Sono stati protagonisti di un’insurrezione sconvolgente e senza precedenti nel cuore della democrazia americana. Come riporta il Corriere della Sera, a trainare la protesta dentro e fuori il Campidoglio sarebbero stati i “Proud Boys”, espressione di quell’America profonda dimenticata dalla globalizzazione e dall’amministrazione Obama. Insieme a loro, oltre a una schiera di manifestanti di varia estrazione, anche personaggi decisamente folkloristici, che si sono introdotti nel Campidoglio vestiti con elmi e corna, maglie mimetiche, giubbetti antiproiettile e armi in pugno, con l’obiettivo di bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden. Risultato raggiunto, con scene mai viste a Capitol Hill, che hanno scosso l’opinione pubblica mondiale. Segni evidenti di devastazione che il New York Post ha raccolto in un alcuni scatti emblematici.

Donald Trump ha chiesto ai manifestanti di “tornare a casa con amore ed in pace”. “Queste cose succedono – ha scritto su Twitter – quando una sacra vittoria elettorale a valanga è in modo così brutto ed esplicito sottratta a grandi patriori che sono stati trattati male e in modo ingiusto per così tanto tempo”. “Ricordate questo giorno per sempre”, ha concluso Trump parlando ai suoi sostenitori.

Dai Proud Boys ai Boogaloo Boys

Nonostante Trump e molti leader repubblicani abbiano chiesto alla folla di rimanere pacifica, la situazione è degenerata. Anche perché i supporter del Presidente Usa rappresentano un universo piuttosto variegato e che fa riferimento alla cosiddetta “far-right” americana. Oltre ai già citati Proud Boys, come riporta l’Ansa, c’è il movimento dei Boogaloo Boys, in alcuni casi vere e proprie milizie strutturate in maniera paramilitare, oltre ai “cospirazionisti” che si ispirano a QAnon e alle immancabili bandiere “Don’t tread on me”. I Boogaloo Boys traggono ispirazione dal film del 1984 Breakin 2: Electric Boogaloo. Convinti del fatto che una seconda guerra civile americana sia inevitabile, il movimento nato su 4chan è cresciuto notevolmente di dimensioni negli ultimi anni, in particolare aiutato da dozzine di gruppi e pagine Facebook con decine di migliaia di membri e follower. Per eludere le restrizioni di Facebook circa la parola “Boogaloo”, vengono spesso utilizzati termini alternativi come “Big Igloo”, “Boog” e “Big Luau”.

I Boogaloo Boys si oppongono con forza ai lockdown, che vedono visto come un segnale di tirannia e dittatura. Quando ad aprile e maggio si sono svolti raduni anti-lockdown in diversi stati, alcuni membri armati del movimento Boogaloo sono stati avvistati in diverse manifestazioni, spesso indossando camicie hawaiane. Oltre a loro ci sono i Patriot Prayer, nome salito all’onore delle cronache per via dei violenti scontri a Portland con i manifestanti Antifa e Black Lives Matter che hanno portato alla morte, lo scorso 31 agosto, di un sostenitore del presidente Usa Donald TrumpCome riportato da Fox News, Patriot Prayer è la creazione dell’attivista conservatore ed ex candidato al Senato di Washington Joey Gibson. L’uomo che è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Portland nella schermaglia con i manifestanti Black Lives Matter era un sostenitore di Patriot Prayer, gruppo che non ha grande importanza a livello nazionale ma che è ben noto nel Pacifico nord-occidentale. La vittima della sparatoria è stata identificata da Gibson come Aaron “Jay” Danielson, di Portland, soprannominato Jay Bishop.

La teoria dei trumpiani: “Infiltrati alla manifestazione”

Secondo alcuni supporter del Presidente Usa Donald Trump, le violenze del Campidoglio sarebbero state provocate da alcuni infiltrati “Antifa”. Lo sostiene, ad esempio, il commentatore conservatore ed esperto di intelligence Paul Sperry, secondo il quale “un autobous di teppisti Antifa” si sarebbe infiltrato fra i dimostranti pacifici del tycoon al fine di screditare i supporter del Presidente Usa e mettergli in cattiva luce provocando i disordini. In buona sostanza, un’operazione false flag. Teoria rilanciata anche dall’avvocato Sidney Powell, la quale ha pubblicato una foto di uno dei manifestanti entrati al Campidoglio e che sarebbe in realtà, un’attivista Antifa avvistato ad altre manifestazione in passato.