Rispetto alla sua ultima visita in Italia sono cambiate un bel po’ di cose: è cambiato in primis il governo, visto che nel 2015 a Palazzo Chigi c’era ancora Matteo Renzi. È cambiato lo scenario politico interno al nostro paese, così come quello internazionale. Vladimir Putin però, arrivando in Italia, nella sua mente ha sempre la stessa certezza: Roma può essere il vero ago della bilancia per le relazioni euro – atlantiche. E lo si evince anche, tra le altre cose, nelle parole che il presidente russo pronuncia alla vigilia del suo arrivo in Italia in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera

Il ruolo dell’Italia

Russi ed italiani hanno un ottimo rapporto, vige tra i due popoli una certa stima reciproca. Quando a Sochi, in occasione della cerimonia d’apertura dell’olimpiade invernale del 2014, lo speaker annuncia l’ingresso della squadra italiana durante la parata, l’intero stadio inizia ad applaudire. È un po’ l’emblema della “voglia d’Italia” che spesso caratterizza i russi da San Pietroburgo a Vladivostock. Dai prodotti alimentari a quelli della moda, il nostro export verso la Russia è di prim’ordine e spesso vuol dire aumento del fatturato per molte nostre aziende. Una volta in una fiera di vini in Sicilia, una cantina mette in mostra il suo nuovo vino rosato, non molto diffuso per la verità dalle nostre parti. Alla domanda sul perché della scelta di puntare su questo tipo di prodotto, il titolare è netto: “Perché ce lo chiedono i russi. A loro piace ed acquistano ogni anno tante bottiglie”.

Un rapporto che in passato è ben evidente anche sul piano politico, specialmente quando i due interlocutori sono Vladimir Putin da una parte e Silvio Berlusconi dall’altra. Ma anche adesso, nonostante le sanzioni europee votate e rinnovate anche dall’Italia, i rapporti tra Roma e Mosca possono dirsi ottimi. Almeno così li definisce lo stesso Putin: “Con l’Italia c’è sempre un rapporto particolare”. Del resto basti pensare a quanto accaduto nello scorso mese di ottobre: al governo c’è già Giuseppe Conte, il premier va al Cremlino per provare a salvare anche l’imminente summit di Palermo sulla Libia. Putin da parte sua promette di convincere Haftar a recarsi in Sicilia e manda nel capoluogo siciliano lo stesso primo ministro Dmitri Medvedev, con almeno una cinquantina di giornalisti al seguito.

“Noi apprezziamo – afferma Putin al Corriere – L’impegno dell’Italia per rafforzare la reciproca comprensione nell’area euro-atlantica. Siamo sempre aperti ad un lavoro congiunto con partner italiani e occidentali per contrastare le sfide e le minacce reali alla sicurezza, compresi il terrorismo internazionale, il narcotraffico e la criminalità cibernetica”. Roma, secondo la visione del leader del Cremlino, può quindi giocare un ruolo di primaria importanza nella distensione tra Usa e Russia, a prescindere dal colore dei governi insediati a Palazzo Chigi.

“Occorre rinunciare alle logiche arcaiche dei blocchi, risalenti all’epoca della guerra fredda”, continua poi Putin in relazione alle speranze di una ripresa di un più proficuo dialogo con la Nato e di un ruolo attivo in tal senso dell’Italia. Anche perché ovviamente pesano ancora le sanzioni, giudicate illegittime da Putin, introdotte nel 2014 in occasione dell’inizio delle tensioni con l’Ucraina. Una mossa quella a cui poi la Russia reagisce introducendo altre sanzioni sempre di natura economica. Una situazione che da cinque anni penalizza soprattutto le imprese italiane ma che, in generale, impedisce la naturale evoluzione dei rapporti commerciali tra Roma e Mosca.

Le considerazioni sulla politica italiana

Fabrizio Dragosei e Paolo Valentino, nel corso della loro intervista, chiedono poi a Putin alcune valutazioni sulla politica italiana e sui nostri politici. La premessa del presidente russo è che, dal Cremlino, si dialoga con chiunque sia legalmente e democraticamente eletto. Un modo per smentire quindi le considerazioni secondo cui i buoni rapporti tra Mosca e Roma dipendono dalla presenza di Matteo Salvini nel governo. La Lega con Russia Unita, partito di Putin, hanno un rapporto di collaborazione: “Ma noi – afferma Putin –  Siamo pronti a lavorare e lavoreremo con quelli che sono stati scelti dal popolo italiano a prescindere dalla loro appartenenza politica”. In ogni caso però, il presidente russo sembra esprimere apprezzamento per il leader delle Lega o, perlomeno, per il suo atteggiamento giudicato positivo verso Mosca.

Poi Putin parla ovviamente di Berlusconi, i due del resto da anni hanno un rapporto di amicizia personale che va oltre al contesto politico: “Berlusconi – afferma il presidente russo – è un politico di statura mondiale, un vero leader che propugna fermamente gli interessi del suo Paese nell’arena internazionale. Suscita rispetto la sua sincera volontà di preservare e moltiplicare il potenziale accumulato nei rapporti tra i nostri Paesi. Non riusciamo a incontrarci spesso, ma quando tale opportunità si presenta, lui non si permette mai di discutere questioni di politica interna. E non lo faccio nemmeno io”.

Nessuna parola invece sulla presunta richiesta italiana di acquisto della Russia di una parte del debito italiano. Anzi, una frase in realtà viene detta ma solo per smentire: “Che io sappia – dichiara Putin – Non è mai pervenuta una proposta da parte italiana”. La visita a Roma, confermata nonostante l’incidente al sommergibile costato la vita a 14 marinai russi, continua anche nelle prossime ore: Putin spera di portare a casa, quanto meno, la possibilità di vedere l’Italia più operativa nell’ambito del processo di distensione dei rapporti con l’Ue e con gli Usa.