L’uccisione del presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, a Dallas, ha da sempre alimentato teorie cospirazioniste che superassero la verità ufficiale proposta dalla commissione Warren, la quale decretò che fu Lee Harvey Oswald a commettere l’omicidio. La Commissione Warren, che prese il nome dal presidente della Corte suprema, Eral Warren, giunse alla conclusione che Oswald fosse uno psicolabile castrista intenzionato a diventare un eroe uccidendo il presidente degli Stati Uniti. E così fece sparando un colpo letale con il suo fucile Carcano mod. 91. Verità che non ha mai placato i dubbi, tantissimi, sulla morte del presidente Usa, soprattutto perché il presunto assassino non subì mai un regolare processo, rimanendo ucciso da un gestore di un nightclub appena 48 ore dopo l’arresto. Una morte che non ha fatto che alimentare l’ipotesi che quella detenzione fosse in realtà la ricerca di un capro espiatorio e non un’azione giudiziaria regolare.

I cospirazionisti di tutto il mondo hanno sempre ritenuto che la verità, quella autentica, fosse rinchiusa negli archivi di Stato, ed hanno sempre sperato che il passare degli anni riuscisse lentamente a scalfire il muro di perplessità e di lati oscuri dell’omicidio del presidente. Il tutto soprattutto grazie al processo di de-secretazione dei documenti. La speranza dei curiosi, cospirazionisti o meno, sembra però essere appesa a un filo. Secondo quanto rivela Politico, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe bloccare la pubblicazione di alcuni documenti segreti che riguardano l’assassinio del presidente John F. Kennedy. Trump ha tempo fino al prossimo 26 ottobre per decidere quali documenti riguardanti l’omicidio del 35esimo presidente Usa – fra i 3.100 classificati e conservati da oltre mezzo secolo negli archi di Stato – possano essere finalmente resi pubblici. La de-secretazione dei documenti inerenti l’omicidio di Kennedy è stata prevista da una legge nazionale emanata nel 1992, il cosiddetto “Jfk Records Act”. Il “The President John F. Kennedy Assassination Records Collection Act of 1992”, entrato in vigore il 26 ottobre del 1992, previde la costituzione di un’agenzia nazionale (Assassination Record Review Board) che aveva lo scopo unico di creare un inventario di tutti i documenti in mano alle varie agenzie governative che avessero a che fare con le indagini sull’omicidio di Dallas. Alla creazione dell’inventario, si aggiungeva poi l’impegno di rendere pubblici più documenti possibili entro 25 anni dalla data di entrata in vigore della legge: e cioè il 26 ottobre 2017.

Lindsay Walters, una portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato a Politico che l’amministrazione è al lavoro “per assicurare che venga diffuso il maggior numero possibile di dati pubblicabili” entro il 26 ottobre. Tuttavia, come ha ricordato la stessa portavoce della presidenza Usa, sono state espresse preoccupazioni da parte di alcuni importanti settori dell’intelligence e della politica americana soprattutto per quanto riguarda la pubblicazione dei documenti classificati creati decenni dopo l’omicidio di Kennedy. “Alcune raccolte di documenti non sono state create fino agli anni Novanta”, ha ricordato Walter, e devono essere attentamente riesaminate per “garantire che non ci siano danni alla sicurezza nazionale”. Da quello che si evince, la Cia sta facendo molte pressioni sulla Casa Bianca per evitare che vi sia la pubblicazione dei file più recenti. E queste pressioni sono dovute principalmente alla preoccupazione di proteggere l’intelligence Usa, i suoi informatori (che potrebbero essere ancora vivi) e gli agenti che hanno preso parte alle indagini e la cui incolumità potrebbe essere messa a rischio. Ma vi sono molti (i più in realtà) che ritengono che le pressioni dell’intelligence siano più che altro dovute alla volontà di coprire per quanto possibile i segreti dell’omicidio del presidente Kennedy e le presunte complicità di politica e deep-State. Ora la decisione spetta al presidente Trump. In uno dei suoi ultimi tweet, il presidente ha dichiarato che “Pur essendo soggetto a ricevere ulteriori informazioni, permetterò, come presidente, di rendere pubblici i documenti su JFK a lungo bloccati e classificati”. Da quello che si evince, quindi, il presidente Usa vorrebbe dare il via alla pubblicazione, ma attende maggiori informazioni che, probabilmente, significano chiarimenti e approfondimenti sui rischi per la Cia e per il sistema. Tra cinque giorni, scopriremo la verità: quantomeno sulle idee di Trump.

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