Joe Biden ha sempre dichiarato, in merito alle attività lavorative del figlio Hunter in Ucraina e in Cina nel periodo in cui era vicepresidente di Barack Obama, di non aver “mai parlato” con lui dei suoi “affari oltreoceano”. Le nuove rivelazioni pubblicate da Fox News e la successione dei fatti che nel tempo si sono accumulati sembrano però smentirlo, ancora una volta. L’emittente ha infatti scoperto dei documenti in cui si attesta che i soci del figlio di Biden hanno frequentato la Casa Bianca più di 80 volte tra il 2009 e il 2016. Non solo: un alto dirigente della società di investimento Rosemont Seneca – collegata proprio ad Hunter Biden e accusata lo scorso anno dai russi di essere legata alla presunta presenza di laboratori in Ucraina impegnati nella ricerca sui patogeni – avrebbe varcato la soglia della Casa Bianca ben 17 volte. Possibile che Biden non ne sapesse nulla? Risulta davvero difficile crederlo.
L’avvocato di Hunter alla Casa Bianca
La tesi di Biden secondo la quale non si sarebbe mai occupato degli affari del figlio è smentita da un altro incontro che l’allora vicepresidente ebbe con l’avvocato di Hunter nel 2016. Era il 23 marzo 2016 e la Securities and Exchange Commission (Sec) – l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza delle borse valori – degli Stati Uniti aveva emesso, quello stesso giorno, un mandato di comparizione a carico dell’allora socio di Hunter, Devon Archer. Secondo i registri, l’attuale presidente Usa incontrò alla Casa Bianca gli avvocati George Mesires e Michael MacPhail proprio per discutere della questione che stava agitando le acque in casa Biden, ma non solo.
Che cosa dicono le email che imbarazzano il presidente Usa
Che Biden avesse incontrato i soci del secondogenito lo dimostrano anche le email diffuse nei mesi scorsi. Il 14 ottobre 2020 il New York Post pubblicava un’inchiesta bomba: secondo le e-mail ottenute dal giornale conservatore, infatti, Hunter Biden presentò suo padre, all’epoca vicepresidente, un alto dirigente di Burisma meno di un anno prima che Joe Biden facesse pressioni sui funzionari del governo di Kiev affinché licenziassero un procuratore che stava indagando sulla stessa società nel quale il figlio era un membro del cda. L’incontro è menzionato in un messaggio di apprezzamento che Vadym Pozharskyi, un membro del cda di Burisma, avrebbe inviato Hunter Biden il 17 aprile 2015, circa un anno dopo che il figlio dell’ex vicepresidente si era unito al consiglio di Burisma con uno stipendio di 50.000 dollari al mese.
L’e-mail proviene proprio dal laptop di Hunter Biden, abbandonato in un negozio del Delaware. Lo scorso 17 marzo, il figlio del presidente Usa ha intentato una causa contro il proprietario del negozio di computer del Delaware che ha consegnato al New York Post e all’avvocato di Donald Trump, Rudy Giuliani, il contenuto del suo laptop che si trovava lì in riparazione. Hunter Biden sostiene che il proprietario del negozio, John Paul Mac Isaac, abbia diffuso illegalmente i suoi dati personali e lo accusa di sei capi di imputazione per violazione della privacy.
Le indagini del comitato Gop
Del resto, gli affari di Hunter Biden in Ucraina, secondo quanto riportato dal New York Times, suscitarono al tempo “forti preoccupazioni” anche nell’allora presidente Obama. Joe Biden portò il figlio anche in un viaggio di stato in Cina, dove lo stesso incontrò alcuni uomini d’affari, iniziativa che un ex consigliere della Casa Bianca, in un’intervista a al New Yorker, definì “preoccupante” perché “sollevava questioni se avesse fatto leva su possibili finanziamenti”. Questione di rilievo penale? Tutto da vedere. Secondo Greg Jarrett di Fox News, i torbidi affari di Hunter Biden vengono sviscerati “in un rapporto ben documentato del Senato degli Stati Uniti che costituisce un’accusa schiacciante di corruzione”: si parla di 87 pagine “ricche di dettagli che riguardano non solo l’Ucraina e la Cina, ma anche Russia, Kazakistan, Oman” ma, al momento, le indagini federali sul figlio di Biden si concentrano su questioni meno rilevanti (frode fiscale e falsa dichiarazione per l’acquisto di un’arma).
Di recente, Hunter Biden è tornato dopo anni a viaggiare accanto al padre nella delegazione Usa che ha recentemente visitato l’Irlanda. Una presenza che non è certo passata inosservata mentre il presidente repubblicano del Committee on Oversight and Accountability – il principale comitato investigativo della Camera – James Comer ha recentemente affermato che le indagini del suo comitato su Hunter Biden e i suoi affari all’estero sono solo “all’inizio”.

