Negli ultimi giorni di campagna a favore o contro il Brexit interviene anche George Soros, ovviamente a favore del “remain“: “Se vincerà la Brexit e la Gran Bretagna uscirà dall’Unione Europea, ci sarà un crollo ‘precipitoso’ della sterlina ben più consistente di quanto avvenne nel 1992, quando la valuta britannica abbandonò il Meccanismo di cambio europeo (Erm)”.Per approfondire: I riflessi del Brexit sull’ItaliaNel suo intervento sul Guardian, il finanziare Usa di origine ungherese afferma che  “la sterlina quasi certamente crollerà rapidamente. Mi aspetto che la svalutazione sia maggiore e anche più dirompente del 15% che si verificò nel 1992, quando ebbi la fortuna di realizzare un consistente profitto per gli investitori del mio fondo alle spese della Banca d’Inghilterra e del governo britannico”.Ironia della sorte. Proprio colui che il 16 novembre del 1992 mise in ginocchio la Banca d’Inghilterra costringendola a svalutare la sterlina (guadagnando così oltre un miliardo di dollari) ora dà lezioni di economia agli inglesi. Nel 1992, inoltre, assieme ad altri speculatori, Soros sferrò un attacco clamoroso contro la Banca d’Italia, portando così la lira a perdere il 30% del suo valore.L’uscita dalla Ue, secondo il finanziere, farebbe scivolare la sterlina verso la parità con la moneta unica europea “un metodo per unirsi all’euro che nessuno in Gran Bretagna auspica. In troppi sono convinti che l’uscita (dalla Ue, ndr) non avrà effetti sulle finanze personali. Si tratta di un mero auspicio. Se la Gran Bretagna uscirà dalla Ue, ci sarà almeno un effetto immediato e chiaro che toccherà ogni famiglia: il valore della sterlina precipiterà. L’uscita dalla Ue avrebbe anche un impatto drammatico e immediato sui mercati finanziari, sugli investimenti, sui prezzi e sui posti di lavoro”.