La Nuova via della seta è già sbarcata in Europa, e questo è già un importante primo passo per la Cina di Xi Jinping. Tuttavia, affinché la Belt and Road Initiative (Bri) possa incidere davvero sul Vecchio Mondo, serve un salto di qualità e coinvolgere gli Stati più importanti dell’Unione europea. Per renderli immuni agli Stati Uniti e portarli nell’orbita cinese.

A che punto è la Nuova via della seta in Europa

Sono oltre 60 i Paesi coinvolti nella Bri, fra cui molti Stati europei. Per il momento soltanto Portogallo, Ungheria e Grecia hanno firmato con la Cina un memorandum d’intesa. L’ultimo, il Portogallo, sarà un hub strategico. Il porto di Sines, nel sud della regione lusitana, sarà infatti collegato alla rete di trasporto della Nuova via della seta che metterà in contatto Europa e Asia. Nel club ristretto, al momento, ci sono anche Ungheria e Grecia. Budapest è in una posizione interessante, vicina alla stessa Grecia e più in generale crocevia tra est e ovest. Nei piani di Xi Jinping il porto del Pireo unirà la via della seta marittima a quella terrestre. Ecco perché gli interessi della Cina ad Atene e dintorni si fanno sempre più forti.

L’Italia e l’Unione europea

Il sogno della Cina è però stringere i patti con una potenza regionale dell’Unione europea. Quelli che hanno dato l’assenso sono staterelli secondari. Il Dragone ambisce a qualcosa di più grosso per dare un segnale forte e chiaro, sia all’Ue che agli Stati Uniti. Tra i papabili spicca l’Italia, che interessa ai cinesi soprattutto per quanto concerne Venezia. Ma al momento il governo italiano non ha le idee chiare su come comportarsi con il gigante asiatico. Il vero problema è la diversa concezione operativa che separa Bruxelles da Pechino. La Cina sta trattando bilateralmente con ogni singolo Stato. Dall’altra parte l’Ue, incapace di indicare un percorso comune per tutti i membri dell’Unione, guarda con sospetto le mosse cinesi.

I prossimi passi

Gli sviluppi futuri sono ancora tutti da decifrare. La Cina guarderà con attenzione alle prossime elezioni europee di maggio per capire come potrà agire. Pechino ha un piano per ogni evenienza, sia che vincano gli europeisti, sia che ad avere la meglio siano i sovranisti. Nel primo caso Xi Jinping continuerà a “lavorare sui fianchi”, infittendo le relazioni diplomatiche con Germania e Regno Unito. Se l’Ue dovesse sfaldarsi il Dragone è pronto a contendersi l’Europa a colpi di investimenti con Stati Uniti e Russia. In ogni caso il futuro dell’Europa si preannuncia piuttosto fosco.