Vladimir Putin telefona al presidente turco Recep Tayyip Erdogan per confrontarsi sulla difficile situazione che sta vivendo la Striscia di Gaza

Il Cremlino ha reso noto in un comunicato che i due presidenti hanno sottolineato il loro desiderio che le violenze cessino quanto prima. Il presidente russo ha inoltre espresso seria preoccupazione per la morte di decine di palestinesi al confine con Israele, chiedendo di “stabilire un processo di dialogo produttivo con l’obiettivo di cercare risultati reciprocamente accettabili sulla base delle pertinenti risoluzioni dell’Onu”.

L’accordo fra Erdogan e Putin

Una linea comune nei confronti di Israele e di Gaza? Difficile pensare che Putin ed Erdogan abbiano interessi simili.Ma sicuramente hanno obiettivi comuni. In particolare, in questo momento, concordare un’azione politica che limiti l’eccessivo decisionismo di Israele. 

Per Erdogan ci sono due motivazioni. La prima è politica: le elezioni anticipate si avvicinano e risvegliare il sentimento filo-palestinese all’interno dell’opinione pubblica turca aiuta. La parte più conservatrice del Paese e i segmenti più vicini all’islam politico, apprezzano la volontà di Erdogan di ergersi a protettore del mondo musulmano con Israele. 

[Best_Wordpress_Gallery id=”974″ gal_title=”Erdogan Lorenzo”]

Per Putin la situazione è diversa. Non ha interessi a elevarsi nel ruolo che sogna Erdogan, ma può sfruttare la questione di Gaza per mostrarsi in disaccordo con Israele dopo che l’arrivo di Benjamin Netanyahu a Mosca aveva fatto intendere una sorta di accondiscendenza di Mosca nei confronti di Tel Aviv.

La convergenza sull’Iran

La telefonata di oggi fra lo Zar e il Sultano è la seconda nel giro di una settimana.  A seguito dell’annuncio di Donald Trump sull’uscita degli Stati Uniti dal 5+1 sul nucleare iraniano, Erdogan e Putin hanno avuto un colloquio telefonico in cui hanno definito “sbagliato” il ritiro Usa dall’accordo nucleare con l’Iran.

Nel comunicato del Cremlino, si legge che i due leader “hanno sottolineato che la salvaguardia del Jcpoa è molto importante per la sicurezza internazionale e regionale, così come il regime di non proliferazione”. E “hanno confermato la loro determinazione nel continuare a cooperare con gli altri Paesi firmatari dell’accordo”.

Un rapporto complesso

Tra i due leader sono molte le questioni aperte. E trovare punti di convergenza è molto importante. La questione di Gaza è uno dei tanti problemi in cui si può concordare una linea comune. Ma è la Siria il vero nodo da sciogliere.

Putin ed Erdogan sono coinvolti nei negoziati del cosiddetto blocco di Astana. I round proseguono ma le due agende politiche, quelle di Russia e Turchia, sono molto diverse. E l’Iran, terza parte dell’accordo, non è da meno. C’è bisogno che Ankara e Mosca trovino unità di intenti su molti temi. A partire dall’invasione turca nel nord del Paese.

Israele e Iran, separatamente ma anche congiuntamente, sono due pezzi fondamentali del puzzle creato da Putin sulla Siria. Ma Erdogan è un personaggio di cui Putin ha imparato a fidarsi poco. Il Sultano è un battitore libero. E se è chiaro che la sua linea non è quella di Stati Uniti e coalizione occidentale, dall’altro lato è evidente che Ankara faccia ancora parte della Nato. E, nonostante tutto, non sembra intenzionata ad andarsene.

[Best_Wordpress_Gallery id=”974″ gal_title=”Gaza lorenzo vita”]

Gaza, Stati Uniti e Israele

A Putin ed Erdogan, la convergenza su quanto avvenuto a Gaza serve anche come strumento di sfida nei confronti di Donald Trump e Benjamin Netanyahu, artefici del trasferimento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme.

I due leader hanno l’occasione di dimostrarsi molto più lucidi e pacifici del presidente Usa e del premier israeliano, che la comunità internazionale ha isolato. I capi di Stato e di governo occidentali, arabi e orientali hanno fatto blocco contro le violenze di Gaza. E pur affermando la necessità di un accordo fra le parti, hanno tutti considerato eccessive le azioni di Israele.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.