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New York a Natale è una Mecca di luci e colori. Il luogo del Natale a oltranza, quello da film per intenderci, ma anche delle grandi e profonde solitudini. New York e gli Stati Uniti tutti non hanno fatto in tempo ad archiviare il caso Mangione che un nuovo episodio di violenza gratuita si è messo ad agitare le torbide acque della società americana.

Metropolitana di New York. Un luogo iconico. Stazione di Coney Island-Stillwell Avenue a Brooklyn, domenica mattina. A una manciata di giorni da Natale un uomo appicca il fuoco agli abiti di una donna addormentata in un vagone. Quando i primi soccorsi sono allertati per via del fumo e dell’odore di bruciato, lei è già morta. Arsa viva come in un rogo medioevale. Nessuno sa nulla di lei, e le autorità faticano a ricostruirne le generalità dopo giorni e giorni di ricerche. New York del resto è un luogo in cui è facile non avere nessuno e che nessuno reclami la tua assenza. Come accaduto per questa sfortunata senza nome. Secondo alcune fonti, la vittima sembrava avere problemi di mobilità, come indicato da un deambulatore trovato sulla scena, ed era vestita con più strati di indumenti, il che, secondo le autorità, ha probabilmente accelerato la propagazione dell’incendio. Una senzatetto per giunta disabile, pare. Sfortunata tra gli ultimi.

Per questo terribile gesto viene fermato Sebastian Zapeta, 33 anni, con l’accusa di omicidio e incendio doloso. Anche lui appartenente alla schiera degli ultimi, a suo modo. Di lui sappiamo che non ha patteggiato e il suo avvocato non ha parlato con i giornalisti riuniti all’interno del tribunale. Le autorità sostengono che Zapeta, che secondo i funzionari dell’immigrazione federale è un cittadino guatemalteco entrato illegalmente negli Stati Uniti dopo essere stato precedentemente deportato in Guatemala nel 2018. Ma dal suo interrogatorio vien fuori che non solo ha dato fuoco ai vestiti della donna, ma che ha continuato ad alimentarlo agitando una t-shirt. Zapeta ha confessato di non ricordare nulla in quanto alcolista. Tra lui e la vittima nessun legame, tantomeno un episodio che possa spiegare il gesto. La polizia sostiene che Zapeta si è avvicinato silenziosamente alla vittima prima di darle fuoco ai vestiti, facendo sì che le fiamme la avvolgessero nel giro di pochi secondi. Il video di sorveglianza ha mostrato il sospettato che osservava la vittima bruciare da una panchina fuori dal vagone della metropolitana.

Eppure i numeri restituiscono un panorama in miglioramento. In generale, la criminalità è in calo nel sistema di trasporto pubblico cittadino quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2023. I dati raccolti dalla Metropolitan Transportation Authority mostrano un calo del 6% in quelli che l’agenzia definisce reati gravi tra gennaio e novembre di quest’anno e nel 2023. Allo stesso tempo, però, sono in aumento proprio gli omicidi nei trasporti pubblici: da novembre a oggi se ne sono verificati nove, rispetto ai cinque registrati nello stesso periodo dell’anno scorso. Come se non bastasse, qualche ora prima, quel giorno, verso le 12:35, un altro accoltellamento su un treno diretto a sud alla stazione 61 St-Woodside nel Queens ha causato una morte e un ferito.
L’incidente ha intensificato i timori già esistenti sulla sicurezza e i disordini nella metropolitana, data la preoccupante tendenza ai recenti attacchi casuali, e ha posto l’attenzione su diversi problemi con cui grandi città come New York si confrontano da anni, come i senzatetto, l’immigrazione illegale e l’abuso di sostanze stupefacenti.

Quale è dunque il vero problema d’America? L’immigrazione illegale? Il fentanyl? L’alcol? Le armi?L’inflazione? Biden o Trump? Ed è davvero solo un dramma americano quello delle morti violente a caso e senza senso? I problemi d’America sono molto più banalmente i problemi del mondo intero, perché del mondo gli Stati Uniti e New York in particolare sono summa. L’esser soli a New York, è un tema che ha affascinato molti scrittori, una condizione esistenziale nel cuore del caos della città che non dorme mai. Joan Didion, nel suo iconico Goodbye to All That, descrisse New York come un luogo in cui l’energia e l’euforia possono facilmente trasformarsi in alienazione, specialmente quando la città sembra andare avanti senza accorgersi di te. Anche Paul Auster, esplorò la solitudine urbana, abbozzando i profili di anime perdute che vagano per la Grande Mela. Un sogno per tanti, ancora per molti, ma anche emblema di isolamento, la metropoli che si dimentica chi sei. E che permette che tu muoia sola, tra le fiamme, mentre dormi, a Natale.

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