L’Iran continua la politica di avvicinamento ai Paesi euroasiatici, a pochi giorni dall’arrivo a Teherandi Matteo Renzi e poi di Federica Mogherini, l’Alto Rappresentante dell’Ue. Stavolta è toccato al Kazakistan, Paese con il quale l’Iran ha firmato uno storico accordo, composto da 44 protocolli d’intesa, per un valore di circa un miliardo di dollari.Al centro dell’accordo, sottoscritto il 10 aprile  dal governo iraniano e da quello kazako , c’è la costruzione di tre centrali termoelettriche ed eoliche,  per un valore di circa 600 milioni di dollari, che alcuni imprenditori iraniani dovranno realizzare in Kazakistan nei prossimi mesi.Ma l’incontro del presidente kazako e quello iraniano avvenuto oggi, oltre ad avere un forte valore simbolico, ha anche una netta importanza economica. Innanzitutto nei prossimi mesi gli scambi commerciali tra Iran e Kazakistan aumenteranno notevolmente, tenendo presente che solo nel 2014 i due Paesi avevano relazioni economiche per un valore di 900 milioni di euro.Ma il dato fondamentale è che, dopo la fine delle sanzioni, l’Iran può sperare finalmente in una piena adesione alla SCO  (l’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione), l’organismo intergovernativo fondato nel 2001 da Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Sin dal 2005 l’Iran è stato tra i Paesi osservatori della SCO e solo lo scorso anno ha inoltrato all’organizzazione una formale richiesta di partecipazione.”La visita del Presidente Nazarbayev a Teheran – osserva Daniele Lazzeri chairman del think tank “Il Nodo di Gordio” – conferma gli eccellenti rapporti tra Astana e la Repubblica degli Ayatollah. Una relazione di lungo corso che ha visto il Kazakhstan impegnato in prima fila nella delicata mediazione per giungere all’accordo sul programma nucleare iraniano. Ora, col venir meno delle sanzioni contro Teheran, non vi è più nessun ostacolo giuridico all’ingresso dell’Iran nella Sco. Un passaggio epocale che non solo ridisegnerà le mappe economiche e geopolitiche dell’Eurasia ma che avrà un forte impatto anche negli equilibri politici con gli Usa, considerando che i primi partner ad avvantaggiarsene saranno Russia e Cina e che il “baricentro del mondo” si sta allontanando dall’Atlantico. L’incontro tra Rouhani ed il Presidente Kazako si inserisce nel più vasto progetto di reti ferroviarie ed energetiche che fanno di Astana uno snodo essenziale di comunicazione lungo la nuova Via della Seta che dal Mediterraneo, passando per l’Asia centrale, giunge sino a Pechino”.Inoltre, grazie all’intensificarsi delle relazioni diplomatiche con il Kazakistan, l’Iran potrebbe avvicinarsi maggiormente all’Unione Economico Euroasiatica, il grande progetto politico, e strategico voluto proprio dal kazako Nazarbayev, annunciato nel 2011 da Putin, e che ha visto la luce solo quattro anni dopo, con l’adesione di Bielorussia, Kazakistan, Russia, Armenia e Kirghizistan.Insomma, pare che negli ultimi mesi l’Iran si stia rivolgendo sempre più ad Oriente. Vedremo se la Renzi e la Mogherini riusciranno nei prossimi giorni a tener saldi i rapporti dell’Ue con Teheran. 

Nel campo comunista di Goli Otok
SOSTIENI IL REPORTAGE