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Se contro di lei si è scatenato il più famoso degli scrittori peruviani (naturalizzato spagnolo) il Nobel Mario Vargas Lllosa, significa che la ragazza sta acquistando notorietà. Fa paura, se ne parla sempre di più e i sondaggi iniziano a indicarla come netta favorita per le elezioni presidenziali di aprile. Lei è Keiko Fujimori, quarantenne figlia dell’ex presidente del Perù Alberto, ora in carcere con l’accusa di trenta omicidi, sequestri di persona e violazione dei diritti umani.

Keiko, candidata del partito di centrodestra Fuerza Popolar, secondo i sondaggi è sostenuta dal 39% degli elettori. Per Vargas Llosa la sua elezione presupporrebbe un ritorno “della dittatura, una delle più corrotte, delle più violente e delle più sanguinarie”. Sarebbe insomma una “catastrofe”.

In realtà la carriera della “China”, come viene soprannominata al pari del padre, “il Chino” (la famiglia è però di origini giapponesi) è stata costruita, per indole o per volontà, su binari autonomi rispetto al padre : Keiko si è dedicata per lunghi anni all’assistenza dei bambini malati di cuore gestendo la costruzione di case famiglia e della prima sala di terapia cardiovascolare pediatrica, conquistando l’apprezzamento anche in molti settori sociali della so peruviana.

Parallelamente ha incentivato l’esportazione di alcuni prodotti della medicina tradizionale andina, come il Maca e l’Unghia di gatto. Giovanissima ebbe una certa visibilità suo malgrado, perché si ritrovò a soli 19 anni, dopo la separazione dei genitori, ad assumere il ruolo di “primera dama”, con il compito di accompagnare il padre in molti viaggi presidenziali negli anni ’90. Dopo un master in Economia alla Columbia University ha sposato un americano.

In questi anni Keiko, che compirà 41 anni a maggio, si è insomma distaccata dall’immagine familiare e con abilità è riuscita a non rinnegare il padre ma nemmeno a giustificare completamente il suo operato.

Parlamentare dal 2006, molto attiva nella presentazione di proposte di legge, ha speso difeso molte delle misure decise negli anni di governo Fujimori, ma ha anche recentemente ribadito che durante la guida del genitore l’esecutivo peruviano fu segnato da una diffusa corruzione e da frequenti violazioni dei diritti umani. Ha raccontato di aver avuto parecchie discussioni con il padre, ma non è mai scesa nei particolari di un rapporto familiare piuttosto intenso e contraddittorio.

Il consenso nei suoi confronti sembra in continuo aumento: dal 30 al 39%, l’ultima rilevazione a poco più di un mese dalle elezioni che si terranno il 10 aprile. Le si dice fiduciosa del fatto che “il grande lavoro” costante di queste settimane non potrà che portare alla vittoria.

Per Keiko Fujimori non è la prima volta che tenta la corsa alla guida del Paese: ci aveva già provato nel 2011, quando era stata sconfitta dal nazionalista Ollanta Humala.

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