A distanza di un anno e mezzo dall’inizio della pandemia che ha cambiato il mondo, c’è ancora grande incertezza sull’origine del Sars-Cov-2, tra chi sostiene l’origine naturale del virus e chi, al contrario, punta il dito contro un possibile coinvolgimento dell’Istituto di virologia di Wuhan. Ed è proprio in merito all’attività del laboratorio situato in Cina che emergono nuovi dettagli e documenti inediti che spingono a credere che la seconda sia l’ipotesi più accreditata e verosimile. The Intercept è entrato in possesso di circa 900 pagine di documenti che descrivono nel dettaglio il lavoro – pericoloso – di EcoHealth Alliance, un’organizzazione con sede negli Stati Uniti che ha utilizzato denaro federale per finanziare la ricerca sui Coronavirus e i pipistrelli presso il laboratorio cinese. La raccolta di documenti include due proposte di sovvenzione inedite che sono state finanziate dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases, nonché aggiornamenti del progetto relativi alla ricerca di EcoHealth Alliance. La documentazione è stata resa nota nell’ambito del contenzioso in corso sul Freedom of Information Act fra The Intercept e il National Institutes of Health statunitense.
“Ricerche ad alto rischio finanziate dagli Usa”
Come già sottolineato da InsideOver, il ruolo da chiarire in questa vicenda di EcoHealth Alliance non rappresenta una novità: gli Stati Uniti hanno commissionato lo studio di nuovi coronavirus all’organizzazione che, secondo Npr, stava eseguendo la maggior parte della raccolta di campioni di coronavirus dai pipistrelli, per poi trasferirli all’Istituto di Wuhan. Il denaro della sovvenzione originale fornito a EcoHealth era di 3,7 milioni di dollari, di cui 76mila dollari per l’Istituto di Wuhan. Questo finanziamento è stato approvato con il sostegno dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, l’agenzia guidata dal celebre virologo Anthony Fauci, secondo quanto riportato da Newsweek. L’inchiesta di The Intercept evidenzia finanziamenti che precedentemente non erano noti. Secondo Gary Ruskin, direttore esecutivo di US Right To Know, un gruppo che ha indagato sulle origini del coronavirus, si tratta di “ricerche ad alto rischio che avrebbero potuto portare all’attuale pandemia”.
Il ruolo di EcoHealth Alliance tutto da chiarire
Una delle sovvenzioni, intitolata “Capire il rischio dell’emergenza del coronavirus dei pipistrelli“, delinea lo sforzo ambizioso del presidente dell’EcoHealth Alliance, Peter Daszak, di procedere con lo screening di migliaia di campioni di pipistrelli alla ricerca di nuovi coronavirus, animali vivi compresi. I documenti contengono diversi dettagli critici sulla ricerca a Wuhan, incluso il fatto che il lavoro sperimentale chiave con topi “umanizzati “è stato condotto in un laboratorio di livello 3 di biosicurezza presso il Wuhan University Center for Animal Experiment – e non presso l’Istituto di virologia di Wuhan, come era precedentemente presunto. Notare che Daszak è il principale autore della celebre lettera, pubblicata su The Lancet, nella quale veniva scartata l’ipotesi che il coronavirus fosse sfuggito – per errore o volutamente – dal laboratorio cinese. Come ha appurato il giornalista scientifico Nicholas Wade, trattasi di un palese conflitto d’interessi.
La seconda sovvenzione, intitolata ” Comprendere il rischio di comparsa di virus zoonotici negli hotspot di malattie infettive emergenti del sud-est asiatico“, è stata assegnata nell’agosto 2020 e si estende fino al 2025. La proposta, scritta nel 2019, ha toni quasi preveggenti, e si concentra sull’aumento e la distribuzione di risorse in Asia in caso di epidemia di una “malattia infettiva emergente”, riferendosi all’Asia come un possibile hotspot di questo tipo di virus.
Pioggia di milioni sulla ricerca sui coronavirus
La sovvenzione per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli ha stanziato a EcoHealth Alliance un totale di 3,1 milioni di dollari, inclusi 599mila dollari che l’Istituto di virologia di Wuhan ha utilizzato in buona parte per identificare e alterare i coronavirus dei pipistrelli che potrebbero infettare gli esseri umani. Anche prima della pandemia, molti scienziati erano preoccupati per i potenziali pericoli associati a tali esperimenti, scrive The Intercept. Peraltro, nota la testata americana, la proposta di sovvenzione riconosce alcuni di questi pericoli: “Il lavoro sul campo comporta il più alto rischio di esposizione alla Sars o ad altri CoV, mentre si lavora in grotte con un’alta densità di pipistrelli sopra la testa e il rischio potenziale di le feci”. Secondo Richard Ebright, biologo molecolare della Rutgers University, i documenti contengono informazioni critiche sulla ricerca condotta a Wuhan, inclusa la creazione di nuovi coronavirus. La sovvenzione è stata inizialmente assegnata per un periodo di cinque anni, dal 2014 al 2019. Il finanziamento è stato rinnovato nel 2019 ma sospeso dall’amministrazione Trump nell’aprile 2020.
La domanda è: perché nessuno ha fermato questi esperimenti definiti pericolosi dalla scienza stessa? Perché Daszak si è affrettato ad affermare in ogni sede che l’origine del Covid-19 è naturale e l’ipotesi del laboratorio, al contrario, è una bufala? Certo è che, grazie alla documentazione resa nota da The Intercept, in quel laboratorio si conducevano esperimenti pericolosi e qualcuno dovrebbe spiegare il perché.