Prima la firma del patto di La Mecca per una nuova architettura securitaria in Medio Oriente con Turchia e Arabia Saudita, poi una missione diplomatica a Teheran per rassicurare l’Iran del prosieguo degli sforzi diplomatici per stabilizzare la crisi del Golfo e confrontarsi sugli scenari regionali. Il Pakistan resta al centro della scena nelle dinamiche dell’Asia centrale e Sud-occidentale ed è degno di nota la visita compiuta dal Ministro dell’Interno di Islamabad, Mohsin Naqvi, a Teheran per dialogare con il presidente Masoud Pezeshkian e il titolare degli Esteri, Abbas Araghchi.
Riprende la diplomazia tra Pakistan e Iran
La sua presenza a Teheran è servita a Pakistan e Iran per ribadire la volontà di rafforzare il dialogo sistemico tra i due Paesi, e nella giornata di martedì 11 agosto l’agenzia iraniana Tasnim ha dato un ampio resoconto della visita del politico di Islamabad nella capitale della Repubblica Islamica sottolineando l’approccio costruttivo che le due parti avrebbero avuto su diversi dossier, dalla diplomazia al commercio.
Per il Pakistan è importante fornire perimetri precisi alla sua azione regionale e, in tal senso, la possibilità di cercare subito un ponte con l’Iran subito dopo l’accordo con Ankara e Riad per un partenariato di difesa trilaterale è servito a mettere al corrente il Paese limitrofo delle implicazioni diplomatiche e securitarie del patto.
L’Iran ha comunicato tramite il portavoce della sua diplomazia, Esmail Baghaei, di non ritenere l’accordo di La Mecca come ostile, e del resto i contraenti hanno insistito sulla natura difensiva dell’alleanza. Parimenti, è indubbio, come abbiamo scritto, che una saldatura di questo tipo imporrà dei cambiamenti negli equilibri del Medio Oriente che un Paese come l’Iran certamente non può ignorare ed è da sottolineare la spinta di Islamabad a affiancarlo immediatamente a un rinnovato dialogo con Teheran. Il cui fine potrebbe probabilmente comprendere l’obiettivo di riaprire la porta alla mediazione per un nuovo negoziato con gli Stati Uniti dopo che il precedente Memorandum di Islamabad di giugno è franato nelle prime giornate di luglio con la ripresa degli scontri nella regione del Golfo e dello Stretto di hormuz.
Naqvi, il facilitatore diplomatico di Islamabad
Naqvi è da tempo una figura di primo piano nel processo di mediazione guidato principalmente dal premier Shehbaz Sharif e dal capo delle forze armate Asim Munir con cui il Pakistan ha promosso un tentativo di distensione tra Usa e Iran dopo la guerra combattuta da Teheran contro Washington e Israele a partire dal 28 febbraio scorso. Il quotidiano pakistano Dawn ha scritto, citando fonti diplomatiche, che “l’obiettivo principale della visita di Naqvi era quello di dare seguito al Memorandum d’intesa di Islamabad e alla mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti, rimasta in gran parte inattiva da quando l’Oman ha assunto la guida dei negoziati sulle modalità di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz”, aggiungendo che proprio la trattativa di Mascate con Teheran e le sue evoluzioni “hanno creato un’opportunità per Islamabad di avviare un processo più ampio”.
La ricostruzione della testata pakistana apre scenari interessanti. Ci sono elementi che possono, in effetti, permettere di leggere la visita di Naqvi come una potenziale parte integrante del tentativo di riannodare i fili di un processo ritenuto vitale da Islamabad. Ad esempio, è da sottolineare che più volte le visite del Ministro dell’Interno di Islamabad in Iran hanno avuto l’obiettivo di oliare i meccanismi della diplomazia regionale. Naqvi, ad esempio, ha visitato più volte la capitale iraniana prima dei colloqui dell’11-12 giugno scorso che hanno prodotto il fragile memorandum che ha messo in campo l’unico tentativo di portare alla pace tra Usa e Iran su cui sia stato speso un impegno politico chiaro. Ieri come oggi, è plausibile che le sue visite offrano le condizioni per un avvicinamento delle posizioni diplomatiche e delle manovre negoziali senza esporre le figure di punta che definiscono l’agenda internazionale del suo governo.
Gli scenari per la diplomazia
Nello scenario teso alla ricostruzione quadro di rilancio della diplomazia a tutto campo può anche inserirsi il fatto che gli interlocutori del ministro, Pezeshkian e Araghchi, sono stati i due uomini dialoganti per eccellenza nel quadro del regime di Teheran, in una fase in cui gli apparati securitari vicini alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei e potenzialmente più intransigenti sembrano stringere le fila, la nomina dell’ex capo dei pasdaran Moshen Rezaei a segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale segnala l’acquisita rilevanza sistemica dei Guardiani e Washington sembra essere virata all’uso della pressione economica come strumento di condizionamento di Teheran.
Il Pakistan cerca stabilità e per il Paese centroasiatico tutto si tiene: la mediazione nella contesa iraniano-americana, la possibile riapertura di Hormuz, la nuova alleanza securitaria in sviluppo. Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran, che si è andato riaccendendo con una serie di fiammate alternate a momenti di calma apparente dopo la sostanziale disapplicazione del memorandum di giugno, resta a Islamabad, con sponde attive nel Golfo (Oman e Qatar) a supporto: molti Paesi della regione vogliono la fine di una situazione logorante che blocca i commerci, il traffico energetico e le prospettive di stabilizzazione regionale, pochi hanno il capitale politico per proporre soluzioni sistemiche. E il Pakistan sembra essere pienamente disposto a investirlo per concretizzare la sua capacità di trovare ascolto tra entrambi i contendenti.
Fonti
- Iran holds firm on Hormuz conditions as Pakistan’s Naqvi visits Tehran, Al Jazeera – https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran
- Iranian state media says Pakistan interior minister briefed Tehran on Makkah defense pact, ArabNews.pk – https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan
- Baqir Sajjad Syed, Islamabad looking to breathe new life into mediation push, Dawn – https://www.dawn.com/news/2022296
- Andrew England, Bita Ghaffari, Iran’s supreme leader elevates loyalists as he tightens grip, Financial Times – https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1
- Iran says it is not concerned by new ‘Mecca Joint Defence Agreement, Middle East Eye – https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement
- Pezeshkian Stresses Bolstering Iran-Pakistan Ties, Tasnim News Agency – https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties