Nel 2020, oltre 2,7 milioni di americani hanno votato per candidati terzi o indipendenti, pari all’1,7% dei voti. Tra i candidarti minori di queste presidenziali Usa, quelli che, per intenderci, non hanno alcuna speranza di vincere, ce n’è uno che potrebbe rivelarsi – nel suo piccolo – una potenziale sorpresa. E che potrebbe portare via voti preziosi a uno dei due candidati maggiori, Kamala Harris e Donald Trump. Si tratta di Chase Oliver, il 38enne residente ad Atlanta, Georgia, descritto dalla rivista Rolling Stone come “il libertario più influente d’America”. Secondo la stampa americana, la presenza di Chase Oliver nelle schede elettorali degli Stati chiave starebbe sollevando non poche preoccupazioni alle rispettive campagne dei dem e dei repubblicani. Motivo? Oliver apparirà nelle schede elettorali di tutti i sette stati in bilico — Arizona, Georgia, Nevada, Carolina del Nord, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin — ciascuno dei quali potrebbe determinare il prossimo inquilino della Casa Bianca, dato che la competizione tra la vicepresidente Harris e l’ex presidente Trump è destinata, almeno secondo i sondaggi, ad essere estremamente combattuta, all’ultimo voto.
Il libertario in corsa negli stati chiave
Dopo che Robert F. Kennedy Jr ha deciso di sostenere pubblicamente Donald Trump, Chase Oliver è diventata una figura di riferimento per una fetta di elettorato “anti-establishment” che non si rispecchia nelle proposte elettorali di Kamala Harris e Donald Trump. Il fatto che provenga da uno Stato in bilico come la Georgia, che conta 16 voti elettorali (o grandi elettori), lo rende un candidato certamente minore ma potenzialmente significativo. Quest’ultima, infatti, ha com’è noto un passato fortemente conservatore ma sta vivendo un rapido cambiamento demografico, con una crescita significativa delle minoranze etcniche (afroamericana, latina e asiatica). Nel 2020 è stata vinta, seppur di poco, da Joe Biden.
Lo slogan della campagna di Oliver è: “No Wars, No Debt, No Tiranny”, (No guerre, No Debito, No Tirannia), in piena linea con i principi del Partito Libertario che rappresenta. Come nota The Hill, a 39 anni, Oliver ha già avuto un impatto significativo in Georgia: nel 2020 si è candidato nel 5° distretto congressuale e nel 2022 ha partecipato alla corsa per il Senato, contribuendo a portare al ballottaggio Raphael Warnock e Herschel Walker, ottenendo il 2% dei voti. Un risultato simile a livello presidenziale nello stesso Stato potrebbe dunque modificare l’esito della competizione. Attualmente, infatti, i sondaggi mostrano un distacco di appena 1,4 punti percentuali tra Trump e Harris. La vera domanda a questo punto è: a chi potrebbe portare via voti Chase Oliver? Difficile dirlo. Se sulla politica estera è più simile Donald Trump, sui diritti civili Oliver, che è dichiaratamente gay, è indubbiamente più vicino a Harris, essendo un sostenitore delle battaglie Lgbt. Negli ultimi mesi, inoltre, Oliver ha differenziato la propria posizione da quella di Harris, soprattutto su temi economici, proponendo di eliminare la Federal Reserve.
Chi è Chase Oliver
Chase Oliver Ha iniziato la sua attività politica opponendosi alla guerra in Iraq durante la presidenza di George W. Bush e ha scoperto il Partito Libertario nel 2010 a un evento dell’Atlanta Pride Festival. Nel 2020 si è candidato per il Congresso nel 5° distretto della Georgia, per completare il mandato del defunto leader dei diritti civili John Lewis. Nel 2022, ha partecipato alle elezioni per il Senato degli Stati Uniti, guadagnandosi il merito di aver provocato il ballottaggio tra il senatore Raphael Warnock e Herschel Walker. In seguito, ha annunciato la sua candidatura alla nomination presidenziale Libertaria e ora è l’esponente di spicco del partito.
Gli altri candidati indipendenti
Nelle elezioni presidenziali di quest’anno, ventidue candidati indipendenti o di partiti minori sono presenti sulle schede elettorali in almeno uno stato. Tra questi ci sono figure consolidate, come Jill Stein del Partito Verde, alla sua terza candidatura dopo aver raccolto quasi 1,5 milioni di voti nel 2016, e personaggi eccentrici come Vermin Supreme, artista e performer noto per indossare uno stivale di gomma in testa e promettere di “togliervi le armi per darvene di migliori”. Tra le altre alternative a Harris e Trump troviamo anche l’intellettuale e attivista politico Cornel West, diversi candidati socialisti e Randall Terry del Partito della Costituzione, storico attivista anti-aborto noto per i suoi spot televisivi con immagini scioccanti di feti abortiti. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

