Una donna di 37 anni, Renee Nicole Good, cittadina americana e madre di un bambino di 6 anni, è stata uccisa mercoledì da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) durante un’operazione federale in un quartiere residenziale di South Minneapolis.
L’incidente ha scatenato furiose polemiche, con versioni contrastanti tra le autorità federali e quelle locali, e ha portato a proteste e veglie nella città. Secondo quanto riportato dalla Cnn, che ha analizzato tre video dell’incidente, la sequenza degli eventi mostra sfumature significative.
La dinamica della sparatoria
I filmati ritraggono la donna alla guida della sua auto, ferma in mezzo alla strada, mentre agenti federali si avvicinano ordinandole ripetutamente di uscire dal veicolo. Quando l’auto inizia a muoversi in retromarcia e poi in avanti, un agente spara tre colpi, apparentemente dopo un possibile contatto con il veicolo. Un video da un’angolazione diversa suggerisce che l’auto potrebbe aver toccato l’agente prima del primo sparo, ma un altro non cattura chiaramente il contatto. L’agente, dopo aver sparato, appare fuori dalla traiettoria del veicolo. L’auto della donna accelera poi e si schianta contro un palo e un’altra vettura.
Polemiche negli Usa
Le autorità federali, tra cui la segretaria del Department of Homeland Security (DHS) Kristi Noem, hanno difeso l’azione dell’agente, sostenendo che la donna abbia tentato di investire gli ufficiali con l’auto per “ucciderli”.
Noem ha descritto l’episodio come un “atto di terrorismo domestico” e ha affermato che l’agente ha agito per salvare la propria vita e quella dei colleghi, dopo che il veicolo ICE si era incastrato nella neve e era stato circondato da manifestanti.Al contrario, il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha definito la narrazione federale “spazzatura”, invitando gli agenti ICE a “lasciare la città”. Il governatore Tim Walz ha criticato le operazioni federali come una minaccia alla sicurezza pubblica, mentre il capo della polizia locale Brian O’Hara ha sottolineato che gli agenti municipali erano intervenuti solo per securizzare la scena del crimine.
L’operazione anti-immigrazione
L’incidente avviene nel contesto di un’imponente operazione di immigrazione lanciata dall’amministrazione Trump, con oltre 2.000 agenti federali dispiegati nel Minnesota per contrastare frodi e criminalità legate all’immigrazione, a seguito di uno scandalo su programmi di assistenza sociale che ha coinvolto anche comunità somale e portato il governatore Walz a ritirare la candidatura per un terzo mandato.
Nella serata di mercoledì, centinaia di persone si sono radunate sul luogo della sparatoria per una veglia in onore di Renee Nicole Good, descritta da familiari e conoscenti come una persona compassionevole e non coinvolta in attività di protesta. La comunità ha espresso rabbia e dolore, con scene di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Le indagini sono in corso, affidate congiuntamente all’Fbi e alle autorità statali.
Mentre il caos trumpiano si riverbera all’estero e nel “cortile di casa” americano, sul fronte interno il presidente Usa rischia, con la linea dura sull’immigrazione, di innescare un nuovo caso George Floyd.
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