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È scontro all”interno dei Paesi dell’Unione europea su progetto di riarmo (ReArm Europe) annunciato nelle scorse settimane dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. I Paesi del Sud Europa, guidati da Francia, Italia e Spagna, si oppongono all’idea di potenziare la spesa per la difesa attraverso prestiti a basso costo. Secondo quanto riportato da Politico, questi Stati, tra i quali il nostro, temono che l’iniziativa possa pesare troppo sul debito pubblico.

Von der Leyen non ha ancora sostenuto gli Eurobond per il riarmo, temendo l’opposizione di Paesi nordici come Germania e Olanda, contrari alla mutualizzazione del debito. Il premier olandese Dick Schoof ha ribadito, dal canto suo: “No agli Eurobond”.

I dubbi di Italia, Francia e Spagna

La Commissione Europea, infatti, intende emettere debito comune sui mercati dei capitali per finanziare i Governi, da rimborsare nel tempo. Anche se non richiede tagli immediati, tale mossa aumenta il debito pubblico, spostando l’onere sulle generazioni future o su futuri bilanci. Il problema è che molti Stati europei, come l’Italia (debito al 140% del PIL), la Francia o la Spagna, hanno poco spazio fiscale, a differenza della Germania. Se aumentano la spesa militare dell’1,5% del PIL (circa 650 miliardi in 4 anni, ad esempio) senza nuove entrate o prestiti, devono tagliare altrove.

“Alcuni Paesi nutrono seri dubbi sulla fattibilità, o persino sulla possibilità, di indebitarsi a questi livelli,” ha dichiarato un alto diplomatico dell’Ue a Politico. Le nazioni del Sud Europa, già gravate da elevati debiti pubblici, vorrebbero optare per i cosiddetti defense bonds: obbligazioni finanziate tramite un indebitamento comune dell’Ue sui mercati dei capitali, un’opzione che richiede però l’approvazione unanime dei 27 Stati membri e alla quale si oppongono i Paesi frugali e la Germania, vera beneficiaria del progetto di riarmo.

Il bazooka tedesco che agita gli alleati europei

Ormai è chiaro che il progetto di riarmo serve soprattutto alla Germania alla riconversione dell’industria automobilistica tedesca dopo il fallimento del Green Del. Il sospetto degli alleati europei, come ha scritto Andrea Muratore sulle colonne di questo giornale, è che il cancelliere tedesco Friedrich Merz voglia “barare” prendendo al balzo la palla del piano di riarmo tedesco ed europeo per aprire i cordoni della borsa in Germania e spingere a maxi-investimenti il suo costituendo Governo con il volano dell’ennesima emergenza. Per molti Stati, secondo Politico.eu, c’è la possibilità che “Berlino paghi miliardi di euro per attrarre nuove fabbriche di chip o batterie, o per abbassare i costi energetici per le aziende tedesche, mentre non sono in grado di permettersi sussidi statali così generosi”.

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