Quelle armi tecnologiche del futuro dietro il ricatto di Bin Salman

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C’è un’azienda americana che fattura miliardi di dollari all’anno, fornisce la maggior parte delle armi all’esercito statunitense ed è talmente importante per il presidente Trump che quest’ultimo l’ha citata come ragione per non incolpare il regime saudita dell’omicidio Khashoggi. Eppure il nome di questa ditta non è conosciuto come si penserebbe: Raytheon, così si chiama l’azienda con sede nel Massachusetts, non ha solo “in mano” la Difesa degli Usa, ma è anche all’avanguardia per la costruzioni delle armi del futuro. I conflitti dei prossimi decenni si combatteranno con armi soniche, satelliti tech e mezzi ultra innovativi creati proprio da questa compagnia.

Le parole di Trump

Interpellato sulla morte del giornalista Jamal Khashoggi e sul ruolo del principe saudita Mohammed bin Salman, Trump ha detto nei giorni scorsi di non poter accusare con certezza il governo dell’Arabia Saudita nonostante un’indagine della Cia che sembra dare un ruolo attivo al principe nella questione. Il motivo (è lo stesso presidente americano a spiegarlo) è negli investimenti che lo stato mediorientale fa nelle industri americane. “Se annulliamo follemente questi contratti, la Russia e la Cina sarebbero i nuovi beneficiari, sicuramente molto felici di acquisire tutte queste nuove attività. Sarebbe un regalo meraviglioso per loro direttamente dagli Stati Uniti! – ha detto in tono sarcastico Trump motivando la scelta di continuare a fare affari con i sauditi al grido di America First – dei 450 miliardi di dollari in programma, 110 miliardi saranno spesi per l’acquisto di attrezzature militari da Boeing, Lockheed Martin, Raytheon e molti altri grandi appaltatori della difesa degli Stati Uniti”. Un punto di vista, quello di Trump, appoggiato anche da un editoriale esterno del New York Times. “Trump comprende la centralità di Riad nello sforzo di contrastare un crescente Iran e non ha ragione di far sì che l’assassinio di Khashoggi metta a repentaglio quella strategia. Qualunque siano le colpe del principe Mohammed, egli sostiene attivamente l’ordine regionale americano che gli iraniani cercano apertamente di distruggere. Probabili sanzioni spingerebbero il principe ad avvicinarsi a Russia e Cina” hanno scritto Michael Doran e Tony Badran, subito però presi di mira da risposte e commenti che accusano Trump di pensare solo ai guadagni senza preoccuparsi di etica o di tagliare i rapporti con i mandanti di un omicidio.



Raytheon e le armi del futuro

Da parte loro, le aziende citate preferiscono restare nell’ombra, pur continuando a fare affari miliardari con gli Usa e con altre potenze mondiali. Raytheon ha uffici in varie parti del globo e negli anni ha fornito armamenti ai governi di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait fra gli altri. Non solo carri armati, bombe e missili, ma innovazioni futuristiche, nanotecnologie e cyber security sono i fiori all’occhiello di questa ditta. Una sezione del sito è dedicata proprio al campo di battaglia del futuro, dove ci sarà spazio per armi speciali. “Le armi ipersoniche possono essere più resistenti grazie all’estrema velocità e all’alta quota. Sarebbero difficili da fermare. Raytheon sta lavorando con un contratto da 900 milioni di dollari con l’U.S. Air Force per sviluppare questa nuova arma” spiegano i comunicati della ditta. Tecnologia anti-droni, mini bombe di soli venti centimetri, satelliti che fermano missili balistici e armi fatte con stampa 3D sono altri settori in cui questa azienda eccelle e che renderanno le armi future ancora più precise e letali. Lo sviluppo di nuovi armamenti sarà possibile anche grazie agli accordi protetti da Trump che fino ad oggi ha preferito difendere questo tipo di compagnie piuttosto che la credibilità del suo mandato davanti al pubblico internazionale.