Vuoi diventare giornalista d'inchiesta?
ULTIMI POSTI

Gli Stati Uniti hanno un obiettivo: la Cina. Ed è questo il vero nemico strategico che muove i fili della loro politica estera. Anche più della stessa Russia, che sembra essere invece il principale avversario della strategia di Washington nel mondo. E adesso, per Donald Trump, c’è un unico obiettivo. fare in modo che le due superpotenze avversarie non si alleino definitivamente.

La questione è particolarmente complessa. E ricorda per certi versi quanto sta avvenendo in Siria. La Russia, fino a questo momento ha avuto un merito: quello di costruire alleanze con le altre potenze mondiali avversarie degli Stati Uniti.In Medio Oriente, Vladimir Putin ha creato una forte sinergia con l’Iran. E impossibilitati a colpire direttamente le forze russe, Israele e Stati Uniti hanno fatto (e continuano a far) il possibile per spezzare l’asse fra Mosca e Teheran.

Strategia difficile, ma molto pragmatica. Inutile tentare l’assalto a due potenze alleate, meglio cercare di isolarle sciogliendo i legami che le hanno unite per anni. Una logica estremamente pragmatica e che tende a ricostruire il mondo su base isolazionista. L’America ha scelto di essere First, e forse anche “alone“, sola. Ma per far sì che questa strategia sia vincente, deve evitare che le altre potenze si coalizzino. Divide et impera, recita la nota locuzione latina. Ed è su questa matrice che si sta costruendo la strategia americana.

Provata la tecnica in Siria, adesso gli Stati Uniti vogliono fare lo stesso anche in Asia, questa volta colpendo l’asse fra Cina e Russia. Idea di non facile realizzazione: ma attenzione a dare per scontato che Mosca e Pechino siano necessariamente alleate. Perché la Casa Bianca ha già dimostrato di avere obiettivo. Ed è proprio sulle antiche e mai sopite divergenze che adesso vuole puntare Washington. Che è perfettamente consapevole che non può rischiare di trovarsi a contrastare da sola un gigantesco blocco eurasiatico creato da una potenziale alleanza fra i maggiori Stati del continente. 

Sotto questo profilo, le parole di John Bolton arrivare di recente dopo il suo viaggio a Mosca sono particolarmente importanti. Il consigliere per la Sicurezza nazionale ha detto che gli Stati Uniti vogliono tenere colloqui strategici con la Russia riguardo l’attività bellica della Cina.

Intervistato a Tbilisi dall’agenzia Reuters , Bolton ha detto che le capacità missilistiche cinesi rappresentano una minaccia non solo per gli Stati Uniti ma anche per Mosca, in quanto lo “heartland russo” si trova a distanza ravvicinata da tali missili. Una definizione da tenere a bene a mente, specie in questa fase di tensione fra la Casa Bianca e il Cremlino per decisione di Trump di voler annullare il Trattato Inf, che Bolton ha definito in maniera molto rapida come una “reliquia della Guerra Fredda”.

È chiaro che le frasi del consigliere Usa possano anche non essere prese in considerazione dal Cremlino. Ma è interessante questa apertura così esplicita di Washington nei confronti di Mosca in un momento in cui sembra che l’interesse della Casa Bianca sia quello di andare a colpire proprio gli interessi del Cremlino. Il trattato Inf è nato come limite ai missili ai tempi dello scontro fra Unione sovietica e Stati Uniti. E non è un caso che la tensione, con l’annuncio di Trump, sia salita proprio fra i due eterni nemici.

Ma ecco, dopo alcuni giorni, arrivare le parole di Bolton. Prima sul dialogo a due riguardo ai missili cinesi, poi l’invito rivolto a Putin per un vertice con Trump a Washington. Il consigliere per la Sicurezza nazionale ha anche detto che i due presidenti si incontreranno sicuramente almeno due volte nel 2019. E l’idea è che questo secondo viaggio a Mosca di Bolton sia stato utile per far capire al Cremlino non solo le mosse dell’attuale amministrazione americana per il trattato Inf, ma anche sulla questione dei rapporti triangolari fra Cina, Russia e Stati Uniti.

Gli Stati Uniti ce la faranno a raggiungere il loro scopo? Difficile. Attualmente Mosca e Pechino hanno molti interessi in comune, di tipo politico, economico, energetico e strategico. Sono due superpotenze che hanno una ferrea volontà di mantenere il dialogo. Alla Russia servono i capitali cinesi e le sue capacità tecnologiche e infrastrutturali. Alla Cina servono gas e petrolio russi e la capacità militare. In più, gli Stati Uniti rappresentano un avversario comune che inquieta sia Putin che Xi Jinping.

Tuttavia non devono essere sottovalutate nemmeno le mosse di Washington. Difficilmente Bolton avrebbe parlato così pubblicamente se non avesse avuto uno scopo pratico. E la scelta del ritiro dal trattato sui missili ha la Cina come obiettivo.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.