Il presidente russo Putin ha firmato un decreto che semplifica l’ottenimento della cittadinanza russa per residenti nel Donbass. Il  decreto renderà più facile l’ottenimento del passaporto della Federazione Russa e la conseguente cittadinanza per tutti gli abitanti delle regioni separatiste dell’Ucraina sud-orientale, cioè quelle di Donetsk e Lugansk, dove è in corso dal 2014 una guerra fra separatisti filorussi e forze ucraine in cui sono morte oltre 10mila persone.

Il decreto, pubblicato sul sito del Cremlino, è stato reso noto a pochi giorni dalla vittoria ottenuta alla elezioni ucraine dal nuovo presidente Volodymyr Zelensky, che non ha mostrato alcuna simpatia per la minoranza russofona, come l’uscente Petro Poroshneko. Il ministro degli Esteri ucraino, Pavel Klimkin, ha definito il decreto emesso dal presidente Putin in merito alla concessione della cittadinanza russa ai cittadini delle autoproclamate repubbliche del Donbass una “continua aggressione e intromissione nei nostri affari interni”. Ha riportare la notizia è stata l’agenzia d’informazione russa Interfax. “Si tratta di una nuova fase di occupazione del Donbass”, ha continuato il ministro ucraino.

“Le persone che risiedono permanentemente in determinate aree delle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk hanno il diritto di richiedere la cittadinanza russa secondo una procedura semplificata” si legge nel decreto pubblicato sul sito del Cremlino. La decisione sarebbe stata presa “al fine di proteggere i diritti umani e le libertà” degli abitanti di minoranza russofona sulla base di leggi internazionali riconosciute e generalmente accettate, secondo quanto diffuso dal Cremlino. Il decreto prevede che i residenti e facciano domanda per ottenere la cittadinanza russa forniscano alcuni documenti, compresi i loro passaporti. Un processo di tre mesi fornirà risposta positiva o negativa alla richiesta. Il ministero degli Interni russo, il ministero degli esteri, il servizio di sicurezza federale, ossia l’Fsb (servizio di spionaggio e controspionaggio russo), e la guardia nazionale sono stati incaricati di adottare misure per garantire l’immediata attuazione del decreto dal giorno della sua emissione.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME