Non c’è solamente John Bolton, Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, a spingere per un conflitto con la Repubblica Islamica dell’Iran. Se le ambizioni guerrafondaie del “falco” Bolton non sono certo un mistero – “l’Iran non deve interpretare la prudenza degli Usa come debolezza” ha dichiarato di recente, incontrando il premier israeliano Benjamin Netanyahu – meno note sono le spinte a intervenire contro Teheran che provengono da importanti donatori repubblicani come Sheldon Adelson, fondatore del Las Vegas Sands Corporation, gruppo che possiede una delle più importante catene di Hotel-Casinò del mondo, Paul Singer, fondatore e azionista del fondo Elliott, nonché proprietario dell’Ac.Milan e Bernard Marcus, co-fondatore di Home Depot.

Parliamo dei più importanti donatori del partito repubblicano, che tra il 2016 e il 2018 hanno elargito più di 259 milioni di dollari al Gop: milionari che non hanno mai fatto mistero, scrive LobeLog, sia attraverso dichiarazioni pubbliche, sia per mezzo di finanziamenti a think-tank che sostengono l’azione militare contro l’Iran, del loro desiderio di arrivare a un regime change nella Repubblica Islamica.

Chi sono i repubblicani che vogliono fare la guerra all’Iran

Adelson, per esempio, suggerì pubblicamente di usare armi nucleari contro l’Iran e spinse Trump a sostituire l’allora consigliere per la sicurezza nazionale H.r. McMaster con John Bolton, per via della riluttanza di quest’ultimo nel prendere una linea più dura con l’Iran. Nel 2017, la Sionist Organization of America, che riceve gran parte dei suoi finanziamenti dagli Adelson, ha condotto una campagna pubblica contro McMaster, accusandolo di essere “contrario alle posizioni politiche del presidente Trump su Israele, Iran e terrorismo islamista”.

Bernard Marcus, altro importante finanziatore del Gop, ha donato 530 mila dollari al Political action committee (Pac) del Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton. Per Marcus l’Iran rappresenta letteralmente “il diavolo”, come da lui dichiarato in un’intervista rilasciata a Fox News. Non è da meno Paul Singer, proprietario del fondo Elliott, grande sostenitore della Foundation for Defense of Democracies, il think-tank neoconservatore di Clifford May, che in Siria ha lanciato il programma “The Syria Project” per supportare i ribelli e rovesciare Bashar al-Assad.

Il Ceo del Foundation for Defense of Democracies è Mark Dubowitz, sostenitore di durissime sanzioni economiche contro Teheran e critico dell’accordo sul nucleare siglato nel 2015 meglio noto come Jcpoa. In un articolo pubblicato sul Wall Street Journal, Dubowitz spiega che le sanzioni Usa verso Teheran sono giustificate dal “ruolo del regime come principale sponsor del terrorismo, compresa la sua banca centrale di finanziamento del terrorismo; il suo programma missilistico, che sta progredendo verso un missile balistico intercontinentale; e i suoi abusi sui diritti umani”.

Il senatore neocon Tom Cotton

Il fondo Elliott ha sostenuto la candidatura del falco neocon Tom Cotton, il quale, nelle scorse ore, ha dichiarato che un attacco contro Teheran, dopo l’incidente delle petroliere nel Golfo Persico, sarebbe ampiamente giustificato: “Ovviamente penso che gli attacchi di rappresaglia siano giustificati”, ha detto il repubblicano dell’Arkansas, membro dei Comitati per i servizi segreti e armati del Senato, durante un’intervista a Fox News Sunday.

“L’Iran sta fomentando l’escalation – ha spiegato Cotton – temo che se non porremo limiti al suo comportamento, assisteremo a un attacco contro una nave degli Stati Uniti o contro un nostro aereo”. La scorsa settimana aveva esortato la Casa Bianca ad agire. “Gli attacchi non provocati alle spedizioni commerciali giustificano un attacco militare di rappresaglia contro la Repubblica islamica dell’Iran”, ha sottolineato Cotton in un’intervista alla Cbs. John Bolton, dunque, non è affatto solo e isolato: i milionari del Gop sono con lui e non con il riluttante Presidente Trump.