SEO PER IL GIORNALISMO ENTRA NELLA NEWSROOM ACADEMY

Le societ√† multietniche sono stabili quanto le controparti monoetniche? L’esperienza storica dice che rispondere non √® affatto semplice. Perch√© la coesione, oltre che di etnia, √® il risultato di una mescolanza di elementi, quali cultura, religione e trascorsi. Il motivo di cui sopra spiega perch√© sono esistite ed esistono societ√† dove il pluralismo etnico non √® mai stato un problema, ad esempio il Brasile, e societ√† per le quali la multietnicit√† costituisce un fattore divisivo e conflittuale, ad esempio gli Stati Uniti.

Se la storia insegna qualcosa, a proposito della multietnicit√†, √® che un regime che non controlla i membri delle varie comunit√† che compongono la multinazione ha ragione di temere il collasso, o meglio un’implosione in stile balcanico, ogniqualvolta incrocia un avversario abile nel gioco della “militarizzazione delle minoranze etniche”.

La Federazione russa ha sperimentato sulla propria pelle il potenziale distruttivo dell’arma etnica durante i primi anni Novanta, e da allora monitora con attenzione i sentimenti panturchisti delle popolazioni stanziate dal Tatarstan all’Estremo Oriente. La Francia √® consapevole di avere un problema con i propri cittadini provenienti dalle ex colonie, vulnerabili al corteggiamento di Turchia e altre potenze. E gli Stati Uniti hanno avuto paura, sin dalla guerra fredda, che qualcuno istigasse contro le istituzioni la minoranza afroamericana. Una paura pi√Ļ che fondata alla luce delle Pantere Nere, della Nazione dell’Islam, dei moti di Black Lives Matter e di un piano sovietico di natura sovversiva, mai attuato, rispondente al nome di Pandora.

Pandora, parola d’ordine: guerra razziale

Pandora (–ü–į–Ĺ–ī–ĺ—Ä–į) √® il nome di un’operazione ipersegreta che, secondo il celeberrimo Vasili Nikitińć Mitrokhin ‚Äď l’autore dell’omonimo archivio ‚Äď, il potente Kgb avrebbe voluto condurre nella costa orientale degli Stati Uniti nei primi anni Settanta. Secondo quanto raccontato (e documentato) dall’oggi defunto Mitrokhin, l’operazione Pandora fu concepita al termine di una disamina delle debolezze delle tessuto sociale statunitense stando alla quale sarebbero sussistite delle concrete possibilit√† di sollevare i neri contro i bianchi e dare il via ad una guerra razziale su scala nazionale.

Erano gli anni Settanta, del terrorismo politico delle Pantere Nere, dell’espansione della Nation of Islam¬†e dell’Helter Skelter della Famiglia Manson. Negli Stati Uniti si respirava un’aria pesante ‚Äď aria di guerra civile dai contorni razziali ‚Äď e l’Unione Sovietica avrebbe voluto profittarne, soffiando sul fuoco del rancore e dell’odio con il duplice scopo di costringere il nemico a stare tra le mura domestiche e di screditare la regina delle democrazie agli occhi del mondo. Era dagli anni Trenta, del resto, che la macchina propagandistica sovietica denunciava il trattamento degli afroamericani nel mondo, all’insegna del motto “–ź —É –≤–į—Ā –Ĺ–Ķ–≥—Ä–ĺ–≤ –Ľ–ł–Ĺ—á—É—é—ā!” (let. E voi linciate i negri!).

Pandora avrebbe dovuto sancire l’elevazione delle misure attive (–į–ļ—ā–ł–≤–Ĺ—č–Ķ –ľ–Ķ—Ä–ĺ–Ņ—Ä–ł—Ź—ā–ł—Ź)¬†dirette¬†contro gli Stati Uniti, passando dalla strumentalizzazione della questione afroamericana a scopo propagandistico alla capitalizzazione della Rabbia nera (Black Rage) con fini politici. Nello specifico, secondo quanto si legge nell’archivio Mitrokhin, gli agenti del Kgb avrebbero dovuto compiere degli attentati nei quartieri afro di New York City, e probabilmente di altre metropoli, facendo ricadere la colpa su organizzazioni come il Ku Klux Klan e la Lega di Difesa Ebraica.¬†

Nel 1971, l’anno in cui avrebbe dovuto avere luogo il primo attacco, il Kgb inizi√≤ a produrre volantini propagandistici e a diffondere bufale negli ambienti del suprematismo nero allo scopo di preparare il terreno per lo scontro razziale. I militanti del KKK e della LDE stavano aggredendo gli afroamericani di tutti gli Stati Uniti, da costa a costa, ragion per cui la resistenza nera organizzata avrebbe dovuto impugnare le armi e insorgere. Ragioni ignote, forse lo scarso attecchimento della propaganda, avrebbero per√≤ causato l’annullamento della missione alla vigilia dell’installazione delle bombe.

Il flirt infinito con la rabbia della Black America

La questione afroamericana ha trovato il modo di farsi nuovamente strada negli anni della guerra fredda 2.0. Questa volta, per√≤, niente piani esplosivi. Anche perch√©, dato l’aggravarsi delle relazioni interrazziali negli Stati Uniti del Duemila, al Cremlino nessuno ha sentito e sente il bisogno di ricorrere a rischiose operazioni sotto falsa bandiera in stile Pandora.

La nuova strategia della Russia per la Black America presenta le seguenti caratteristiche:

  • √ą morbida, perch√© non contempla la conduzione di sabotaggi e azioni dure.
  • √ą mediatica, perch√© essenzialmente basata sull’utilizzo di piattaforme sociali, blog e siti web in funzione di amplificatori di notizie, diffusori di bufale o semi-verit√† e alimentatori di divisione e polarizzazione.
  • √ą deterritorializzata, perch√© non prevede il dispiegamento di agenti segreti sul posto n√© il supporto a partiti e/o movimenti estremistici.

Morbida, mediatica e deterritorializzata, la strategia della Russia per la Black America √® principalmente, o meglio quasi esclusivamente, basata sull’utilizzazione dell’Internet Research Agency (IRA), una fabbrica di troll e soldati cibernetici che ha sede a San Pietroburgo, √® conglobata nel circuito di Evgenij Prigozhin e la cui specialit√† sono le operazioni psicologiche in rete. L’Ira, come appurato dagli investigatori statunitensi, disinforma e polarizza l’opinione pubblica a stelle e strisce sin dall’era Obama, diffondendo bufale e contenuti divisivi tra i bianchi e i neri, tra repubblicani e democratici e tra nazionalisti bianchi e nazionalisti neri.

Le indagini degli inquirenti statunitensi concordano: in prima linea ogniqualvolta esplodano rivolte razziali e capitino episodi di brutalit√† poliziesca, gli psico-guerrieri dell’Ira hanno mostrato e continuano a mostrare una predilezione per Black Lives Matter e tutto ci√≤ che riguarda la questione afroamericana, riuscendo persino nell’obiettivo di organizzare marce di protesta utilizzando dei profili falsi. Eventi eloquenti, per certi versi spaventevoli ‚Äď perch√© indicativi sia del livello di divisione raggiunto dalla societ√† americana sia del potenziale destabilizzativo delle nuove tecnologie ‚Äď, utili per non dimenticare che un vaso di Pandora, talvolta, pu√≤ essere scoperchiato anche senza bombe. Bastano una tastiera, un computer, una buona connessione e un profilo Facebook.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l‚Äôarticolo che hai appena letto ti √® piaciuto, domandati: se non l‚Äôavessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualit√† in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo √® tutt‚Äôaltro che ‚Äúa buon mercato‚ÄĚ. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.