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Vladimir Putin incontra Shinzo Abe. Dopo Angela Merkel e Emmanuel Macron, a essere ricevuto dal presidente russo è stato il primo ministro giapponese.

Un vertice interessante, in cui le questioni economiche e politiche bilaterali si sono intersecate con gli affari della politica internazionale. Primo fra tutti, il dossier sulla Corea del Nord, in cui il Giappone ha un interesse primario ma dove la Russia gioca un ruolo molto rilevante.

I rapporti economici Giappone-Russia

Intervenuto al forum di imprenditori presenti a San Pietroburgo, Abe ha parlato della volontà di aumentare l’interscambio commerciale e la cooperazione economica. I due Stati si osservano con attenzione, ma possono essere molto utili l’uno con l’altro. Tokyo ha soldi e tecnologia che per la Russia sono fondamentali.

Mosca ha dalla sua parte le immense capacità energetiche: fondamentali per un Paese avanzato per il Giappone. Come ricordato dall’agenzia russa Tass, la Russia soddisfa il 10% del fabbisogno di gas giapponese. Già solo questo numero mostra l’impossibilitò di considerare Mosca un partner secondario.

“Stiamo ottenendo buoni risultati anche in ambito economico: il fatturato bilaterale è aumentato del 14% lo scorso anno ed è stato superiore ai 18 miliardi di dollari. Anche il volume degli investimenti giapponesi accumulati nell’economia russa è in crescita”. Queste le dichiarazioni Putin a margine della riunione.

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La questione delle isole Curili

Le isole Curili rappresentano da molti decenni il punto più delicato delle relazioni fra Russia e Giappone. Abe ha detto una frase importante, a margine dei colloqui: “Le isole Curili, da simbolo di contrapposizione, possono trasformarsi in un elemento di cooperazione”.

Putin ha voluto ricordare come entrambi i Paesi stiano lavorando per una soluzione vantaggiosa per tutti che ponga fine alla questione della sovranità dell’arcipelago e che risolva le dispute. Frasi di buon auspicio ma che nascondo problemi assolutamente centrali.

Le isole Curili, fra Hokkaido e la Kamchatka non rappresentano solo isole contese a livello politico, ma uno snodo strategico essenziale. Basi militari russe e giapponesi sono a poca distanza le una dalle altre. E gli Stati Uniti sfruttano la loro presenza militare in Giappone per monitorare i movimenti della flotta russa dell’Estremo oriente. 

La risoluzione della disputa dunque non è solo un problema fra due governi, ma una questione strategica. Tuttavia, Putin e Abe vogliono sinceramente muovere passi in avanti per risolvere il problema. Alcune idee sono già state gettate, cominciando anche da proposte meno mediatiche come quelle sulla libertà di circolazione per chi vuole visitare i propri cari sepolti nei cimiteri presenti sulle isole dell’altro Stato, o cooperazione a livello turistico ed economico. Primi passi, ma importanti.

Cina e Stati Uniti osservano

Le mosse di Putin e Abe sono importanti anche nei rapporti con le altre superpotenze del Pacifico. Giappone e Russia rappresentano potenze di primo piano nel panorama asiatico. E un loro avvicinamento può essere molto significativo sia per la Cina che per gli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti considerano il Giappone parte del suo blocco di alleanze. E ritengono la partnership di Tokyo con la Russia un problema a livello economico, politico e strategico. L’aumento della partnership economica è indice di un aumento anche della cooperazione politica. E per il Giappone, la Russia è una grandissima opportunità anche per avere un alleato nelle dispute con la Cina e la Corea del Nord. Soprattutto in questa fase così caotica della politica statunitense. Non a caso, i colloqui si sono incentrati anche sulla denuclearizzazione della penisola coreana.

Per la Cina, le relazioni russo-giapponesi sono utili perché affievoliscono i rapporti bilaterali fortissimi fra Tokyo e Washington. Ma, dall’altro lato, non può non preoccupare a Pechino l’asse strategico che può nascere fra due potenze che sono suoi competitor nel panorama asiatico e nel Pacifico. 

 

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