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Potrebbe toccare al Deutschtürke (turco tedesco) Celim Ozdemir la carica di Ministro degli Esteri tedesco. Angela Merkel ha infatti iniziato a tessere le trattative per organizzare la nuova squadra di Governo in collaborazione con altri due partiti. Da una parte il partito liberale, FDP, dall’altra i verdi, i Grunen come vengono chiamati in Germania. Ed è proprio da questi ultimi che sarebbe arrivata la proposta di nominare Ozdemir al Ministero degli Esteri. Un’ipotesi che si farebbe sempre più concreta, soprattutto qualora il Ministero delle Finanze venisse affidato ad un esponente del partito liberale. In questo gioco di potere ognuno ha diritto alla propria fetta di torta.

Un turco tedesco che mastica politica da vent’anni

Chi è dunque Ozdemir e soprattutto che tipo di politica estera potrebbe impostare per il nuovo Governo Merkel? Cem Ozdemir è un esponente dell’immigrazione di seconda generazione. È infatti figlio di immigrati turchi, giunti in Germania alla fine degli anni ‘60. Militante nel partito dei verdi fin da sedici anni, Ozdemir mastica politica in Germania da più di vent’anni. Nel 1994 infatti venne eletto nel Parlamento federale e divenne così il primo immigrato di seconda generazione ad essere rappresentato nel Parlamento tedesco.

Da allora una carriera in ascesa, fino a raggiungere la presidenza dello stesso Partito dei Verdi e ad entrare poi nel Parlamento europeo, di cui fa ancora parte. Ozdemir non ha mai nascosto la sua fede musulmana, pur definendosi un “säkularen Muslim”, ovvero un musulmano laico. Un credente praticante ma in grado di scindere la sfera politica da quella personale religiosa.

Un europeista convinto per Angela Merkel

Ozdemir si troverebbe, in caso di nomina, a rimpiazzare la pesante eredità di Walter Steinmeier. Ex Ministro degli Esteri del Governo Merkel e, non a caso, di fresca nomina alla presidenza della Repubblica tedesca. Steinmeier era considerato l’ “eminenza grigia”già del governo Schroder, nonché principale mente dell’Agenda 2010 (l’equivalente del Jobs Act italiano). Come ministro degli Esteri è stato poi considerato come grande mediatore oltre ad essere stato un accanito sostenitore della continuità politica tra Bruxelles e Berlino.

Un europeista convinto, così come pare essere il suo successore. Se infatti all’apparenza Ozdemir potrebbe sembrare una scelta improvvida, vista la sua vicinanza con il mondo turco in un momento di forte tensione con Ankara, il possibile futuro Ministro degli Esteri incarna invece la strategia della Germania del futuro.

Erdogan lo considera un “traditore”

Ozdemir, seppur di origine turca, è un rinnegato nel suo Paese d’origine. Venne chiamato “traditore” dallo stesso Erdogan, per aver definito “olocausto” il massacro perpetrato dai turchi ai danni degli armeni. Ma non solo. Il Paese di origine del padre, Passat, ha recentemente annunciato di avergli revocato la cittadinanza onoraria. D’altra parte lo stesso Ozdemir non ha mai mostrato troppa nostalgia per la sua ex madrepatria. Oltre ad aver dichiarato di “rinunciare volentieri” alla cittadinanza revocatagli, Cem si è sempre dichiarato “cittadino tedesco” non immigrato in Germania, ma ivi “nato”.

Ozdemir per portare la Turchia verso l’Unione europea

Ozdemir è stato poi più volte definito come l’Obama tedesco. Un accostamento piuttosto calzante. Cem, come Obama, potrebbe diventare il punto di riferimento per quell’immigrazione di seconda generazione, integratasi perfettamente nel tessuto cittadino e divenuta nel tempo anche benestante. Un gruppo tuttavia minoritario rispetto al totale degli immigrati, nella cui maggioranza risiedono ancora i grandi esclusi della globalizzazione. Cem Ozdemir è un europeista convinto, ma non solo. É anche un accanito sostenitore per l’entrata della stessa Turchia nell’Unione europea. La visione di Ozdemir è dunque per una Turchia occidentalizzata, dove gli interessi economici possano prevalere sulle differenze culturali.

Uno scenario che mal si concilia con l’attuale presidenza Erdogan, da sempre legata ad un approccio più conservatore. Il pupillo del Partito dei Verdi, se scelto come Ministro degli Esteri, potrebbe dunque essere usato proprio in funzione anti Erdogan. In un momento in cui la Turchia si è rivolta a est, accettando i piani di pacificazione russi per il Medio Oriente, il nuovo possibile Ministro degli Esteri tedesco potrebbe ridare linfa all’opposizione anti Erdogan, per riportare Ankara sui binari verso Bruxelles.