Nella giornata di mercoledì 27 maggio è passato al Senato l’accordo di cooperazione tra Italia e Qatar in materia di istruzione, ricerca scientifica ed università, firmato a Roma nel 2012 dal governo Monti e dall’ex emiro Hamad bin Khalifa al-Thani, poi succeduto da Tamim bin Hamad al-Thani.

Un accordo che farà certamente discutere in quanto potrebbe non essere così “innocuo” e costruttivo come alcuni lo presentano e potrebbe invece aprire le porte di università ed istituti di ricerca a quell’islamismo radicale ideologicamente legato ai Fratelli Musulmani, di cui il Qatar è principale sponsor. Non a caso è proprio da Doha che pontifica il leader spirituale dell’organizzazione, Yusuf Qaradawi, che non soltanto si è espresso a favore del jihad in Siria, ma ha anche giustificato gli attentati suicidi contro Israele. E ancora, non è un caso che il Qatar sia stato isolato dagli altri Paesi del Golfo e dall’Egitto in quanto accusato di sostenere i jihadisti in Siria e i Fratelli Musulmani, messi al bando in Siria, Russia, Egitto, Emirati, Arabia Saudita, Bahrein e finiti sotto inchiesta nel 2014 in Gran Bretagna.

Le posizioni dell’opposizione

L’opposizione non è apparsa così unita in relazione all’accordo. Forza Italia si è astenuta ad eccezione del senatore Raffaele Fantetti che si è espresso con voto contrario. La Lega ha votato contro ma con Matteo Salvini che ha sottolineato come “il Qatar non arrivi a tre milioni di abitanti mentre la scorsa settimana l’ayatollah iraniano Ali Khamenei ha definito Israele “un virus da estirpare”, e l’Iran conta 81 milioni di abitanti”. Salvini nell’ottobre del 2018 (all’epoca ministro dell’Interno) si era recato a Doha per firmare accordi di collaborazione tra i due Paesi.

Dura invece la posizione di Fratelli d’Italia tramite Giovan Battista Fazzolari che ha ricordato i legami del Qatar con i Fratelli Musulmani ed ha parlato di “sottomissione”, di un accordo “di natura culturale” che permette al Qatar “di contaminarci tramite interscambio di studenti, interscambi universitari, la possibilità di pagare borse di studio, la possibilità di instaurare collaborazioni universitarie, di insegnare l’arabo in Italia, eccetera”.

Le posizioni della maggioranza

La maggioranza si è invece espressa favorevolmente, con Laura Garavini di Italia Viva che ha definito l’accordo estremamente positivo, dal momento che prevede forme di cooperazione tra i due Paesi in ambito di istruzione, di università, di ricerca. Gianluca Ferrara del M5S si è invece augurato che dall’accordo possano nascere legami sempre più forti tra Italia e Qatar nel promuovere la pace e la concordia tra popoli. Pierferdinando Casini ha definito “doverosa” l’approvazione dell’accordo pur supportando la posizione di Salvini su Israele.

L’estremismo islamista sostenuto dal Qatar

Le posizioni di Casini e Salvini su Israele contrastano però con il fatto che il Qatar sia il principale sponsor dei Fratelli Musulmani, il cui ramo palestinese è proprio Hamas. Non a caso il leader spirituale della Fratellanza, Yusuf Qaradawi, fa base proprio a Doha da dove si è espresso più volte in favore dell’organizzazione palestinese, arrivando persino a giustificare gli attentati suicidi contro Israele. Nel 2009 poi, proprio dagli schermi dell’emittente qatariota al-Jazeera, Qaradawi aveva lodato Adolf Hitler per aver “messo al loro posto gli ebrei” definendo la cosa “punizione divina” ed augurandosi che “la prossima volta ciò avverrà per mano dei credenti”, come documentato da Memri. Nel 2013 Qaradawi ha invece invocato la pena di morte per chi abbandona l’islam in quanto “essenziale per la sua sopravvivenza”.

È bene inoltre ricordare gli stretti legami tra l’Iran islamista e i Fratelli Musulmani fin dai tempi della rivoluzione di Khomeini, con l’ideologo della lotta armata della Fratellanza, Sayyid Qutb, che riscosse particolare seguito tra gli islamisti iraniani. Non a caso Hamas è sostenuta sia dalla Fratellanza che dall’Iran. Bisogna poi rammentare l’incontro tra esponenti dei Fratelli Musulmani e le Guardie Rivoluzionarie iraniane avvenuto nel 2014 in Turchia, altro paese sostenitore della Fratellanza. Del resto anche il governo filo-Fratelli di Mohamed Morsy iniziò a stringere i contatti con l’Iran, prima di venire rovesciato nell’estate del 2013.

Per quanto riguarda i rapporti tra Hamas e il Qatar, Stati Uniti, Israele, Canada, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati hanno accusato Doha di sostenerla, tanto che già nel 2014 il Congresso statunitense aveva parlato di provvedimenti nei suoi confronti tramite il senatore repubblicano del Texas, Ted Poe: “Se il Qatar finanzia Hamas, vi saranno conseguenze significative e spiacevoli”.

Insomma, se questo è l’ambito culturale esportato dal Qatar, allora forse dubbi e preoccupazioni sono più che leciti.

L’allarme dagli Usa per l’infiltrazione del Qatar

Un recente report del Lawfare Project di New York ha poi espresso una serie di preoccupazioni in relazione all’infiltrazione del Qatar, tramite le proprie fondazioni, negli ambiti accademici statunitensi con l’obiettivo di promuovere un’ideologia islamista radicale accompagnata da anti-semitismo. A tal fine, il Lawfare Project ha invocato l’applicazione del Foreign Agents Registration Act per far registrare le fondazioni attive in tale ambito come “agenti del Qatar”.

Nel report viene indicato come il Qatar abbia contribuito con oltre 1,5 miliardi di dollari diretti a 28 università statunitensi e come tramite i finanziamenti venga anche divulgata un’immagine estremamente positiva dell’Islam promosso dall’emirato e priva di qualsiasi tipo di dibattito equilibrato. Ciò risulta essere un problema in quanto si tratta di una visione che viene poi percepita come genuinamente proveniente dalle università americane mentre trattasi invece di prodotto qatariota confezionato ad hoc.

Nel documento si legge poi: “Per anni il Qatar ha messo in atto in America operazioni di influenza tramite canali finanziari volti a sostenere think-tank, organizzazioni, moschee ed ora anche università americane e programmi educativi. Tali operazioni hanno coinvolto anche sfere politiche a beneficio del Qatar mentre nel contempo veniva diffuso un violento anti-semitismo che continua a dilagare nella società americana”. Il coinvolgimento del Qatar nell’ambito dei centri islamici in territorio italiano non è certo una novità. Ma la presenza qatariota in ambito universitario e di ricerca potrebbe diventare un problema molto serio in quanto il rischio di infiltrazioni ed interferenze ideologiche e persino di politica estera è molto elevato.

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