Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

Pochi giorni fa, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha annunciato la creazione di un nuovo gruppo, l’Iran Action Group,  che coordinerà la crescente pressione politica ed economica dell’amministrazione Trump sull’Iran, in quello che Pompeo ha descritto come “uno sforzo per costringere il regime di Teheran a fermare decenni di comportamenti violenti e destabilizzanti”. A darne notizia è Foreign Policy.

Pompeo ha annunciato che il nuovo organismo sarà guidato da Brian Hook, direttore della pianificazione politica del Dipartimento di Stato. L’annuncio arriva mentre l’amministrazione degli Stati Uniti sta per ripristinare le sanzioni sull’industria petrolifera iraniana e su altri settori chiave dell’economia che erano state sospese nell’ambito dell’accordo sul nucleare del 2015. 

Mike Pompeo alza il tiro contro l’Iran

“La nostra speranza – ha dichiarato Pompeo – è quella di raggiungere, un giorno, un nuovo accordo con l’Iran. Prima però dobbiamo vedere importanti cambiamenti nel comportamento del regime sia all’interno che all’esterno dei suoi confini”, ha spiegato il segretario di Stato. “Il nostro obiettivo, insieme all’Iran Action Group, è quello di fare in modo che il Dipartimento di stato rimanga strettamente coordinato con i nostri partner regionali”.

Hook dovrebbe quindi dimettersi come direttore della pianificazione politica, una delle posizioni più influenti presso il Dipartimento di Stato.  Parlando ai giornalisti dopo l’annuncio di Pompeo, Brian Hook ha detto che il gruppo d’azione partirà con una piccola squadra e assumerà ulteriore personale in seguito. Si coordinerà con i governi stranieri per aumentare le pressioni sull’Iran e spingere gli altri Paesi a ridurre le importazioni di petrolio dall’Iran prima del 5 novembre – quando entreranno in vigore le sanzioni statunitensi sul petrolio iraniano.

Trump ostaggio dei “falchi”?

I “falchi” anti-iraniana dentro e fuori l’amministrazione americana sono rimasti spiazzati quando il presidente Donald Trump ha dichiarato la sua disponibilità a incontrare i leader iraniani senza precondizioni. I membri della comunità d’intelligence israeliana, come riporta Al Jazeera, sono rimasti “stupefatti per due giorni” dopo quell’annuncio. Inoltre, i sostenitori del pugno di ferro contro Teheran – come la Foundation for Defense of Democracies di Mark Dubowitz – hanno criticato duramente il presidente su Twitter per quest’apertura nei confronti di Rouhani. 

Trump non può certo contare sul sostegno di Bolton, Pompeo e Hook e l’annuncio della nascita dell’Iran Action Group di fatto rende praticamente impossibile ogni iniziativa diplomatica del volubile presidente, accerchiato da neoconservatori e “falchi” che non cercano il dialogo con Teheran ma vogliono imporre la “massima pressione” per accerchiare il governo iraniano. Un tentativo diplomatico di Trump causerebbe una rottura con i membri più anziani della sua cerchia ristretta, ma anche con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con il principe ereditario saudita Mohammad Bin Salman.

I (veri) obiettivi dell’Iran Action Group

Come spiega su Lobelog Trita Parsi, presidente del National Iranian American Council, l’Iran Action Group, “probabilmente condurrà e intensificherà gli sforzi per fomentare disordini in Iran, creando ulteriori tensioni con l’Ue, che vede la destabilizzazione dell’Iran come una minaccia diretta alla sicurezza nazionale per l’Europa”. Questa decisione, osserva, “è l’ennesimo passo della scalata dei neoconservatori nell’amministrazione Trump”.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY