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Il moto riformista  che ha connotato l’era Toqaev sin dai primordi sta riscrivendo il volto del Kazakistan. Non v’è settore che non sia stato toccato dall’onda del cambiamento generata dal passaggio di scettro fra Nursultan Nazarbaev, lo storico padre della nazione, e Qasym-Jomart Toqaev, il suo prediletto successore.

Dagli investimenti alla finanza, passando per l’energia, il dialogo con il vicinato e con le grandi potenze, il sistema penale e la cultura, Toqaev ha dato impeto ad un processo trasformativo tanto repentino quanto esteso che, comunque sia, sta funzionando perché, lungi dal non avere basi di sostegno, ha potuto attingere all’eredità vasta e concreta lasciata dal predecessore.

Parte integrante e centrale di questo importante legato, che sta aiutando l’attuale presidente a trasporre gradualmente in realtà l’ambiziosa Visione per il 2030, è rappresentata dalla condizione ottimale e piuttosto avanzata dell’uguaglianza di genere nel Paese. Le donne, invero, presenti a ogni livello della società, dell’economia e della politica, sono il protossido d’azoto di Nur-Sultan: il comburente che sta permettendo alla presidenza Toqaev di mantenere un’andatura svelta e costante.

La centralità delle donne nell’imprenditoria

Nella giornata del 3 marzo a Nur-Sultan ha avuto luogo un vertice sulle “Misure e gli strumenti per espandere le opportunità economiche delle donne”. L’evento, che ha visto la partecipazione del presidente Qasym-Jomart Toqaev e di esperti del settore, è stato organizzato per discutere dello stato di avanzamento dei diritti delle donne nel Paese e del loro ruolo nell’economia.

Due sono stati i punti principali dell’intervento perentorio e conciso di Toqaev: il contributo fondamentale delle donne alla realtà imprenditoriale, specialmente quella medio-piccola, e le politiche per la famiglia. Per quanto riguarda il primo argomento, il presidente ha osservato che “la quota delle donne impiegate nelle piccole e medie imprese in Kazakistan ha superato il 43%” e che le aziende a impronta rosa, ovverosia fondate da una donna o ampiamente femminilizzate, danno lavoro stabile e permanente ad oltre un milione di cittadini.

Lo stato dei diritti

L’elevata influenza esercitata dalle donne nell’economia nazionale è il riflesso diretto e palese dell’avanzamento costante e continuo della loro condizione sociale. L’ultima novità, restando in tema di diritti, è stata rappresentata dall’introduzione, lo scorso anno, di una quota rosa nelle liste elettorali dei partiti politici.

I progressi del Kazakistan nel campo dei diritti delle donne sono stati ragguardevoli nell’ultimo trentennio e, cosa più importante, stanno venendo riconosciuti della comunità internazionale. Gli indicatori più prestigiosi (e neutri) per la misurazione dell’uguaglianza di genere, infatti, concordano con Toqaev: il Kazakistan è un Paese per donne. Nel 2019 la nazione si è posizionata rispettivamente 37esima e 51esima nelle classifiche del World Economic Forum sul gender gap e delle Nazioni Unite sullo sviluppo relativo al genere, ed è risultata 44esima nell’Indice mondiale sulla disuguaglianza di genere – superando diversi membri dell’Unione Europea, tra i quali Bulgaria, Slovacchia e Ungheria.

Le donne, in sintesi, e i numeri lo dimostrano, sono il motore dell’economia (e della società) kazaka; per questa ragione Toqaev ha invitato gli esperti in questioni di genere a formulare delle politiche consoni e conformi alle sfide dei tempi e alle circostanze, rammentando loro che “le priorità di lungo termine delle politiche sociali del Kazakistan sono il supporto alla maternità e all’infanzia e il rafforzamento della famiglia e delle tradizioni”.

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