Perché Trump difende Le Pen? L’asse sovranista di The Donald

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Il sostegno incondizionato espresso da Donald Trump a Marine Le Pen, dopo la condanna della leader del Rassemblement National per uso improprio di fondi europei, riaccende i riflettori sulla costruzione di un’alleanza sovranista transatlantica. In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha definito la condanna di Le Pen “una grande notizia per la sinistra radicale” e l’ha paragonata alle sue stesse vicende giudiziarie: “Stanno cercando di distruggere la destra in tutto il mondo, ma non ci riusciranno. La stessa cosa che stanno facendo a me negli USA, la stanno facendo a Marine in Francia.”

Il messaggio di Trump

Il messaggio è chiaro: il presidente americano derubrica le indagini giudiziarie contro esponenti della destra internazionale come parte di una strategia globale per mettere a tacere le voci populiste e conservatrici. La scelta di difendere pubblicamente Le Pen, condannata a due anni di ineleggibilità e una multa di 300.000 euro, non è soltanto un atto di solidarietà personale, ma un segnale politico diretto all’elettorato e agli alleati europei.

A rafforzare questo asse ideologico è intervenuto anche il vicepresidente americano JD Vance, che in un recente discorso ha criticato aspramente l’atteggiamento di alcuni Paesi europei verso le priorità strategiche americane. “They have to act upon Western allies“, ha dichiarato, sottintendendo che gli Stati Uniti dovrebbero riconsiderare la natura delle relazioni con alcuni partner occidentali, sempre più distanti dalle posizioni dell’America First. Nella sostanza, Vance, mette in luce l’allarmente realtà che le investigazioni  politicamente motivate non riflettono democrazie occidentali ma dittature. 

Cosa ha detto Vance

Il commento di Vance si inserisce in un quadro più ampio di freddezza diplomatica, acuita dalle sue critiche alla proposta francese di una forza di pace in Ucraina, definita “poco credibile e simbolica”. Le sue parole non sono passate inosservate a Bruxelles, dove si teme un ulteriore allontanamento tra Washington e le capitali europee.

Nessuna dichiarazione ufficiale, al momento, è giunta da parte della premier italiana Giorgia Meloni. Tuttavia, il silenzio della leader di Fratelli d’Italia, nota per il suo legame con l’universo conservatore internazionale, lascia aperti interrogativi su quale sarà la posizione dell’Italia di fronte a un possibile riassetto delle alleanze occidentali sotto la bandiera del nazionalismo sovranista.

In uno scenario globale sempre più polarizzato, la presa di posizione di Trump rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione di un blocco internazionale che mette al centro identità nazionale, lotta contro le élite e rifiuto dell’integrazione globale. Un fronte ideologico che, al di là delle singole elezioni, punta a ridisegnare il perimetro stesso dell’Occidente politico.