Profili – Friedrich Merz, l’ex arcinemico della Merkel che studia da cancelliere

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Dopo il voto tedesco, Friedrich Merz avrà la possibilità di giocarsi la partita che attende da tutta la sua vita politica, quella per la cancelleria federale della Germania. L’ex rivale interno al partito della “Cancelliera” per antonomasia, Angela Merkel, a guidare l’Unione Cristiano-Democratica (Cdu) e il partito-gemello bavarese, l’Unione Cristiano-Sociale, ha superato il primo scoglio al voto anticipato convocato dopo il collasso del governo di Olaf Scholz, in cui la Cdu-Csu ha conquistato il primo posto sfiorando il 30% dei suffragi.

Una Cdu più a destra vince le elezioni

Merz guida una Cdu-Csu spostata nettamente più a destra rispetto all’era della Cancelliera e spinta su posizioni conservatrici in campo sociale, rigoriste sul fronte fiscale e liberali in economia, duramente schierata nel contrasto a tematiche come l’immigrazione illegale e decisa a contendere quei consensi che sono in uscita dal campo moderato, principalmente verso la destra di Afd, seconda alle elezioni.

Merz ha scalato il partito nel 2022, dopo la sconfitta elettorale di Amin Laschet, candidato al voto federale del 2021, ponendo termine a una traversata del deserto iniziata nel 2009, quando si era dimesso dagli incarichi parlamentari in dissenso con la governance di Merkel.

Merz, avvocato, noto per le sue posizioni di cattolico conservatore e il carattere complicato che uniscono una specchiata frugalità personale a uno stile comunicativo spesso acceso e divisivo, ha alle spalle una lunga carriera nel business e in politica. Eurodeputato dal 1989 al 1994, membro del Bundestag dal 1994 al 2009, era considerato un astro nascente del partito fino all’ascesa di Merkel, che ne ridimensionò le posizioni nella Cdu. Nel 2009 si è dimesso per andare a lavorare nella finanza, arrivando a ricoprire dal 2016 al 2020 il ruolo di presidente del comitato di sorveglianza di BlackRock in Germania. Non ha più partecipato alla politica attiva fino al 2018, anno in cui ha tentato un primo assalto alla segreteria post-Merkel, venendo sconfitto da Annegret Kramp-Karrembauer; stesso esito nel 2021 contro Laschet.

La sfida della corsa al governo

Sia Kram-Karrembauer sia Laschet si posizionavano nel solco di Merkel come suoi delfini. La sconfitta elettorale del 2021 ha dato alla Cdu-Csu, tornata all’opposizione dopo sedici anni, la possibilità di rifondarsi e Merz ha approfittato del clima mutato per vincere la terza contesa per la leadership e diventare, all’età di 67 anni, segretario nel 2022.

Ora Merz si giocherà la partita della cancelleria federale sfidando, da un lato, le ambizioni dell’ultradestra di Afd di attrarre i conservatori per un’agenda comune sulle politiche anti-crimine e la lotta alla corruzione e, dall’altro, la Spd e chi, come Boris Pistorius, potrebbe esser chiamato a gestire il partito socialdemocratico per un patto duraturo sulla leadership del Paese e dell’Europa e sulla gestione dei dossier critici.

In Ue Merz sostiene il rilancio del rigorismo fiscale, mentre sul fronte della guerra in Ucraina è un convinto falco pro-Kiev, che pressa il cancelliere per il suo rifiuto di consegnare i missili Taurus al Paese invaso dalla Russia. Dal popolarismo alla destra conservatrice, la sua spinta alla Cdu ha proposto un riposizionamento dopo anni di moderatismo à la Merkel. E per il partito che fu di Kohl e Adenauer, Merz ritiene che questo sia il mix politico giusto per tornare a governare dopo un quadriennio di opposizione. E sopire una volta per tutte un clima di rivolta contro i partiti tradizionali che ha portato la somma dei voti di Cdu/Csu e Spd a scendere dal 67% del 2013 al 45% odierno.