La guerra in Siria entra nella sua fase cruciale e gli occhi sono puntati su Aleppo: prendere la seconda città siriana vuol dire avere un peso politico e diplomatico di gran lunga più importante oltre che, per quanto concerne l’esercito di Assad, poter liberare centinaia di uomini e mezzi per destinarli ad altri fronti della Siria. Ma proprio ad Aleppo, lo scenario che si profila è molto diverso rispetto a quanto prospettato dagli analisti appena pochi giorni fa: infatti, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, il baricentro della battaglia si sta spostando lontano dal centro cittadino, sia verso sud ovest che verso est. Se a sud di Aleppo Hezbollah ed esercito siriano sarebbero già pronti e schierati per far partire l’attacco contro i militanti di Al Nusra, ad est invece la situazione è molto più delicata: è bene infatti raccontare quanto sta accadendo ad Al Bab.

Cittadina di settantamila abitanti,  situata poco ad est di Aleppo e non lontana dal confine turco, Al Bab oggi è un luogo altamente strategico che si è venuto a trovare al centro di un pericoloso intreccio.Infatti, l’esercito siriano è stanziato a circa 30 km dalla sua periferia, attualmente occupata dall’ISIS, a nord invece i ribelli filoturchi sostenuti da Ankara per evitare la formazione di un’entità curda autonoma, sono lontani appena 20 km, sui due lati di Al Bab pressano invece i curdi sia di Afrin, dal nome dell’enclave in cui sono allocati dall’inizio del conflitto, che della Rojava. Il rischio ben evidente, in poche parole, è che si arrivi ad uno scontro diretto tra parti in causa appoggiate e sostenute da diverse potenze straniere alla Siria: da un lato l’esercito siriano aiutato dalla Russia, dall’altro per l’appunto i ribelli filoturchi che vengono armati da Ankara, dall’altro lato ancora le due distinte comunità curde le quali, rispettivamente, sono appoggiate da Damasco e dagli USA.Un intreccio di non poco conto, una vera e propria guerra nella guerra, che potrebbe portare a scenari importanti ed imprevedibili: già in queste ore, si registrano scontri tra ribelli filoturchi (aiutati anche dall’artiglieria dell’esercito di Ankara) ed i curdi di Afrin, i quali al momento evitano che le milizie vicine al governo turco entrino in contatto con l’esercito regolare grazie ad una zona cuscinetto da loro controllata posta a pochi chilometri dalle zone orientali di Aleppo.In tutto questo, è da evidenziare come l’ISIS non oppone una grande resistenza così come, è bene rimarcarlo, accaduto del resto anche questa estate a Mambij: i miliziani del califfato, che a Palmira e contro l’esercito siriano resistono fino allo stremo, a nord e ad est di Aleppo invece si ritirano di fronte le avanzate di curdi armati dagli USA o miliziani filoturchi. Esistono anche casi, sempre in queste ore, in cui gli uomini fedeli ad Al Baghdadi riconquistano qualche villaggio andato perduto attorno ad Al Bab, ma complessivamente sembra che l’artiglieria turca da quando Ankara è entrata con i suo mezzi in Siria stia avendo gioco facile sull’ISIS. Di certo però, nessuno degli attori in campo vuole lasciare Al Bab all’avversario: Siria, ribelli, curdi e jihadisti potrebbero innescare a breve una delle battaglie più delicate dell’intero panorama siriano.

Nel campo comunista di Goli Otok
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