Polonia in crisi: Nawrocki e Tusk litigano sulla Costituzione ma anche lì “ha stato Putin”

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E chi poteva dubitarne?Anche la crisi istituzionale della Polonia, che vede l’un contro l’altro armati il premier Donald Tusk e il presidente della Repubblica Karol Nawrocki, è colpa del Cremlino. Ha stato Putin, secondo la fortunata formula che ormai. da Lisbona a Tallinn, passando per i maranza di Milano, serve ai politici occidentali per spiegare qualunque difficoltà. Perfetta per schivare, sempre e comunque, qualunque assunzione di responsabilità. Un tema che abbiamo affrontato spesso, parlando dell’attualità politica internazionale, nella nostra newsletter gratuita: per iscriversi e riceverla ogni settimana basta cliccare qui.

Così stamattina, dopo la lunga notte che abbiamo già raccontato e che ha visto la polizia circondare il palazzo del Tribunale costituzionale, la folla radunarsi a protestare e il presidente Nawrocki interrompere un volo verso il Senegal per precipitarsi a Varsavia, Tusk è andato in Parlamento e ha detto: “Diciamocelo chiaramente: da molti anni, in Polonia, esistono organizzazioni e politici che cercano di distruggere la democrazia e lo stato di diritto. E non è un caso che trovino sostegno tra le forze pro-russe in tutto il mondo. E oggi, in questo conflitto, traggono vantaggio dal sostegno di un’intera schiera di bot russi su internet. Hanno persino ricevuto elogi pubblici dal principale ideologo del Cremlino”. Sulla stessa linea, con qualche quasi impercettibile variante, le dichiarazioni del vice-premier e ministro degli Esteri Radosław Sikorski.

E’ fuor di dubbio che al Cremlino si stiano facendo quattro risate nel vedere le difficoltà di Tusk, leader europeista, filo-ucraino e anti-russo: ma accusare l’attuale opposizione di essere influenzata da Mosca è una baggianata buona per i gonzi. Il primo partito del Parlamento polacco (194 seggi su 460 alla Camera bassa o Sejm, 34 su 100 al Senato) è Diritto e Giustizia, fondato nel 2001 dai gemelli Lech e Jarosław Kaczyński, che oggi guidano appunto le contestazioni a Tusk. Jarosław fu primo ministro dal 2006 al 2007 e poi guida politica del governo dal 2015 al 2023. Lech fu presidente della Repubblica dal 2005 al 2010, quando scomparve in un tragico incidente aereo. E la loro linea politica fu sempre caratterizzata da una rigida diffidenza verso la Russia e dal massimo allineamento agli Usa e alla Nato.

I perché della crisi

Perché, dunque, Tusk ricorre a questi mezzucci? La risposta è duplice ma semplice: perché dal 2023, quando è tornato a fare il primo ministro, non è riuscito a risolvere il problema politico rappresentato dal Tribunale costituzionale e dal presidente Nawrocki; e perché nel novembre dell’anno prossimo lo attendono elezioni politiche a cui vorrebbe arrivare con le mani libere.

I giornali italiani di propaganda stanno ovviamente demonizzando Nawrocki, aiutati dalla comunicazione UE, che ha fatto dichiarare ai propri portavoce che “spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia dell’Ue» e che “la nomina dei nuovi membri rientra nella competenza costituzionale del Sejm (la Camera bassa del Parlamento polacco, n.d.r)”. In realtà le cose sono più complicate di così. E’ vero che i giudici vengono nominati dal Sejm. Ma è vero che proprio la Costituzione polacca prevede che i nominati debbano prestare giuramento davanti al Presidente della Repubblica, il quale avrebbe il potere di respingerli in caso di inadeguatezza o altri problemi straordinari. Gli stessi giuristi polacchi ne discutono, perché alcuni ritengono che il giuramento sia solo un passo formale mentre altri lo considerano un passo sostanziale.

Il problema nasce, ovviamente, dalla politicizzazione delle nomine. Nawrocki e la maggioranza dei giudici dell’attuale Tribunale costituzionale fanno riferimento alle vecchia maggioranza pre-Tusk. Così Nawrocki ha respinto le nomine di quattro giudici su sei, facendo in modo che al Tribunale costituzionale la maggioranza dei giudici restasse dalla stessa parte. E i giudici, nel giudicare la conformità costituzionale delle leggi approvate dal Parlamento a maggioranza pro-Tusk, sono andati giù con il randello.

L’errore, o la malafede, sta nel pensare o nel far credere che i nuovi giudici, invece, sarebbero anime belle dedite solo al bene della Polonia e del suo popolo. I nuovi sarebbero politicizzati quanto quelli vecchi e lo dimostra proprio la torsione istituzionale tentata in queste ore da Tusk. E’ probabile che per ragioni politiche Nawrocki abbia dato un’interpretazione estensiva ai propri poteri, ed è chiaro che lui e i giudici hanno fatto ostruzionismo all’azione del Governo Tusk. Ma se c’è una cosa che la Costituzione polacca proprio non prevede è che i giudici di nuova nomina prestino giuramento nelle mani del presidente del Parlamento, Włodzimierz Czarzasty, membro della Coalizione civica guidata da Tusk. E nemmeno che una giudice fedele a Tusk, Anna Korwin-Piotrowska, sia protagonista dei una specie di golpe al Tribunale costituzionale e si faccia spalleggiare dalla polizia per cacciarne il presidente.

Il tutto, ovviamente, mirato alle elezioni politiche che si dovrebbero svolgere tra un anno, nel novembre del 2027, e che per Tusk potrebbero rivelarsi più difficili del previsto. Il Paese sente ormai la fatica del lungo e indefesso appoggio alla causa ucraina (quasi un milione di ucraini ha trovato rifugio in Polonia, seconda solo alla Germania in questo tipo di accoglienza; e dall’inizio dell’invasione russa la Polonia ha fornito all’Ucraina armi per 4 miliardi di euro, più ovviamente tutti gli altri aiuti nazionali e UE), anche perché l’Ucraina non fa troppi sforzi per compiacere gli amici di Varsavia: nel silenzio di Kiev, la regione di L’viv ha proclamato il 2027 “anno dell’UPA e di Roman Shukevych“, ovvero anno dell’esercito insurrezionale del suo comandante che sterminarono migliaia di polacchi ed ebrei durante la seconda guerra mondiale. Un tema, accanto ad altri come l’insoddisfazione degli agricoltori, che ovviamente l’opposizione nazionalista si appresta a sfruttare.

Riferimenti

Per l’intervento della polizia e altro: https://it.insideover.com/politica/polonia-la-polizia-al-tribunale-costituzionale-braccio-di-ferro-tra-il-premier-tusk-e-il-presidente-nawrocki.html

Per l’incidente: https://tg24.sky.it/mondo/2010/04/10/lech_kaczynski_aereo

Per la Costituzione della Polonia e i diversi poteri: https://www.costituzionalismo.it/wp-content/uploads/2-2025-1.-Medda.pdf