Un incontro tanto atteso quanto necessario, che tuttavia non è bastato a sciogliere nodi ormai troppo stretti. Giappone e Russia sono infatti ancora formalmente in guerra tra loro, e l’ennesimo bilaterale tra Abe Shinzo e Vladimir Putin avrebbe dovuto gettare le basi per far ripartire i negoziati per un trattato di pace mai firmato dal termine della Seconda Guerra Mondiale. Oggetto della contesa russo-giapponese è la sovranità di quattro isolotti, le cosiddette Isole Curili, governate da Mosca ma rivendicate da Tokyo. La vicenda va avanti dal 1945, e ancora oggi le due parti non sono riuscite a raggiungere un compromesso, necessario anche per distendere le relazioni diplomatiche in un mondo sempre più multipolare. Poco prima del lancio della prima bomba atomica su Hiroshima, Joseph Stalin dichiarò guerra ai nipponici e, in pochi giorni, approfittò della resa dei giapponesi per occupare i territori precedentemente conquistati dal Giappone. Oltre alla Manciuria e alla Corea, la Russia mise le mani sull’arcipelago delle Isole Curili, situate a nord dell’Hokkaido.

La geopolitica delle Curili

Alla vigilia dell’incontro, l’agenzia giapponese Kyodo ha esacerbato gli animi rivelando che la Russia ha intenzione di piazzare un nuovo sistema missilistico proprio vicino alle isole contese delle Curili meridionali. In ogni caso, Abe è volato a Vladivostok per vedere Putin, e il fatto che alla già delicata contesa territoriale si sia aggiunto il presunto dispiegamento del sistema russo anti-nave Bastion nelle isole di Paramushir e Matua, non è certo un incentivo per trovare un accordo pacifico. La gittata del nuovo equipaggiamento, tra l’altro, è di 300 chilometri e, teoricamente, potrebbe colpire il territorio nipponico.

Le questioni sono diventate due: la contesa territoriale e il sistema missilistico. Il ministro degli Esteri russo è stato chiaro nel dichiarare che le infrastrutture militari non hanno nulla a che fare con i negoziati di pace, e che dunque non saranno discussi nelle trattative. Il Giappone vuole semplicemente riavere le Curili, ma la Russia non intende cedere questi territori per paura di prestare il fianco agli Stati Uniti.

I dubbi di Putin

Nei mesi scorsi Putin è apparso assai disponibile nel voler intavolare una trattativa con Abe, ma l’ombra degli Stati Uniti sul Giappone ha fatto tornare sui suoi passi lo Zar russo. Washington ha infatti intenzione di espandersi in Asia, e le probabilità che Tokyo possa dispiegare un sistema missilistico americano a difesa delle isole contese sono alte. È difficile arrivare a un punto di svolta, perché per Mosca le Curili sono un hub strategico per contrastare gli Stati Uniti. Putin è ora più titubante che mai anche nel firmare un trattato di pace con il Giappone; Mosca teme che consegnare le isole ai giapponesi possa lasciare campo aperto agli americani, pronti a potenziare la loro presenza militare alle porte della Russia. “Esistono questioni di natura militare, di difesa e di sicurezza – ha detto Putin all’agenzia di stampa Tass – e noi dovremmo tenere conto dell’impegno del Giappone nei confronti di paesi terzi come gli Stati Uniti”. Tradotto: la firma del trattato di pace è ancora lontana. E gli Stati Uniti fanno ancora paura.