Il nuovo ministro degli Interni della Germania sta portando avanti i controversi piani per tenere i migranti richiedenti asilo nei centri finché il loro diritto di soggiorno non è determinato.

Secondo le proposte di Horst Seehofer, i migranti devono essere tenuti nei cosiddetti “centri di ancoraggio” per un massimo di 18 mesi mentre vengono processate le loro richieste. I critici dicono che tenere le persone nei centri può portare alla violenza e rendere più difficile per loro integrarsi nella società.

Il primo centro sarà probabilmente allestito in Baviera quest’anno, dicono i funzionari. L’onorevole Seehofer è da tempo un critico acceso delle politiche sui rifugiati del cancelliere Angela Merkel e ha promesso di accelerare le procedure di asilo e aumentare i rimpatri.

Costruire il primo centro in Baviera prima delle elezioni centrali di ottobre aveva “la massima priorità”, ha detto il vice ministro dell’Interno Stephan Mayer:”Sono fiducioso di poter presentare progetti più dettagliati dopo il fine settimana di Pasqua”, ha dichiarato al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung.

Ai migranti con buone possibilità di rimanere in Germania sarebbe consentito lasciare i centri, ha aggiunto, senza fornire dettagli. I critici dicono anche che l’elaborazione delle richieste richiede spesso più del periodo di 18 mesi proposto dall’onorevole Seehofer, il che significa che i migranti potrebbero essere tenuti nei centri per molto più tempo.

Oltre un milione di migranti è arrivato in Germania come parte della politica della porta aperta della signora Merkel nel 2015. Il contraccolpo scatenato dalla sua politica ha contribuito ad alimentare l’estrema destra del paese nelle elezioni dello scorso anno – il partito Alternative fur Deutschland (AfD) è entrato per la prima volta nel parlamento federale – e ha portato alla peggiore performance elettorale in quasi 70 anni per il suo partito CDU.

Il blocco conservatore della CDU-CSU della signora Merkel e i socialdemocratici (SPD) hanno concordato di limitare la migrazione come parte di un accordo di coalizione. Il programma sarebbe quello di limitare gli arrivi di richiedenti asilo a circa 200.000 all’anno. Il progetto parla anche di un limite massimo di 1.000 al mese al numero di migranti a cui sarà permesso di unirsi alla loro famiglia che vive in Germania.

Il numero è in effetti alto, paragonabile a quello che giunge annualmente in Italia dal mare, salvo poi considerare che la Germania ha una popolazione di circa 83 milioni di abitanti, distribuiti su un territorio più vasto di quello italiano, ed un sistema economico più solido che riesce ad assorbire più facilmente i nuovi arrivati. 

La polizia federale tedesca sarebbe in definitiva responsabile dei centri in quanto responsabili dei rimpatri e della protezione dei confini della Germania. L’obiettivo di Seehofer è quello di coinvolgere maggiormente la polizia federale nelle procedure di asilo per alleviare le autorità locali e regionali.

Ma i rappresentanti della polizia hanno espresso critiche nei confronti dei piani, insistendo sul fatto che non è responsabilità della polizia federale garantire la sicurezza in tali centri. Jörg Radek dell’Unione di polizia (GdP), parlando al Deutsche Welle ha definito illegali i piani, in quanto non è responsabilità della polizia federale “fare la guardia a chi è in cerca di asilo“.

“Non addestriamo gli agenti di polizia a gestire le carceri”, ha detto all’agenzia di stampa DPA, aggiungendo che considera l’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati (BAMF) come responsabile di ciò. Ha spiegato che questi centri rientrerebbero nella categoria delle “misure che limitano la libertà di circolazione”, mentre la responsabilità principale della polizia federale è quella di “prevenire il pericolo“.

Il braccio di ferro tra politica e territorio si è esplicato in questa direzione, con la Merkel che dovrà comunque far fronte ad un crescente malcontento popolare, che il partito AfD cavalca con sempre crescente vantaggio. Secondo gli esponenti del partito, infatti, il governo tedesco sta per affrontare non solo il rifiuto all’interno del proprio Paese ma anche isolarsi dal resto dell’Unione europea con il suo piano per rendere la ricezione dei finanziamenti Ue dipendente dall’accettazione dei migranti da parte di uno Stato membro. 

 

È un momento difficile
STIAMO INSIEME