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Nel Canada del premier liberal Justin Trudeau arriva un provvedimento che vieta di indossare il niqab e il burqa negli uffici pubblici.

Nella giornata di mercoledì, infatti, il governo liberale della regione francofona del Quebec ha approvato una misura che impedisce ai dipendenti della pubblica amministrazione e a chiunque si rechi in un luogo pubblico, compresi ospedali, scuole, mezzi di trasporto e uffici, di indossare il velo integrale, o qualsiasi altro indumento che impedisca di mostrare il volto.

“Per ragioni legate a comunicazione, identificazione e sicurezza, i dipendenti pubblici devono poter confrontarsi con le persone a volto scoperto”, ha detto il premier del Quebec, Philippe Couillard citato dall’emittente canadese CBC, partner della CNN. “Siamo in una società libera e democratica, se parli con me devo poterti guardare in faccia e tu dovresti poter guardare la mia”, ha affermato Couillard, primo ministro e leader del Partito Liberale del Quebec, difendendo la misura votata dal suo governo. Una misura che, però, non ha mancato di suscitare polemiche.

Il disegno di legge, destinato ad entrare in vigore nelle prossime settimane, infatti, non cita mai le donne musulmane. Ma saranno loro, di fatto, le più colpite. La comunità musulmana è convinta, per questo, che il provvedimento abbia “chiare implicazioni discriminatorie e razziste” ed ha criticato duramente il governo liberale che guida il Quebec dal 2014. Il National Council of Canadian Muslims, citato dalla CNN, attraverso un comunicato del suo presidente, Ihsaan Gardee, ha accusato l’esecutivo di Cuillard di “aver studiato a tavolino questa legislazione discriminatoria” per guadagnare consensi in vista delle elezioni provinciali previste il prossimo anno. “Il governo sta portando avanti la sua pericolosa agenda politica a discapito delle minoranze”, ha attaccato il presidente della principale associazione islamica canadese.

Ma il ministro della Giustizia del Quebec, Stéphanie Vallée, ha rispedito le accuse al mittente, difendendo il provvedimento presentato dall’esecutivo liberale e approvato con 66 voti a favore e 51 contrari nella giornata di mercoledì. “Stiamo discutendo della necessità di avere il volto scoperto e non di cosa usiamo per coprire il volto”, ha detto il ministro della Giustizia alla CBC, con riferimento alle polemiche in corso nella regione.

Polemiche che mettono in imbarazzo anche il premier canadese, Justin Trudeau. Il provvedimento, infatti, sembra avvicinarsi più alla linea dura dell’amministrazione Trump che a quella del giovane leader del Partito Liberale canadese, da sempre molto vicino alla comunità islamica. Ma oggi, lo stesso Trudeau che tanto aveva criticato in passato il Muslim Ban del presidente americano, invitando in Canada tutti i rifugiati respinti dagli Stati Uniti, si è limitato a prendere le distanze, auspicando che “i diritti di tutti i canadesi vengano rispettati” e chiarendo che “il governo federale non interferisce con le decisioni provinciali”.