Tutto è accaduto nel primo pomeriggio: poco dopo le 15:00 infatti, ora italiana, dai social è rimbalzata la notizia di una sparatoria che ha coinvolto il primo ministro slovacco, Robert Fico. Dopo i primi attimi di confusione, in base a quanto riferito dagli stessi media slovacchi si è appreso che il capo dell’esecutivo è stato principale e diretto destinatario della sparatoria: chi ha usato l’arma cioè, lo ha fatto per ferire o uccidere il massimo rappresentante governativo. L’autore dell’aggressione è stato arrestato subito dopo i colpi esplosi contro Robert Fico: in alcuni video diffusi su Telegram, si notano agenti della polizia che bloccano e fermano a terra colui che da dietro una transenna ha premuto il grilletto contro il premier.
Le condizioni del primo ministro slovacco
Una prima ricostruzione dei fatti si è avuta alcuni minuti dopo le prime frammentarie notizie. La sparatoria, in particolare, è avvenuta nella cittadina di Handlova. Si tratta di un centro di quasi ventimila anime, situato nel centro della Slovacchia e importante soprattutto per la presenza di storiche miniere di carbone. Qui il premier Fico ha riunito una parte del suo governo: un’iniziativa, si legge nei media locali, volta a incontrare i cittadini e a tenere discussioni con le varie autorità amministrative. Quando, assieme alla sua scorta, il premier si trovava nei pressi dell’ingresso della Casa della Cultura, sono stati uditi distintamente dei colpi di arma da fuoco.
Sul quotidiano slovacco Dennikn.sk, un testimone ha riferito di aver visto Robert Fico sanguinante sia dalla testa che dal petto. Una circostanza che ha subito fatto temere il peggio. Anche perché, nello stesso tempo, sui social sono apparse immagini in cui il premier è caricato di fretta nella propria auto dagli uomini della scorta. Questi ultimi sembrano sorreggerlo, segno di condizioni non ottimali e di ferite che potrebbero aver fatto perdere i sensi al premier.
Tuttavia, fonti mediche da Handlova hanno fatto sapere ai quotidiani locali che il capo del governo ha sì subito gravi ferite ma non sarebbe in pericolo di vita. Per fortuna, i proiettili avrebbero evitato la testa e non avrebbero raggiunto organi vitali. Fico però dovrebbe subire un intervento nelle prossime ore: preoccupano infatti le ferite riportate alle braccia e alle gambe. Interessata forse anche l’area dell’addome, ma non sono giunte conferme in tal senso. Nel frattempo, mentre dalle forze politiche di Bratislava non sono tardati ad arrivare messaggi di solidarietà dall’intero mondo politico, sono partite le indagini: si sta cercando di capire infatti l’identità dell’aggressore arrestato e le motivazioni che lo hanno spinto a sparare.
Chi è Robert Fico
Avvocato di 59 anni, Fico è diventato primo ministro slovacco nello scorso mese di ottobre. Ma non si è trattato del primo incarico da lui ricevuto: l’attuale premier infatti, ha guidato il governo già in altri due periodi, il primo tra il 2006 e il 2010 e il secondo invece tra il 2012 e il 2018. Fondatore dello Smer, formazione inizialmente incastonata tra i vari partiti di centro e progressivamente avvicinatasi a posizioni giudicate populiste e orientate più a sinistra, nelle elezioni dello scorso 30 settembre ha ottenuto con il suo partito il 23% dei consensi e si è così guadagnato la chiamata per la formazione del nuovo governo.
Dopo il giuramento del 23 ottobre, Fico è entrato in carica e ha suscitato clamore per le posizioni definite contrarie al sostegno all’Ucraina impegnata nella guerra contro la Russia. Per questo, insieme al premier ungherese Viktor Orban, Fico è ritenuto uno dei capi di governo più lontani dalla linea politica di gran parte degli Stati della Nato e dei Paesi appartenenti all’Unione Europea.
La confusione che regna sovrana a Bratislava
Ma legare quanto accaduto alle posizioni assunte in politica estera da Fico potrebbe apparire non poco riduttivo. Anche perché agli slovacchi per adesso della guerra interessa poco o, quanto meno, in misura minore rispetto ai vicini polacchi. La vera questione è che da anni a Bratislava regna un certo caos politico e giudiziario e l’avanzata elettorale dello Smer è stata vista, tra le altre cose, come segno tangibile del voto di protesta.
Un’economia non ben performante, un’impennata dei prezzi importanti e una ripresa dalla pandemia mai avvenuta del tutto, sono ingredienti che hanno reso la Slovacchia un Paese piuttosto fragile sia politicamente che sotto il profilo sociale. C’è poi la questione legata alla corruzione: lo stesso Fico nel 2018, ad esempio, si è dovuto dimettere dopo vibranti proteste di piazza contro il suo governo a seguito dell’omicidio del giornalista Jan Kuciak. Quest’ultimo, assassinato assieme alla compagna, in diversi suoi articoli aveva svelato rapporti tra la ‘ndrangheta calabrese e apparati dello Stato slovacco. La sua morte ha contribuito a scoperchiare ulteriormente un vaso di Pandora sulla commistione tra pezzi delle istituzioni e organizzazioni criminali.
In poche parole, Bratislava negli ultimi anni ha assunto l’aspetto di una piccola grande polveriera pronta a esplodere nel cuore dell’Europa. Forse in pochi hanno pensato a una possibile sparatoria contro un premier in carica, ma quanto accaduto in questo mercoledì è il segno dei gravi problemi che da tempo affronta il Paese. Ad oggi è quindi impossibile, almeno nell’immediato, capire da quale direzione politica o sociale sono arrivati gli spari. Solo le indagini, molto probabilmente, potranno fare luce su ulteriori meandri malandati dell’intricata matassa slovacca.