Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
ECCO DOVE VOGLIAMO ANDARE

“Crediamo che la strage di Srebrenica non sia capitata per errore. È chiaro che gli olandesi volessero eliminare i musulmani dall’Europa.” Queste le parole di Kahraman Haliscelik, reporter di base a New York per l’emittente radio-televisiva turca TRT, che a seguito del negato atterraggio dell’aereo che trasportava il ministro degli esteri Mevut Cavusoglu a Schipol, si è così scagliato contro il governo olandese, accusandolo del massacro di Srebrenica, il genocidio avvenuto nel 1995 durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina rimasto ancora largamente impunito.Haliscelik ha deciso di esporsi in questo modo per fomentare il risentimento dei cittadini, turchi e non solo, che questa settimana hanno manifestato per le strade di Sarajevo per criticare la decisione del governo olandese, provvedimento che ha impedito al ministro Cavusoglu di entrare in Olanda per partecipare ai comizi previsti dopo il suo arrivo. L’organizzatore della protesta principale infatti – uno studente dell’Università Internazionale di Sarajevo che porta il nome di Yusuf Isler – ha riferito al Balkan Investigative Reporting Netwok che il suo intento è quello di criticare l’atteggiamento “fascista” dei governi europei che hanno negato ai ministri turchi di partecipare ai comizi organizzati e che secondo i principi democratici dovrebbero essere invece permessi senza restrizioni.A presenziare alla manifestazione c’era anche l’ambasciatore turco a Sarajevo Haldun Koc, che poco prima l’inizio della protesta parlava all’agenzia di stampa Anadolu dicendo: “I cittadini turchi e i nostri amici bosniaci sono qui per dimostrare il loro supporto per la Turchia dopo i recenti scontri con l’Olanda. Le autorità olandesi hanno commesso un grosso errore e la mia speranza è che non verrà ripetuto.”Sono previste diverse altre manifestazioni a favore del leader turco Recep Tayyip Erdogan, sia in Olanda, che ha già visto scontri tra manifestanti e polizia questa domenica a Rotterdam, sia a Sarajevo e in altri paesi della Penisola balcanica. I turchi che vivono in Europa sono molti. Le stime parlano di circa 4 milioni di cittadini di origine turca concentrati soprattutto nel nord Europa e nei Balcani.In Europa sarebbe quindi opportuno preoccuparsi del nazionalismo che Erdogan sta fomentando e sfruttando in vista del referendum costituzionale che si terrà il 16 aprile in Turchia per legittimare l’accentramento di tutti i poteri sulla sua persona.Lo studente di Sarajevo che ha organizzato la protesta a fianco dell’ambasciatore Koc è stato il primo ad accusare gli olandesi del genocidio di Srebrenica, poi ripreso da Haliscelik; accusa lanciata anche da Erdogan, che ieri in diretta tv ha puntato il dito contro il governo olandese per non aver impedito la strage di 8mila bosniaci musulmani per mano dei serbi bosniaci guidati da Ratko Mladic.Dietro le proteste si crede che ci sia la mano di Rifat Fejzic, a capo della Comunità islamica del Montenegro e notoriamente vicino a Erdogan. Un uomo che di propaganda se ne intende.  Ma l’accusa mossa da Isler e l’ambasciatore Koc prima, e da Erdogan poi,  può rivelarsi molto pericolosa e non deve essere considerata come semplice e relativamente innocua propaganda, come invece si possono considerare i recenti richiami al presunto “nazismo” dei governi tedesco e olandese ripetuti come un mantra dal leader turco. Infatti, durante i fatti di Srebrenica, i 600 caschi blu dell’Onu e le tre compagnie olandesi Dutchbat I, II e III non intervennero in difesa dei cittadini musulmani. I motivi e le circostanze non sono ancora stati chiariti del tutto; ciò che è provato invece è la responsabilità dell’allora ministro della difesa olandese Relus ter Beek, del suo successore Joris Voorhoeve e del ministro degli esteri Hans van Mierlo durante il mandato di Wim Kok, nonché del tenente colonnello Thom Karremans, addetto alla sicurezza dell’enclave di Srebrenica. La vicenda è stata archiviata ufficialmente il 2 marzo 2007 con la sentenza del Tribunale Penale Internazionale dell’Aja che, pur definendo il massacro un genocidio, assolse la Serbia dopo aver disposto l’arresto di Radovan Karadzic e del suo braccio destro militare Ratko Mladic.”Archiviata”, ma non per tutti. Il risentimento dei musulmani è ancora vivo e gli anni trascorsi non sembrano aver intaccato la loro memoria. Le immagini che forse riassumono la pericolosità del nazionalismo fomentato da Erdogan, e soprattutto la pericolosità di una sua degenerazione incontrollata, sono le foto che ritraggono un non meglio identificato gruppo di cittadini turchi che a Istanbul, questa domenica, ha violato il perimetro del Consolato olandese, arrampicandosi per togliere la bandiera olandese per poi sostituirla con quella turca. Ad accompagnare il momento, le grida festanti di coloro che hanno partecipato: “Allahu Akbar”.

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