Un cambio di passo storico nei rapporti tra Unione europea e Lega Araba. Sarebbe questo il risultato del primo vertice bilaterale tra i capi di Stato e di governo dei due organismi comunitari, tenutosi nei giorni scorsi a Sharm El-Sheikh, in Egitto.
“La regione araba era l’unica al mondo con cui l’Unione europea non avesse mai partecipato a un vertice prima d’ora”, ha dichiarato Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. “Era un paradosso: siamo così vicini e condividiamo così tante sfide e opportunità”.
Sotto la copresidenza del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e del suo omologo egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, l’incontro ha posto le basi per il rafforzamento della cooperazione tra le due parti, accomunate da sfide che richiedono uno sforzo congiunto.
Anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato di “incontro molto positivo”, auspicando che possa essere “un appuntamento fisso per il futuro”. Il summit ha rappresentato “l’inizio di un nuovo dialogo tra l’Ue e la Lega degli Stati arabi”, che si articolerà in incontri periodici, il primo dei quali si terrà a Bruxelles nel 2022.
Fronte comune contro il terrorismo
Numerosi gli argomenti all’ordine del giorno. In cima all’agenda vi erano questioni come le migrazioni e la lotta al terrorismo, oltre allo sviluppo delle relazioni commerciali. Si è parlato anche di conflitti nella regione, con particolare riferimento alle guerre civili siriana e yemenita e alla situazione della Libia.
Sul contrasto al terrorismo e sulla prevenzione della radicalizzazione, le due parti condividerebbero “le stesse preoccupazioni”, secondo quanto dichiarato da Mogherini. In occasione della conferenza stampa, che si è svolta al termine del vertice, Tusk ha parlato di un fronte comune, volto a ostacolare il transito dei foreign fighters attraverso i confini. Un modo per chiedere alla Lega Araba di contribuire a recidere qualsiasi forma di sostegno all’estremismo.
Sul tema dell’immigrazione irregolare, gli sforzi congiunti saranno mirati a “prevenire il traffico di persone, sradicare la tratta di esseri umani e contrastare coloro che sfruttano soggetti vulnerabili”.
L’ombra di Cina e Russia
Già nel marzo 2015, l’Unione europea e la Lega araba avevano firmato un memorandum d’intesamirato ad avviare un dialogo strategico e “sviluppare la cooperazione operativa euro-araba in materia di sicurezza”.
Storicamente, le due regioni sono importanti partner per il commercio e gli investimenti. L’Ue è il primo partner commerciale sia per la Lega degli Stati arabi sia per 11 degli Stati membri dell’organizzazione internazionale, oltre ad essere il maggiore investitore in questi Paesi.
Il rafforzamento della partnership tra le due regioni acquisisce ancora più importanza alla luce della minaccia costituita da Cina e Russia di espandersi nell’area mediorientale. Sul punto, Tusk ha ammesso l’esistenza di “differenze”, ma ha ribadito l’importanza di “cooperare e non lasciare questo ruolo a potenze globali lontane dalla nostra regione”, riferendosi verosimilmente a Mosca e Pechino.
Secondo l’agenzia di stampa francese Afp, l’Unione europea considererebbe il vertice come un modo per proteggere i suoi tradizionali interessi diplomatici, economici e di sicurezza, in un momento delicato, nel quale Russia e Cina starebbero per riempire il vacuum lasciato dagli Stati Uniti.
La notizia è stata confermata, in maniera informale, anche da fonti interne all’Unione europea, che hanno ribadito l’importanza del vertice in riferimento al “disimpegno” di Washington dalla regione.
La Cina starebbe intensificando i rapporti commerciali con i Paesi della regione, oltre a stabilire una base militare in Gibuti. Dal canto suo, la Russia sostiene militarmente il presidente siriano Bashar Al-Assad, che si sta sempre più delineando come il vincitore della guerra civile.
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