Quasi un fulmine a ciel sereno, inaspettato e non certo propriamente prevedibile. Da Doha infatti, annunciano la fine dell’esperienza del Qatar all’interno del club dei paesi Opec. L’organizzazione, che raggruppa alcuni dei più importanti produttori di petrolio, ha nei sauditi alcuni dei principali attori protagonisti. Ed è forse qui che si cela la principale motivazione dietro la decisione degli emiri di Doha. 

Una ritorsione all’embargo saudita?

Doccia fredda dunque, proprio come quella che nel Qatar si è avuta nel giugno 2017 quando, di punto in bianco, da Riad è giunta la notizia dell’embargo deciso dai Saud nei confronti del piccolo emirato affacciato sul golfo. Quella decisione, rivelano poi le cronache dei mesi successivi, è stata presa da Mohamed Bin Salman in persona: l’erede al trono saudita avrebbe voluto punire il Qatar per non aver assecondato in pieno le velleità saudite nella regione. Per tal motivo, i Saud hanno optato per la chiusura delle frontiere e la fine di ogni rapporto commerciale. Una decisione, quella saudita, a cui hanno poi aderito anche molte altre petromonarchie del golfo. Si voleva costringere Doha, sotto inasprimento delle sanzioni e sotto anche una velata minaccia militare, a piegarsi alle volontà dei Saud. 

Da quel momento in poi è apparso ben evidente il dualismo tra Arabia Saudita e Qatar. Quest’ultimo, assieme alla Turchia, è lo Stato che maggiormente finanzia i Fratelli Musulmani, acerrimi nemici di Riad. Si tratta forse del principale nodo della discordia, accentuatosi dopo le disfatte saudite sia in Siria che soprattutto nello Yemen. Pur tuttavia l’isolamento non è riuscito in quanto Doha ha usufruito, all’epoca, sia dell’aiuto dell’alleato turco, così come del riavvicinamento verso Teheran.

Paradossalmente i Saud hanno voluto isolare il Qatar per costringerlo a rompere definitivamente con l’Iran, ma l’embargo ne ha rafforzato i rapporti sia politici che commerciali. Adesso, forte del mancato isolamento, il governo qatariota guidato dalla famiglia Al Thani avrebbe iniziato a prendere le contromisure. L’uscita dall’Opec, organizzazione che, come detto, ha nell’Arabia Saudita uno dei principali attori politici protagonisti, si potrebbe interpretare come una nuova puntata del dualismo tra Doha e Riad. 

Le conseguenze della decisione del Qatar

Le prima conseguenze riguardano adesso tutti: il prezzo del petrolio infatti ha subito, dopo l’annuncio di Doha, un primo rialzo toccando quota 54 Dollari. La decisione ha sorpreso tutti, mercati compresi. Nelle prossime ore si potrebbe assistere ad una nuova impennata dei prezzi. In tal senso, ancora non arrivano comunicazioni dall’Opec: l’ente ha sede a Vienna e dalla capitale austriaca al momento non sono arrivati comunicati o reazioni. Trapela soltanto che, nelle prossime settimane, potrebbe esserci una riunione straordinaria dei paesi appartenenti all’organizzazione. 

La decisione del Qatar ha effetto immediato: Doha infatti uscirà dall’Opec ufficialmente a partire dal prossimo 1 gennaio. 

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