Ritratti – Josh Shapiro, il dem con l’elmetto che rifornisce di bombe Ucraina e Israele

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Nelle scorse giornate ha fatto molto parlare di sé il video di Volodymyr Zelensky che negli Usa firma i proiettili d’artiglieria destinati all’Ucraina, fianco a fianco con una figura di punta del Partito Democratico americano, Josh Shapiro. Il 51enne governatore della Pennsylvania, battuto in volata da Tim Walz nella corsa ad essere il candidato vicepresidente di Kamala Harris, appare nella fabbrica di munizioni di Scranton, città natale di Joe Biden, mentre appone la sua firma a fianco di Zelensky.

Alle spalle dei due, una frase iconica: “Victory in the field starts in the factory”, la vittoria sul campo inizia nell’industria. Una frase che racconta la Pennsylvania, terra industriale che l’avvocato dai modi gentili, che ha scalato le gerarchie del Partito Democratico, vuole portare in dote a Harris nel voto contro Donald Trump a novembre, dove il “suo” Stato potrebbe esser decisivo. Mostrandosi al fianco di Zelensky, Shapiro manda un messaggio di ambizione politica per il prossimo futuro. Un’ambizione di incarichi più alti che ben si combina all’immagine di combattente dell’ex avvocato di cultura ebraica, da giovane volontario nei kibbutz in Israele, consigliere legale del senatore Robert Torricelli prima e poi deputato dello Stato della Pennsylvania nei primi Anni Duemila.

Shapiro incarna la destra del Partito Democratico, quella che oggi sostiene a spada tratta l’Ucraina e Israele. Eletto nel 2016 e nel 2020 Procuratore Generale e nel 2023 governatore della Pennsylvania con l’immagine di figura moderata e di mediazione, Shapiro è stato ampiamente sostenuto dalle minoranze di stampo arabo e musulmano dello Stato prima di prendere nettamente posizione per Tel Aviv nella guerra di Gaza. Ora da governatore promuove un’agenda di politica quasi globale, parlando spesso del conflitto mediorientale e ricordando l’importanza della sua terra per i piani di riarmo e di rilancio industriale dell’America, che possono e devono passare attraverso il sostegno all’Ucraina. Shapiro presenta la Pennsylvania come “arsenale della democrazia” che arma l’Ucraina e continua il suo sostegno a Tel Aviv, cosa che per alcuni osservatori ha contribuito a far pendere a favore di Walz l’ago della bilancia nella scelta di Harris per il candidato vice.

A Scranton, Shapiro accoglie Zelensky e metaforicamente con lui manda un messaggio all’America: la Pennsylvania non deve esser ricordata solo come terra deindustrializzata e dimenticata, ma come uno dei cuori degli Usa. Un cuore che batte al ritmo dell’agenda politica della superpotenza e che con le sue capacità industriali può dar sostegno al Paese e ai suoi alleati. L’esatto opposto dell’immagine di povertà e devastazione che offre J.D. Vance, candidato vice di Trump, della Rust Belt da cui proviene. Nella battaglia delle narrazioni, anche l’immaginario vuole la sua parte. E della stessa terra contesa per il voto di novembre, di cui la Pennsylvania è parte integrante, i politici hanno immagini diverse figlie della loro stessa indole politica.