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La qualitĂ  delle relazioni bilaterali fra Germania e Russia è ai minimi storici, deteriorata dal protrarsi di ostilitĂ  e diffidenza – alimentate dal caso Navalny e dalle interferenze statunitensi nel Nord Stream 2 – sulle quali farĂ  leva l’amministrazione Biden per diminuire e allontanare le prospettive di un loro riavvicinamento nel breve-medio termine.

Nonostante la freddezza imperante, il dialogo continua ad essere l’unica via percorribile per risolvere dossier e crisi di rilevanza internazionale, dalla pandemia alle guerre, ragion per cui Vladimir Putin e Angela Merkel hanno avuto una conversazione telefonica nella giornata del 5 gennaio.

La telefonata Putin-Merkel

Il 5 gennaio, Vladimir Putin e Angela Merkel hanno discusso al telefono di cooperazione bilaterale nella lotta alla pandemia e nella risoluzione della crisi ucraina. Nel primo caso, i due capi di Stato hanno vagliato la possibilitĂ  di unire gli sforzi “per la produzione congiunta di vaccini” e concordato di proseguire il dialogo sull’argomento appaltando la questione ai rispettivi “ministri della salute e [al]le altre agenzie specializzate”.

Per quanto riguarda l’annoso dossier ucraino, l’enfasi è stata posta sull'”implementazione degli accordi di Minsk e degli accordi raggiunti durante i vertici del formato Normandia”. A quest’ultimo proposito, la telefonata Putin-Merkel segue di alcuni giorni il lancio di un’iniziativa da parte della presidenza Zelensky: organizzare a Kiev il prossimo incontro del formato Normandia, possibilmente quest’anno.

Non è da escludere, perciò, che i due capi di Stato abbiano discusso della fattibilitĂ  della proposta ucraina, che nasce nell’aspettativa di ridurre la posizione marginale di Kiev in sede di trattative e confidando in un rinnovato dinamismo da parte statunitense.

Cosa attendersi quest’anno

L’equilibrio su cui poggiano i rapporti fra Germania e Russia è quanto mai fragile, come hanno dimostrato il caso Navalny e il protagonismo dell’Unione Europea nel dossier Bielorussia, ma un certo grado di resilienza, promanante dalla necessitĂ  di evitare una rottura completa che sarebbe estremamente nociva per entrambi, ha permesso che il progetto Nord Stream 2 sopravvivesse all’eccezionale campagna di massima pressione montata dall’uscente amministrazione Trump e dai suoi alleati europei, in primis la Polonia.

Questa resilienza continuerà a permanere nel tempo – ma come e quanto dipenderà dagli sviluppi che avranno luogo nella Casa Bianca e nel mondo politico tedesco – poiché è il frutto di una lunga tradizione di interrelazione quasi-simbiotica maturata negli anni di Otto von Bismarck, estesasi sotto gli occhi impauriti di Sir Halford Mackinder e mai del tutto morta neanche durante il periodo interguerra e la guerra fredda.

La Germania, per mantenere la primazia egemonica in Europa, ha bisogno dei beni strategici che il territorio russo offre a prezzi modici e in quantitĂ  sterminata. La Russia, a sua volta, non può permettersi – fino a diversificazione degli acquirenti completata – di perdere un cliente come l’Ue, della quale ha soddisfatto il 40% del fabbisogno di gas naturale nel 2018.

Le relazioni russo-tedesche continueranno ad essere dominate dalla volatilitĂ  nel corso del 2021, anche per via dell’entrata in scena del fattore Biden, ma un pronostico realistico dei loro futuri sviluppi sarĂ  possibile soltanto dopo il 26 settembre, giorno in cui avverrĂ  il passaggio dello scettro di Angela Merkel, cancelliere piĂą longevo di Germania dopo von Bismarck ed Helmut Kohl.

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