicembre è una novità inusuale di questa edizione). Per questo motivo, le società europee si sono spesso lamentate, dovendo perdere alcuni dei propri giocatori mentre i campionati proseguono.

Il problema più evidente è quello della Ligue 1, il campionato francese, nel quale ognuno dei 20 club partecipanti perderà quest’anno almeno un giocatore. Nel 2022, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis si era lamentato molto di queste situazioni, promettendo di non acquistare più giocatori africani. Negli scorsi giorni c’è stata anche una polemica tra l’allenatore del Como Cesc Fàbregas e quello del Senegal Pape Thiaw sulla possibile convocazione dell’attaccante Assane Diaw.

Dal 2028 si spera che questi problemi non ci saranno più o che saranno almeno mitigati. La riforma era già stata caldeggiata in passato dal presidente della FIFA Infantino, ma non è l’unica novità annunciata sabato da Patrice Motsepe, il capo della CAF. È stato infatti annunciato il lancio, a partire dal 2029, di un nuovo torneo annuale per nazionali, la Nations League africana, sul modello di una simile competizione già esistente in Europa e in altri continenti.

Una dimensione più internazionale

Andrà anche a scomparire il Campionato africano, una sorta di Coppa d’Africa per la quale potevano essere convocati solo giocatori dei campionati del continente. Nonostante il grande interesse per il pubblico africano, questo evento aveva sempre faticato a raccogliere interesse internazionale, e quindi anche contratti per i diritti Tv che permettessero di sostenerne le spese.

Una delle conseguenze di queste ultime novità sarà la perdita dell’unicità del calcio africano, che fino a oggi ha vissuto con i propri ritmi e le proprie specificità. Andrà adesso ad uniformarsi al calcio internazionale (cioè, sostanzialmente europeo), nella speranza di ottenerne maggiori vantaggi economici.

Un percorso non semplice, visto il destino, pochi anni fa, della tanto attesa African Football League, un super-campionato continentale di club promosso ampiamente da Infantino e foraggiato con soldi sauditi. Annunciato nel 2019, ha debuttato con la prima stagione nel 2023, e poi non si è più disputato, con la CAF che, però, non ne ha mai annunciato ufficialmente la sospensione.

Le nuove riforme di Motsepe, uno degli uomini più ricchi del Sudafrica e presidente della CAF dal 2021, potrebbero però non essere sufficienti a rilanciare economicamente il calcio africano. Uniformare le competizioni CAF significa metterle direttamente in competizione, in termini di sponsor e spazio mediatico, con altri tornei internazionali, a partire dagli Europei, che andranno a cadere nello stesso anno.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.