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Uno dei temi affrontati da Donald Trump e Shinzo Abe nel loro ultimo incontro è stato il rischio rappresentato dalla Corea del Nord. Il presidente americano pensava – e ritiene tutt’ora – di avere in mano il controllo della situazione ma il suo collega giapponese non è dello stesso avviso. E nel frattempo Pyongyang ha accusato il Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, di essere un guerrafondaio.

Bolton nel mirino

Partiamo proprio da quest’ultimo punto. Pochi giorni fa Bolton ha ricordato come la Corea del Nord avesse violato le risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu a causa dei test missilistici effettuati lo scorso mese; per questo motivo Trump non può fare concessioni a Kim Jong Un in materia di sanzioni. La posizione di Bolton rappresenta il pensiero di tanti falchi statunitensi: mantenere alta la pressione su Pyongyang fintanto che il regime non rinunci alle sue armi nucleari.

La risposta di Pyongyang

Le parole di Bolton, alla vigilia del metting Trump-Abe, non sono piaciute alla Corea del Nord. E così la Korean Central News Agency (Kcna), l’agenzia di stampa nordcoreana, ha risposto per le rime definendo l’alleato di Trump “un prodotto umano difettoso” e “maniaco della guerra”. La fonte, un anonimo portavoce del ministero degli Esteri della Corea del Nord, ha proseguito nel suo discorso: “Le nostre esercitazioni militari non hanno messo in pericolo nessuno. Bolton continua a dire che questo è una violazione delle risuluzioni mettendo il naso in affari interni altrui. È più corretto – conclude la nota – chiamare Bolton non un consigliere di sicurezza ma un consigliere distruttore che fa a pezzi pace e sicurezza”.

Trump e Abe: che fare?

Le posizioni di Trump e Abe sul comportamento da tenere nei confronti della Corea del Nord sono agli antipodi. The Donald non è preoccupato dei recenti lanci missilistici nordcoreani, mentre Abe lo è eccome, anche considerando che il suo Giappone è a stretto tiro dei razzi di Kim Jong Un. Shinzo Abe ha inoltre sollevato a Trump un’altra questione spinosa riguardante sempre Pyongyang: il regime deve dare risposte concrete sui rapimenti stranieri commessi nel corso degli anni, soprattutto a danno di cittadini giapponesi. L’accusa rivolta alla Corea del Nord è infatti di aver rapito civili nipponici al fine di farli utilizzare dai servizi segreti come istruttori per insegnare atteggiamenti occidentali e moderni ai nordcoreani. In tutto questo Abe si è detto disponibile a incontrare Kim Jong Un: nuovo meeting istituzionale in vista per il leader nordcoreano?

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