Su ogni uniforme da combattimento di ogni soldato degli Stati Uniti d’America spicca una patch con la bandiera americana: la famosa ‘Stars and Stripes‘ – le cui stelle indicano i 50 stati e le strisce le 13 colonie britanniche – ma spesso questa è rivolta all’indietro, particolare che attrae la curiosità degli osservatori. Ebbene c’è una spiegazione logica, simbolica e sinceramente patriottica.

Secondo quanto riportane nel‘Army Regulation 670-1, Wear and Appearance of Army Uniforms and Insignia’, è stabilito che quando autorizzato, la bandiera americana deve essere indossata sulla spalla, destra o sinistra, dellaArmy Combat Uniforn (ACU) in modo tale che il ‘quadrante con le stelle sia rivolto in avanti’ rispetto alla bandiera. In questo modo esso è nella posizione corretta, quella  ‘d’onore’, ossia la più alta anteriormente. Tale regola però, quando essa è applicata sulla spalla ‘destra’ (spesso), la fa apparire al contrario agli occhi di chi la vede. Ciò che dunque potrebbe apparire come un errore sta invece a simboleggiare come desiderato :l’insegna di combattimento che sventola nella direzione di avanzamento.L’Institute of Heraldry del Dipartimento della Difesa afferma infatti che : “Se indossato sulla manica destra, è considerato opportuno invertire la bandiera in modo tale che il ‘canton‘ ( il riquadro blu, ndr) che simboleggia l’unione suggerisca che la bandiera stia sventolando idealmente nella brezza che porta l’avanzata “.Lo stesso vale – sempre idealmente – quando la bandiera americana compare su un veicolo o un aereo; ciò si può verificare per esempio anche sugli Space Shuttle della NASA. Tale principio valere anche per altre insegne militari, ad esempio il grado di colonnello dell’US Army, simboleggiato da un aquila che, sempre in rispetto dell’araldica, deve guardare sempre in avanti.

Le bandiere americane sulle divise dei G.I. – acronimo risalente al secondo conflitto mondiale, che originariamente stava perGovernment Issue ma che ben presto divenne un nomignolo per gran parte delle forze armate dello Zio Sam –  rispettavano i colori originali della Stars and Stripes finché non il MoD non decise i fornire tre variati a ‘bassa visibilità’ da applicare sulle diverse uniformi da combattimento:Universal Camouflage Pattern/MARPATin nero e grigio, desertica (DCU) in sabbia e marrone, e sulla classica BDU ‘woodland’ in nero e verde oliva. 

Le prime Stars and Stripes in combattimento

La necessità di mimetizzarsi su un campo di battaglia sottoposto al fuoco di armi sempre più micidiali e oggetto di tattiche e condotte che non lasciavano ‘quartiere’, ha fatto abbandonare gran parte delle insegne e simbologie militari già durante il primo conflitto mondiale, per raggiungere il suo culmine nel secondo conflitto mondiale: dove in Europa, come in Asia, gli ufficiali per la prima volta si trovarono costretti a ‘rinunciare’ ad esibire i propri gradi  quando erano prima linea, per timore di essere bersaglio privilegiato dei cecchini. Tuttavia, i paracadutisti americani impegnati nelle celebri operazioni Husky – l’invasione della Sicilia – e Overlord – lo sbarco in Normandia – si trovarono cucite sulla spalla destra delle giacche delle ampie ‘Stars and Stripes’ colorare; proprio con il fine di essere riconosciuti come ‘alleati’. I phatfinders americani, tra cui spiccavano quelli delle celebri divisioni aviotrasportate 82ª ‘All-American’ e 101ª ‘Screaming Eagles’, e gli altri parà erano infatti i primi a toccare il suolo nemico prima ancora che ci fossero delle ‘linee di combattimento’, ed erano costretti a rimanervi fino a quando non si sarebbero ricongiunti con il grosso del contingente d’invasione. Questo può essere considerato come il primo uso della bandiera americana su uniforme moderna in prima linea.