Strette di mano, sorrisi, parole, ma anche tanti piccoli gesti apparentemente irrilevanti. Un incontro come quello tra Kim Jong-un e Moon Jae-in non poteva non avere dei retroscena che riguardassero anche dei piccoli gesti. Gesti che però rappresentano segnali importanti di distensione e di dialogo.

Quello che è andato in scena in Corea non è stato soltanto l’incontro fra i leader di due Paesi formalmente in guerra. Ma è stato anche l’incontro fra due mondi, due uomini diversi, due sistemi diversi. Due uomini che dovevano conoscersi, mostrare la volontà di avvicinarsi. E far capire all’altro che c’era effettivamente il desiderio di rendere l’incontro non solo storico, ma anche piacevole.

E per farlo, oltre alle dichiarazioni e alle azioni, ci sono state anche delle accortezze diplomatiche. E perché no, anche delle rinunce. Tutto per il bene del vertice.

Le rinunce di Kim 

Partiamo da un presupposto: Kim Jong-un è il leader supremo di una nazione. Non è soltanto il presidente. Questo implica che ogni suo gesto è osservato dal popolo nordcoreano come quello di un capo assoluto. E mostrarsi troppo accondiscendente verso l’altro, è anche sinonimo di debolezza. Vale anche nei confronti dell’opinione pubblica degli altri Paesi.

Proprio per questo vedere Kim compiere gesti di cortesia e rinunce ai suoi “vizi”, è particolarmente importante. Mostra che il leader del Nord era effettivamente concentrato sulla buona riuscita del vertice. Una rinuncia su tutte: quella del fumo.

Kim Jong-un è un noto e accanito fumatore. E non ha mai rinunciato a mostrarsi al pubblico con la sigaretta accesa in mano. Un’immagine che si osserva anche nelle immagini pubblicate dalla propaganda, dove invece ci si aspetterebbe la raffigurazione di un uomo esemplare, esente da ogni tipo di vizio. E invece, Kim è apparso fumando durante l’inaugurazione della metropolitana di Pyongyang, durante le visite ai siti missilistici, nell’inaugurazione di un ospedale pediatrico ed anche a un evento sportivo con la moglie incinta al suo fianco.

Insomma, Kim e la sigaretta sono un binomio indissolubile. Eppure, al vertice con Moon, le sigarette sono scomparse. “Il presidente Kim non ha fumato nemmeno quando non c’erano occhi indiscreti da giornalisti e fotografi intorno a lui”, ha rivelato un assistente di Moon Jae-in. “Questo è stato probabilmente un gesto di rispetto verso il presidente Moon che è molto più anziano di lui”. Insomma, il gesto è stato particolarmente apprezzato dalla parte sudcoreana.

Ma non c’è solo questa scelta di rinunciare al tabacco. Le immagini dalla località dell’incontro hanno anche mostrato Kim cedere il passo al presidente sudcoreano in ascensore. Spesso il leader nordcoreano ha voluto che il suo interlocutore lo precedesse, mostrandosi affabile ed estremamente cortese. Con abbracci e sorrisi non così scontati vista la propaganda bellica dei mesi scorsi.

Brindisi e menù “diplomatici”

Da quanto si evince dai testimoni dell’incontro fra le due delegazioni, Kim e Moon si sono anche concessi parecchi brindisi. Non solo con il vino di azalee con cui hanno cenato, ma anche un brindisi a base di munbaeju, liquore tipico della penisola coreana con il 40% di gradazione alcolica. Un liquore fortissimo che, a detta dei testimoni, Kim ha bevuto in un solo sorso.

“Quando i sudcoreani gli si sono avvicinati con un drink, si è alzato dal suo posto e l’ha vuotato tutto in un colpo solo“, ha detto un partecipante. “Non ha mai rifiutato, chiunque sia venuto”. Il tutto mentre a Kim veniva servito del rosti – piatto tipico svizzero che ricordava al giovane dittatore i suoi anni in un collegio svizzero – e a Moon veniva invece servito del pesce San Pietro, in onore dei suoi anni trascorsi nella città di mare di Busan. Gesti di cortesia, ma anche diplomazia culinaria.