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Cuba è sconvolta dalle proteste più massicce degli ultimi trent’anni ed il governo marxista dell’isola, ora, inizia a temere per il proprio futuro. Le dimostrazioni hanno avuto inizio nella città di San Antonio de los Baños ed in quella di Palma Soriano ma si sono poi estese, grazie ai social media ed ai mezzi di comunicazione, anche nella capitale L’Avana dove migliaia di persone hanno marciato nel centro cittadino. Le motivazioni delle proteste sono semplici, quasi basilari e riguardano la scarsità di cibo, l’alto costo della vita paragonato al salario medio ed il risentimento nei confronti del governo marxista. Le manifestazioni sono ben presto degenerate in atti di violenza ma è anche vero che le autorità non sono sembrate disposte ad ascoltare la voce del popolo. Le forze di sicurezza hanno picchiato alcuni dimostranti con i manganelli, hanno fatto uso di spray al peperoncino ed hanno arrestato centinaia di manifestanti caricandoli sulle autovetture della polizia. I dimostranti, perlopiù giovani, hanno tentato di occupare alcuni dei luoghi più iconici dell’Avana ma non ci sono riusciti anche perché, oltre alla polizia, hanno dovuto fare i conti con una controprotesta di anziani seguaci del governo, pronti a tutto pur di difendere i vertici del potere.

Cosa sta succedendo

I cubani sono provati dai lockdown imposti dal governo per fronteggiare la pandemia. Le misure hanno portato all’interruzione dei flussi turistici diretti a Cuba e delle entrate valutarie ad essi connesse oltre ad aver privato molte persone del proprio lavoro. Il governo cubano ha accusato gli Stati Uniti per la situazione ed il Presidente Miguel Díaz-Canel ha affermato che Washington è la principale responsabile delle difficoltà economiche di Cuba. Díaz-Canel potrebbe non avere tutti i torti dato che le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump hanno un peso e che l’economia cubana si è contratta dell’11% nel 2020, la peggior recessione degli ultimi decenni. La cattiva gestione della pandemia, però, non ha di certo aiutato. La nazione è alle prese con un aumento di casi di Covid-19 che, nella giornata di domenica, sono stati ben 7mila, un vero e proprio record. Ci sono stati problemi anche con la campagna di vaccinazione che, al momento, latita. Solamente il 15 % dei cittadini di Cuba è stato completamente immunizzato ed il 26.7% ha ricevuto almeno una dose di vaccino.

Problemi storici

Cuba è, sin dal 1959, la dittatura comunista più longeva dell’Emisfero Occidentale. Le dimissioni di Raúl Castro da presidente, avvenute nel 2018, non hanno alterato la catena di comando. Castro continua ad essere a capo del Partito Comunista  e delle forze armate, che controllano buona parte dell’economia. Il sistema economico cubano, come ricordato dal sito Heritage, è tra i meno liberi del mondo e versa in questa condizione sin da quando ha iniziato a realizzare i propri monitoraggi nel 1995. La Costituzione del 2019 riconosce, almeno in teoria, la proprietà privata ma lo Stato possiede la maggior parte dei mezzi di produzione. Non esiste alcuna separazione tra l’Assemblea Nazionale, il sistema giudiziario ed il Partito Comunista, che può nominare o rimuovere giudici a suo piacimento. La presenza di imprese a conduzione statale ha un effetto profondamente distorsivo sull’economia e l’accesso al credito per le attività del settore privato è complicato. In alcuni casi, seppur limitati, è stato consentito alle imprese private di assumere e sono stati effettuati tagli tra i posti di lavoro statali. Il quadro, poco incoraggiante, è reso ancora più complesso dalle relazioni tra Cuba e il Venezuela. Il deterioramento del settore petrolifero venezuelano ha provocato scarsità di benzina ed elettricità a Cuba.

A Cuba il dissenso politico è un reato e gli oppositori sono sistematicamente perseguitati, arrestati ed imprigionati per reati minori. I partiti politici sono illegali e l’Osservatorio Cubano per i Diritti Umani ha segnato oltre 1800 detenzioni arbitrarie di dissidenti pacifici nel 2020. Il settore dei media è posseduto e controllato dallo stato ed è vietata l’esistenza di mezzi di informazione privati. La stampa indipendente del Paese è così costretta ad operare al di fuori della legge.