Il fronte antigovernativo di Hong Kong è tornato a riempire le strade dell’ex colonia britannica per l’undicesimo fine settimana consecutivo di proteste. Le richieste dei manifestanti vanno ormai ben oltre il ritiro della legge sull’estradizione in Cina; adesso gli hongkonghesi vogliono le dimissioni della governatrice locale, Carrie Lam, ma ancora di più spingono per richiedere maggiori libertà democratiche. Mai come in questo periodo l’equilibrio tra Hong Kong e la Cina continentale è sul punto di rompersi definitivamente, provocando importanti ripercussioni geopolitiche. Al di là degli effetti che la protesta avrà sull’immagine del presidente Xi Jinping e di come andrà a finire, il Kyiv Post ha sollevato un interessante parallelo fra quanto sta accadendo a Hong Kong e quanto è accaduto in Ucraina nel 2014.

Il confronto tra le proteste ucraine del 2014 e i fatti di Hong Kong

Secondo la testata ucraina, sono molte le affinità che legano i due eventi, a cominciare dalla data della loro esplosione. Gli avvenimenti odierni di Hong Kong non sono altro che la continuazione delle prime proteste andate in scena nel 2014, la cosiddetta Rivoluzione degli ombrelli durata 79 giorni; poche settimane più tardi fu l’Ucraina ad accogliere quella che fu rinominata dai media la Rivoluzione ucraina. In entrambi i casi gli obiettivi dei manifestanti erano simili: ottenere l’indipendenza e tagliare ogni legame politico con due superpotenze pronte – stando alla narrazione dei manifestanti – ad allungare le mani su Hong Kong e Ucraina: Cina e Russia. In entrambi i casi anche gli autori delle proteste erano gli stessi: attivisti studenteschi che guardavano all’Occidente come modello di libertà da seguire. Infine, in entrambi i casi, c’era chi ha sospettato la presenza della longa manus degli Stati Uniti per mettere i bastoni tra le ruote a Pechino e Mosca. La differenza sta nel come le due proteste si sono concluse: mentre la rivoluzione Euromaidan in Ucraina ha estromesso dal potere l’amministrazione locale pro Russia, riportando il paese in orbita europea, a Hong Kong il movimento democratico è fallito.

“Ispirati dal popolo ucraino”

A distanza di cinque anni una parte degli hongkonghesi è tornata a farsi sentire e vedere, aggiungendo ulteriori punti in comune con la rivolta ucraina. Anzi, pare che alcuni tra gli attivisti e legislatori tornati in azione abbiano affermato di essersi ispirati dal successo di quanto accaduto in Ucraina. Joshua Wong, l’attivista di Hong Kong di 22 anni diventato volto del fronte democratico dell’ex colonia britannica che nel 2014 guidò il movimento degli ombrelli, lo ha dichiarato apertamente: “Siamo ispirati da come il popolo ucraino ha iniziato uno sciopero per lottare in nome della propria libertà”. E in effetti, poche settimane fa, a Hong Kong è andato in scena uno sciopero che ha paralizzato l’intera città. Il riferimento principale di Wong e degli altri ragazzi di Hong Kong è il documentario sulla rivoluzione ucraina intitolato Winter on Fire; questa pellicola starebbe ispirando gli attivisti anticinesi e li aiuterebbe a migliorare la loro lotta per la libertà.

L’Ucraina come Hong Kong?

Wong ha apertamente paragonato la lotta intrapresa dall’Ucraina per liberarsi dalla morsa della Russia a quella che sta portando avanti Hong Kong contro la Cina: “Anche se proveniamo da diversi contesti storici e culturali, le nostre lotte per la libertà e la democrazia sono le stesse”. Rispetto alla prima ondata di proteste del 2014, i manifestanti di Hong Kong sono più vecchi, meglio equipaggiati ma soprattutto più arrabbiati; in poche parole sono disposti a tutto pur di vincere la loro guerra contro Pechino. “Proseguiremo la nostra lotta – ha aggiunto Wong – ma dobbiamo imparare dagli ucraini. L’Ucraina ha affrontato la forza della Russia, noi sfideremo la forza della Cina comunista”.

Analogie e differenze

Nelle ultime settimane i vecchi video della rivoluzione ucraina sono circolati in gran numero sui social network di Hong Kong; inoltre numerosi attivisti ucraini avrebbero condiviso messaggi di sostegno e solidarietà con i loro omologhi hongkonghesi. In Ucraina, davanti all’ambasciata cinese di Kiev, sono state registrate alcune proteste. Le tattiche adottate dai manifestanti di Hong Kong ricalcano e cercano di migliorare quelle di Euromaidan. Ad esempio gli abitanti dell’ex colonia britannica hanno iniziato a usare i laser per interferire con la tecnologia di riconoscimento facciale delle telecamere a circuito chiuso, oppure stanno adottando sempre di più alcune impensabili applicazioni per organizzare i raduni, come Pokémon Go e Tinder, mentre gli ucraini si erano fermati ai social network. È comunque evidente che i contesti storici e culturali sono assai diversi, ed è questa la grande differenza che potrebbe smentire le parole e vanificare le speranze di Joshua Wong. La più importante differenza è che Hong Kong deve ancora conseguire il proprio obiettivo. E non sarà certo facile.