La sconfitta alle elezioni presidenziali del 2016? Dovuta al “sessismo” e alle conseguenze della globalizzazione. Questa la lettura dell’Ex Segretario di Stato Hillary Clinton espressa lunedì scorso alla Georgetown University nel corso di una tavola rotonda sul tema delle donne e dei diritti umani. Hillary ha affermato che la sconfitta è maturata da una combinazione di misoginia e “sessismo vecchio stile” nonché dal rifiuto “di accettare l’uguaglianza delle donne”. A riportarlo è Breitbart.

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La critica – talvolta feroce – alla globalizzazione è stato uno dei leit motiv della campagna presidenziale di Donald Trump. Esattamente quella globalizzazione che ora Hillary Clinton – dopo aver rappresentato il volto rassicurante di Wall Street e delle élite durante le elezioni – mette sotto accusa: “Quanto a quelle persone che si dicono contrari a concedere più diritti alle donne – ha affermato durante il dibattito – la vedo come una reazione dettata da motivi diversi, alcuni dei quali hanno a che fare con persone che si sentono insicure, spaventate, deluse, scoraggiate dalle loro vite e dalla globalizzazione che ha lasciato fuori molte persone. E non abbiamo ancora visto nulla. Vedrete cosa accadrà quando l’intelligenza artificiale decollerà davvero. Quindi, quando le persone sono insicure e ansiose, spesso difendono i loro sentimenti respingendo gli altri. Ciò accade spesso con le minoranze e con etnie, razze, religione e succede anche nei confronti delle donne”, ha sottolineato. 

Le elezioni? Colpa del Sessismo

Per Hillary uno dei motivi scatenanti della sua sconfitta è proprio il sessismo dilagante: “Chi di voi ha letto il mio libro sa quello che è successo e sa quanta misoginia e sessismo facessero parte di quella campagna elettorale. È stato uno dei fattori che ha contribuito alla mia sconfitta. Si trattava in parte di sessismo vecchio stile e del rifiuto di accettare l’uguaglianza delle donne, nonché di accettare l’uguaglianza della leadership femminile; in parte, invece, era conseguenza di tutta quest’ansia e insicurezza che spinge le persone a cercare capri espiatori”.

L’ex candidata democratica ha poi parlato delle prossime elezioni midterm: “Dobbiamo lasciare quest’ansia a casa, e questo passerà attraverso le elezioni 2018 negli Stati Uniti. Abbiamo molto da fare e non possiamo aspettare un minuto. Non dobbiamo andare indietro nel tempo quando parliamo di razza, religione, sesso, diritti degli omosessuali e tutto il resto. Continueremo ad andare avanti perché vogliamo una società inclusiva e tollerante che includa tutti. Non solo alcuni di noi, ma tutti”, ha ribadito. 

“Ha perso per colpa dello Stato invisibile”

Deep State? Termine da “complottisti” pro-Trump. Ciò che ha fatto perdere Hillary Clinton è “lo stato invisibile”, definizione coniata da uno dei più stretti collaboratori dell’Ex Segretario di Stato, Lanny Davis. Come riporta il Daily Mail, l’assistente di Hillary ha da poco pubblicato un libro dal titolo “The Unmaking of the President 2016: How FBI Director James Comey Cost Hillary Clinton the Presidency” in cui accusa delle “forze oscure” di aver fatto vincere Donald Trump: una vera e propria rete sotterranea che comprenderebbe persino l’ex capo dell’Fbi James Comey.