Il futuro e la sopravvivenza dell’Italia quale attore storico – più che geografico – si stanno giocando (anche) nell’insospettabile e distante Asia centrale dal vicino ma lontano 2011, ovverosia da quando la caduta della Libia di Muammar Gheddafi ha dato il via alla nostra decada perdida. A partire da quell’anno convulso, ancora oggi incompreso dai più, campioni nazionali, diplomatici e imprenditori alla Serenissima si sarebbero sostituiti ai politici, sanando come e dove possibile le ferite e le fratture causate dalla loro assenza di visione e pensiero strategico e trovando nel mondo turcico una via di fuga dalla geografia, un nuovo Mediterraneo.

Oggi, 2021, la politica nostrana sta raccogliendo ciò che è stato seminato con zelo e difficoltà da imprenditori e diplomatici negli anni bui della decada perdida. Tra le varie prelibatezze emerse dalla semina, che sono già maturate e stanno venendo raccolte gradatamente, figura e risalta l’amicizia di ferro con il Kazakistan di Qasym-Jomart Toqaev. Un’amicizia solida, estesa in una varietà di campi – dal calcio all’energia -, palesata dai numeri – l’Italia è il secondo punto di riferimento del mercato kazako -, sorretta dai fatti – siamo l’unica nazione europea a possedere un formato 5+1 con le nazioni centroasiatiche – e che un influente politico proveniente dal Kazakistan è venuto recentemente a consolidare.

Il tour capitolino di Maulen Ashimbayev

L’influente politico kazako Maulen Ashimbayev – che attualmente ricopre la carica di presidente del Senato – ha effettuato un breve ma intenso tour nella Città eterna nei giorni scorsi, incontrando personaggi-chiave della politica italiana e ottenendo finanche un’udienza privata con il Papa. La prima tappa del viaggio lo ha condotto alla presenza della sua omologa italiana, Maria Elisabetta Alberti Casellati, con la quale ha avuto una bilaterale produttiva nella giornata del 5.

Tema del faccia a faccia con la Casellati è stato “il consolidamento della cooperazione tra i due Paesi nell’economia, nel commercio, nel turismo, nella cultura e in altre aree”. Più nello specifico, Ashimbayev è stato inviato in qualità di foriero, per discutere con la controparte italiana di alcune iniziative pensate a Nur-Sultan allo scopo di migliorare il flusso di investimenti, la collaborazione tra regioni – Unione europea e Asia centrale – e il dialogo tra i due governi a mezzo dei rispettivi parlamentari. Iniziative alle quali la Casellati ha risposto affermativamente, enfatizzandone l’importanza, il potenziale e la puntualità.

Ashimbayev e Casellati hanno trovato il tempo e lo spazio, inoltre, per discutere di un’altra tematica di stringente attualità: la transizione verde. A proposito di quest’ultima, che costituisce una delle priorità dell’agenda politica del presidente Toqaev, Ashimbayev si è detto fiducioso nei riguardi della “cooperazione con i partner italiani per introdurre tecnologie ecosostenibili ed energeticamente efficienti [in Kazakistan]”.

Ultimo, ma non meno importante, Ashimbayev ha delineato alla Casellati quello che è il piano del Kazakistan per l’elevamento delle relazioni bilaterali – “la creazione di un meccanismo permanente di consultazioni tra i Senati dei due Paesi” -, ottenendo un riscontro positivo, per poi concludere la visita nella Roma italiana con un incontro con i rappresentati del Gruppo di amicizia parlamentare Italia-Kazakistan.

In Vaticano

Dopo aver incontrato la Casellati, nella giornata del 6, Ashimbayev è passato dalla Roma italiana alla Roma vaticana. Qui, invero, Ashimbayev aveva in agenda un incontro di lavoro con papa Francesco, al quale ha esteso l’invito formale a partecipare alla settima edizione del Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali, che si terrà a Nur-Sultan il prossimo settembre e che avrà come tema centrale il contributo della fede e della spiritualità alla rinascita dell’umanità nell’epoca post pandemica.

Il senatore e il Vescovo di Roma hanno poi parlato delle attività di collaborazione in essere tra Kazakistan e Vaticano, in particolare del supporto di quest’ultimo all’agenda ecumenica del primo, e di argomenti attuali ma non attinenti alla sfera religiosa, tra i quali il cambiamento climatico e l’Afghanistan. La bilaterale, già di per sé indicativa dell’ottima qualità dei rapporti kazako-vaticani, è terminata con altri due incontri di alto livello: il primo con Pietro Parolin, che è lo stratega di papa Francesco, e il secondo con Miguel Angel Ayuso Guixot, che è il presidente in carica del Consiglio pontificio per il dialogo interreligioso.

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