Si chiama il Congresso Mondiale Uiguro (World Uyghur Congress, WUC) è dal 2004 è la principale organizzazione internazionale che si occupa si sponsorizzare nel mondo la causa dei separisti uiguri dello Xinjang, dedicandosi in maniera particolare ad attività di lobbismo in Occidente e nel mondo turcofono.

Il WUC ha un ruolo determinante nella gestione del flusso di informazioni che dallo Xinjang, o Turkestan orientale come è chiamato dall’ente, arrivano in Occidente, dalle denunce di schiavismo a quelle dei campi di rieducazione. Le attività lobbistiche sono aumentate sensibilmente negli anni recenti e hanno plasmato non soltanto le percezioni e le convinzioni dell’opinione pubblica sullo spinoso tema del separatismo uiguro ma hanno anche convinto intere presidenze ad agire, come la Trump negli Stati Uniti, sancendo l’inizio ufficiali delle interferenze straniere negli affari interni di Pechino.

WUC: che cos’è

Il WUC viene fondato il 16 aprile 2004 dall’attivista uiguro Erkin Alptekin, figlio del più celebre Īsa Yūsuf Alptekin, uno dei padri fondatori della prima repubblica del Turkestan orientale. L’obiettivo statutario è di dare una voce nel mondo avanzato alla causa dei separatisti uiguri, fungendo da piattaforma di incontro fra le 33 organizzazioni di rappresentanza uigura esistenti e la società civile ed il mondo politico; è descrivibile sostanzialmente come un’organizzazione-ombrello impegnata in attività di lobbismo.

Trattandosi di un’organizzazione internazionale non-governativa, il WUC non si auto-finanzia, non dispone di un proprio bilancio, perciò si sostiene tramite periodiche raccolte fondi e donazioni. Il più importante e primo donatore, sin dalla fondazione, è il National Endowment for Democracy, una delle entità statunitensi in prima linea nel finanziamento di rivoluzioni colorate nel mondo. Soltanto nel 2016, il Wuc ha ricevuto 1 milione 284mila dollari da parte del NED.

Non disponendo di un proprio bilancio, il WUC utilizza il denaro per soddisfare le esigenze dei donatori e, nel caso del Ned, il capitale viene destinato specificamente per addestrare gli attivisti uiguri nell’utilizzo dei media a scopo propagandistico, per elaborare rapporti a uso e consumo delle comunità occidentale e internazionale sui campi di detenzione dello Xinjang – che vengono descritti sui siti di WUC e NED come “campi di concentramento” – e per finanziare attività di lobbismo e di sensibilizzazione in sede di Congresso degli Stati Uniti, Parlamento europeo e Nazioni Unite.

Il WUC collabora intensamente con altri organismi, legati a doppiofilo con Washington ed interessati a questioni interne alla Cina, come il Tibet Action Institute e ChinAid, quest’ultimo focalizzato sui cristiani cinesi; i tre, insieme, contribuiscono a modellare la parte “ideologica” della politica estera della Casa bianca nei riguardi del colosso asiatico che, infatti, ruota attorno a tre pilastri: Xinjang, Tibet, persecuzione dei cristiani.

L’anno scorso il WUC è stato insignito del Democracy Award negli Stati Uniti, un’occasione che l’attuale presidente in carica, Dolkun Isa, ha sfruttato per lanciare un appello ai governi occidentali: introdurre sanzioni sulla falsariga dell’amministrazione Trump, colpire i membri di alto livello del Partito Comunista Cinese che scrivono, seguono e dirigono l’agenda per lo Xinjang.

Mentre il WUC acquisisce un potere crescente a Washington, per via dello stretto legame creato con l’amministrazione Trump, in Cina è stato aggiunto all’elenco delle organizzazioni terroristiche, per via dei presunti legami con il movimento per l’indipendenza del Turkestan, e la sua campagna lobbistica nel mondo è strettamente monitorata nel tentativo di porre argine alle potenziali bufale diffuse.

A fine febbraio, ad esempio, il WUC ha organizzato una conferenza a Ginevra, nell’ambito della 43esima sessione del consiglio per i diritti delle Nazioni Unite, mostrando foto di accademici presumibilmente scomparsi nei campi di detenzione; pochi giorni dopo, a inizio marzo, un’inchiesta del The Global Times ha scoperto che nessuno di loro è stato detenuto né dato per scomparso e le presunte vittime, adesso, chiedono di intraprendere azioni contro la disinformazione del WUC.

I legami con Stati Uniti e Turchia

Īsa Yūsuf Alptekin conquistò l’attenzione dell’Occidente nel corso della guerra fredda, probabilmente perché fu compreso il potenziale destabilizzante di un’organizzazione separatista all’interno della seconda potenza comunista per dimensioni, potere ed influenza. Alptekin, esiliato in Turchia per via della sua militanza all’interno del movimento per l’indipendenza del Turkestan, sfruttò il confino a vita a suo vantaggio, allacciando rapporti con Washington ed Ankara.

Nel primo caso iniziò iniziò a scrivere lettere destinate al presidente Richard Nixon, ottenendo infine l’invito di volare a Washington, nel 1970, per incontrare una delegazione di membri del Congresso, stabilendo il primo punto di contatto di sempre fra gli Stati Uniti e la causa uigura, nel secondo caso aumentò sensibilmente l’ingrediente pan-turchista all’interno dell’ideologia separatista uigura, conquistando il favore di prominenti politici dell’epoca, fra i quali Alparslan Türkeş, il leader del Partito d’Azione Nazionalista.

Alptekin padre fu colui che gettò le fondamenta per l’esportazione della causa uigura in Occidente, creando dei legami privilegiati che poi sono stati ereditati dal figlio e da lui utilizzati per inquadrare il WUC all’interno di una rete transnazionale. Alptekin padre ha giocato un ruolo-chiave all’interno del risveglio ideologico turco, che oggi si sta manifestando pienamente sotto l’era Erdogan ma che all’epoca era in fase embrionale. Per il suo enorme contributo dato all’elaborazione del pan-turchismo contemporaneo, ad Alptekin è stato dedicato un parco all’interno del complesso della Moschea blu di Istanbul ed è stato seppellito nel cimitero Topkapı, dove si trovano le figure più eminenti del paese, affianco i mausolei che ospitano i corpi del fu presidente Turgut Özal e del fu primo ministro Adnan Menderes.

L’attivismo del WUC promuove al tempo stesso le agende estere di Washington e Ankara. Per quanto riguarda la prima, il WUC è bene inquadrato all’interno della galassia di lobby che esercitano un’influenza particolare nell’area repubblicana. Il successore di Alptekin figlio, il miliardario Rebiya Kadeer, vanta la conoscenza personale e diretta di George Bush Jr, mentre l’attuale presidente Dolkun Isa è riuscito a convincere l’amministrazione Trump ad interessarsi alla causa dello Xinjang ed introdurre un preliminare pacchetto di sanzioni sfruttando i legami con il senatore Ted Cruz e Richard Grenell, direttore dello US Intelligence Community.

Per quanto riguarda Ankara, l’organizzazione ritiene che nello Xinjang sia in corso una sostituzione etnica, per mezzo della migrazione controllata di cinesi di etnia han, e promuove l’idea che gli uiguri siano parte di quella che è la “grande nazione turca“, compresa fra Turchia e Xinjang, sostenendo attivamente la secessione da Pechino. L’appoggio turco al WUC e, in generale, al movimento di indipendenza del Turkestan, è cresciuto negli anni recenti e l’organizzazione ha instaurato legami con i Lupi grigi e iniziato a fare lobbismo presso Recep Tayyip Erdogan affinché intervenga al fianco degli Stati Uniti nella difesa degli uiguri.

In questo contesto si inquadra il crescente attivismo anti-cinese di organizzazioni estremiste e terroristiche turche, in aumento costante dagli anni 2010, che, manifestatosi inizialmente sotto forma di attacchi ai turisti cinesi a Istanbul, nel 2015 ha raggiunto un punto di svolta. Quell’anno Bangkok fu colpita da un sanguinoso attentato, causa di 20 morti e 125 feriti, che le autorità hanno concluso sia stato condotto dai Lupi grigi per “vendicarsi” della decisione del governo thailandese di dare il via libera alla deportazione di alcuni uiguri in Cina. L’attentatore, Bilal Mohammed, una volta arrestato, ha confessato di essere partito dalla Turchia e di aver raggiunto Bangkok con un passaporto falso.

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